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From L’Avana to Palermo: intervista al funambolico pianista Jorge Luis Pacheco

From L’Avana to Palermo: intervista al funambolico pianista Jorge Luis Pacheco

11 febbraio 2024

Dal 2 al 4 febbraio colui che è stato definito come «uno dei pianisti di punta della nuova generazione del jazz a Cuba», ovvero Jorge Luis Pacheco, si è esibito nei suoi unici concerti europei con orchestra insieme all’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Antonino Pedone, nell’ambito della rassegna Brass in Jazz 2023-2024. Pacheco è soprannominato “mani volanti” per l’aerea maestria con cui le sue dita danzano sui tasti. Nato all’Avana, il pianista, percussionista, compositore e direttore musicale si è imposto all’attenzione mondiale non solo per la sua sensazionale tecnica virtuosistica, ma anche per lo spessore della sua scrittura, per l’abilità che esprime anche come percussionista e cantante e, soprattutto, per una poliedricità che gli consente di esprimersi sempre al massimo, sia che si esibisca in solitario, sia che si cimenti con organici jazzistici o sinfonici. Lo abbiamo intervistato e ci ha raccontato questa sua prima esperienza in Sicilia e di condivisione della sua musica con l’orchestra della Fondazione Brass Group.

a cura di Rosanna Minafò

Innanzitutto qual è la tua opinione sulla Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, che festeggia quest’anno il suo cinquantesimo anniversario e ha ospitato alcuni degli artisti più importanti al mondo?
Credo che uno dei valori fondamentali dell’orchestra e della fondazione sia quello di portare in Sicilia la cultura di altri paesi, attraverso l’invito ad artisti internazionali così importanti. La Fondazione The Brass Group con la sua orchestra contribuisce in modo importante e attraverso la musica alla crescita e allo sviluppo della cultura in questa terra. Associare due isole quali Cuba e la Sicilia, con due grandi tradizioni musicali, diventa uno straordinario connubio culturale grazie all’Orchestra Jazz Siciliana, creando un alto valore artistico.

Cosa ne pensi di questa tua prima esperienza in Sicilia, a Palermo, per esibirti con l’Orchestra Jazz Siciliana?
Questa è la prima volta che vengo in Sicilia, a Palermo, e sono molto felice di poter condividere la mia musica, la musica cubana, e il jazz cubano in particolare, con tutti i membri dell’orchestra, e proporla al pubblico siciliano. Mi sento onorato dell’invito e che questo incontro sia stato finalmente possibile.

Qual è stato il programma musicale che hai presentato nei concerti al Real Teatro Santa Cecilia?
Nei concerti con l’orchestra ho eseguito parte della musica da me composta, musica cubana e jazz, con tutte le influenze che il sound cubano apporta al mio stile, dal jazz più moderno a quello più tradizionale, comprese le sonorità più ballabili. Il programma che ho proposto è stato vario, con alcune delle canzoni più famose della musica cubana, tra cui un omaggio al Buena Vista Social Club, oltreché musica sinfonica di mia composizione e riadattata in questa occasione per l’orchestra, con un sound che ha spaziato dal latin jazz a un jazz più classico.

Che tipo di armonia e sound si sono creati suonando insieme all’Orchestra Jazz Siciliana?
È andato in scena uno spettacolo pieno di energia e di bella musica, diverso da quello che faccio di solito con un trio o in pianoforte solo. Ho provato un qualcosa di unico ascoltando la mia musica eseguita dall’orchestra sinfonica: è stato potente.

INFO

www.brassgroup.it

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