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Enrico Valanzuolo
Dream Big
GleAM Records, 2022

Enrico Valanzuolo<br/>Dream Big<br/>GleAM Records, 2022

29 marzo 2022

Il trombettista Enrico Valanzuolo, alla guida del suo quintetto composto da Francesco Fabiani alle chitarre, Eunice Petito al pianoforte, Aldo Capasso al basso ed Eugenio Fabiani alla batteria, pubblica il suo primo album dal titolo “Dream Big”, edito dalla GleAM Records.

Il quintetto napoletano in questo disco di esordio ricerca sonorità inedite, influenzate dalle suggestioni del jazz nordeuropeo, ma con una orgogliosa connotazione partenopea, eseguendo melodie incisive e arrangiamenti originali, che guidano l’ascoltatore verso percorsi profondamente emotivi, dove silenzi e suoni si compenetrano in direzione di viaggi reali o solamente sognati, raccontando esperienze vissute o luoghi distanti ancora da scoprire.

“Dream Big”, titolo di uno dei brani che dà il nome all’intero album, è la filosofia che permea la stessa idea di viaggio di Valanzuolo: è l’auspicio a volare alto, valicando i confini del familiare, le colonne d’Ercole che ciascuno di noi si pone ogni giorno, per ricercare quel percorso nuovo, battere quella strada impervia che di norma si eviterebbe, perché è lì che si nasconde un’emozione più grande, una gioia maggiore. E quindi “Dream Big”, stimolo e auspicio verso se stessi prima ancora che verso gli altri, è un concetto profondamente legato a un’idea persistente di altrove, perché chi sogna in grande vola lontano.

Nel brano che apre il disco, intitolato Introduction. Song For L, la formazione propone sin da subito le sonorità e le idee che l’ascoltatore incontrerà nelle successive tracce del disco. Dominato da un assolo di batteria, che si sviluppa lungo tutta l’esecuzione del brano, Introduction presenta un brevissimo tema eseguito dal resto della band, un momento en passant all’interno di un discorso più ampio portato avanti dal batterista, su cui gli altri strumenti si adagiano senza necessariamente imporsi, a simboleggiare la vita di ogni singolo essere umano, rappresentata dal tema vero e proprio suonato dal quintetto. Per quanto questa possa essere bella, ricca di esperienze e di gioie, è destinata presto o tardi ad esaurirsi. Ma la vita del singolo individuo si poggia su un qualcosa di preesistente, che c’era prima del suo arrivo e sicuramente ci sarà dopo. Una microstoria all’interno di una macrostoria.

A seguire il brano Portrait of Kaisariani, nome di un quartiere di Atene, in passato di estrazione popolare (era in origine una piccola città, fondata da rifugiati provenienti in Grecia dall’Asia Minore) e adesso quartiere residenziale vicino al centro pulsante della città, zona poco turistica e prevalentemente frequentata dai residenti, che rappresenta un luogo di viaggio particolarmente caro e importante per il trombettista napoletano. Il pezzo costituisce senza alcun dubbio il momento più “free” dell’album, specialmente dal momento che gran parte degli arrangiamenti è stata volutamente lasciata alla libera interpretazione dei singoli membri della band, in modo da consentire una esecuzione fresca e spontanea, che porti in direzioni inaspettate e a conclusioni non necessariamente imposte dall’arrangiatore.

Dream Big è il brano che dà il nome all’intero album, oltre a costituire il primo singolo in uscita della band. Il titolo, che letteralmente si potrebbe tradurre come “sogna in grande”, nasce al termine di una masterclass tenuta a Napoli da alcuni giovani ma brillanti musicisti della scena statunitense. In occasione di una di queste giornate, il sassofonista israeliano e residente a Los Angeles, Daniel Rotem, concluse il suo discorso con un profetico «Dream Big!». Da quel momento questo proposito è stato sempre interpretato da Enrico come un augurio, diventando la spinta propulsiva a non accontentarsi mai, cercando sempre la via meno sicura e più impervia, perché è solo attraverso di essa che nasce la speranza di ottenere un prodotto autentico e gratificante.

200km è l’unico brano dell’album non composto da Enrico Valanzuolo, ma dal contrabbassista della band, Aldo Capasso, un pezzo stilisticamente più distante dagli altri contenuti nel disco, con un ampio utilizzo di sonorità blues e con delle scelte, in termini di arrangiamento ma anche di mixaggio, più ardite. È inoltre l’unico brano in cui la pianista Eunice Petito non suona il pianoforte, ma una tastiera digitale.

Nell’ultimo brano Quebec, che va a chiudere l’album, ricorre ancora una volta il tema del viaggio. È una canzone composta intorno alla fine del 2017, di ritorno appunto da un viaggio nella regione incantata del Quebec, nel Canada Orientale. Quebec nasce così come un qualcosa di netto e riconoscibile, che va a seguire il solco tracciato da un certo tipo di jazz moderno ed europeo, da cui il quintetto si è lasciato ispirare, e che nel corso del brano subisce una sostanziale evoluzione, con il sound della ballad che lascia il posto a qualcosa di completamente differente. L’intero brano va inteso così come una sorta di suite, con sezioni anche ampiamente differenti tra di loro, ma comunque accomunate da un tema, da un fil rouge unitario, che in ogni caso attraversa l’intero album.

INFO

www.gleam-records.com

 

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