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Dieci lune
Intervista a Cristina Renzetti

Dieci lune</br>Intervista a Cristina Renzetti

 10 maggio 2018

Prosegue la ricca programmazione primaverile di Officina Pasolini, hub culturale della Regione Lazio. Spettacoli, concerti e incontri speciali, tutti rigorosamente a ingresso gratuito; il primo appuntamento musicale del mese, venerdì 11 maggio alle 21, è affidato alla voce  di Cristina Renzetti, che presenta a Officina Pasolini Dieci Lune, il suo primo album da cantautrice. Insieme a lei sul palco, alcuni dei nomi più in vista della nuova generazione di jazzisti italiani: Federico Casagrande, Francesco Ponticelli e Alessandro Paternesi. L’abbiamo intervistata.

Di Eugenio Mirti

Come nasce questo nuovo disco?
Dal forte desiderio di dedicarmi alla scrittura di canzoni mie, nate e cresciute durante un lungo periodo di gestazione e finalmente venute alla luce. Dopo molti anni in cui mi sono dedicata principalmente alla ricerca e allo studio del repertorio popolare brasiliano, sono tornata un po’ a casa con questo disco:  raccontare storie familiari, intime e  cantare finalmente nella mia meravigliosa lingua materna, l’italiano. 

Come lavori ad arrangiamenti e composizioni?
Per quanto riguarda la scrittura, i brani nascono sempre da una piccola intuizione melodica che racconta un momento, una situazione, un’emozione. E poi di solito la melodia arriva tutta in una volta, di seguito, con la chitarra. La stesura del testo invece è più lenta, un paziente lavoro di lima. L’italiano è una lingua che “canta” per sua natura, ma in realtà è poco duttile e malleabile nella scrittura, che fa resistenza soprattutto ai ritmi sincopati che a me piacciono e con cui sono solita avere a che fare; è stato un lavoro lungo, di riscoperta delle possibilità espressive della nostra lingua e penso sinceramente di essere solo all’inizio!
Gli arrangiamenti e i paesaggi armonici invece sono stati pensati insieme al contrabbassista Enzo Pietropaoli, direttore musicale del disco, e ai musicisti che mi hanno accompagnata in studio: Federico Casagrande e Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Alessandro Paternesi alla batteria, Francesco Ponticelli al basso e Fulvio Sigurtà alla tromba. L’idea di fondo condivisa con Enzo è stata quella di mettere al centro le canzoni con le loro melodie semplici e non scrivere troppo altro, lasciando ai musicisti molta libertà di esecuzione.
Amo la canzone e il cantautorato e amo anche l’approccio musicale estemporaneo e libero del mondo jazzistico, quello in cui sono cresciuta in questi anni e che mi ha nutrito profondamente. In questo disco cerco di fare coesistere queste due anime, e spero di continuare a farlo sempre di più!

Cosa suonerai e con chi al concerto di venerdì?
Venerdì presenterò interamente “Dieci Lune” in quartetto insieme a Federico Casagrande alla chitarra, musicista italiano che da anni vive a Parigi e che ha portato un sound personalissimo alle canzoni, Francesco Ponticelli al basso e Alessandro Paternesi alla chitarra, due giovani jazzisti che ho scelto per affinità di gusto e sensibilità. Ci saranno due ospiti romani specialissimi: Enzo Pietropaoli al contrabbasso, per la prima volta insieme a noi sul palco, e la meravigliosa voce di Tosca, madrina della serata. Per me sarà un grande regalo!

Come descriveresti il tuo disco in tre aggettivi?
Sincero, leggero, sognante!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Oltre a presentare questo disco, da quest’estate inizieremo i live del secondo album delle “Madalenas”, il duo che ho da cinque anni con la cantante brasiliana e amica Tati Valle e il secondo album con un trio più “cameristico” insieme al clarinettista Gabriele Mirabassi e al chitarrista Roberto Taufic. Sono contenta di essere arrivata con queste due formazioni al secondo passo discografico, cosa non facile di questi tempi, trovando insieme a loro la forza e l’entusiasmo per ricercare nuove rotte, continuare una ricerca di suono, di repertorio, condividere ancora musica e umanità, la cosa più bella a mio parere di questo bellissimo e difficile mestiere!