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Duster
Contemporay Jazz from 1967!

Duster</br> Contemporay Jazz from 1967!
«There are a few things that I will hopefully be credited for as a pioneer. One is my four-mallet playing. Another one is the starting what was first called jazz rock in 1967 when I started my first band, later became jazz fusion by the 1970s»
Gary Burton
 

La scorsa settimana mi ha visto trascorrere lunghi momenti a leggere Jazz Forever, l’aggiornamento pubblicato alla fine del 2015 da Melville Edizioni del volume Jazz di Guido Michelone, uscito originariamente negli anni Novanta: una storia del jazz particolarmente scorrevole e ben scritta (per spiegarmi meglio: pur conoscendo il film a memoria e ben sapendone il finale, l’ho rivisto volentieri fino al termine!).
Parallelamente alla lettura ho “rispolverato” alcuni dei vinili che delittuosamente non sfogliavo da molto tempo e sul piatto è finito “Duster” di Gary Burton, pubblicato dalla RCA nel 1967. Si tratta di un lavoro dalla (ancora) attualissima cifra stilistica. Burton si accompagnava qui con Larry Coryell (chitarrista particolarmente interessante e generalmente sottovalutato) e alla ritmica esplosiva di Steve Swallow e Roy Haynes.
Un album che include temi country (General Mojo’s Well Laid Plan, scritta da Swallow):

free (One, Two, 1-2-3-4),

blues (un 6/4 in Eb dal tema spigolosissimo: Ballet),

atmosfere sognanti e liriche (Sweet Rain, Sing Me Softly Of The Blues, con la chitarra particolarmente sofferta di Coryell),

temi vagamente latin (l’allegra Liturgy)

e la conclusiva Response, onirica e maestosa.

Considerato da molti il primo album fusion della storia, “Duster” mi ha sempre colpito per la bellezza e per l’evidente importanza culturale e musicale che ha maturato dal 1967 a oggi, essendo il capostipite di una infinito elenco di dischi che hanno sviluppato le premesse musicali e artistiche qui esposte.
Per finire, ecco una esecuzione live a Berlino di General Mojo’s Well Laid Plan registrata proprio nel 1967:

Buon ascolto!