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Didattica</br>Intervista all’Accademia Musicale Federiciana di Andria.
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Didattica
Intervista all’Accademia Musicale Federiciana di Andria.

23 luglio 2017

Ho incontrato i ragazzi e gli insegnanti dell’Accademia Musicale Federiciana di Andria in occasione della quinta edizione del Jazzit Fest di Feltre, lo scorso giugno. Come rappresentanti della sede della prossima edizione del Jazzit Fest, Andria, hanno fatto un lungo viaggio in bus di dodici ore per partecipare nel modo più significativo: portando l’ensemble jazz della loro scuola a suonare sul palco di Piazza Trento e Trieste. Ho avuto così il piacere di intervistarli tutti.

Di Eugenio Mirti

Come vi è sembrato questo quinto Jazzit Fest?
Andrea Festa – insegnante di batteria / Esperienza fantastica, spero sia una opportunità in più per i ragazzi perché si sono immersi in un contenitore musicale di grande spessore. Il jazz non si può solo studiare dai libri, va vissuto sulla pelle. Mi rende particolarmente orgoglioso che questi ragazzi vanno sempre oltre la didattica: è importante studiare la tecnica ma parallelamente bisogna emozionare ed emozionarsi, ascoltare, percepire, sentire.

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Siete venuti a Feltre in una doppia veste: come scuola di musica e come rappresentanti della prossima comunità che ospiterà il Jazzit Fest.
Agnese Paola Festa – Direzione didattica /  Luciano Vanni ha lanciato  questa idea di realizzare la prossima edizione ad Andria, anche se ancora non sappiamo se nel centro storico o in un borgo della nostra zona. Siamo quindi venuti anche per prendere confidenza con quelli che saranno ruoli, problematiche ed esigenze dello staff.

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Qual è la peculiarità della vostra scuola?
Pasquale Buongiovanni – Insegnante di chitarra / Un’offerta didattica molto varia, spaziamo dalla musica moderna alla classica al jazz; sul nostro territorio siamo quasi tra gli unici ad essere così eclettici, non è affattoscontato; proponiamo inoltre esperienze live, musical, teatro, ecc.. Personalmente il mio obiettivo è uguale sia come didatta sia come musicista: non smettere mai di fare ricerca.

Chi ha scelto i brani che ha suonato l’ensemble?
Pasquale Buongiovanni / I tre insegnanti titolari del laboratorio cioè io, Andrea Festa e Tommy Scarabino; abbiamo cercato di proporre un repertorio vario, miscela di tradizione e modernità.

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Michele, qual è il tuo ruolo?
Michele Lorusso – Direzione logistica / Coordinare le attività didattiche, e coltivare i contatti tecnici e pratici nella gestione delle attività esterne: per esempio abbiamo vari laboratori, collaboriamo con la RAI, e così via.

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Ragazzi, qual è il vostro sogno?
Vincenzo Ferri – sax tenore e contralto / Vorrei diventare bravo come i musicisti che ho sentito qui e superarli!

Paolo Lacedonio – basso elettrico / Realizzare qualcosa di grande, una volta completato il mio percorso di formazione.

Luca Fusaro – sax contralto / Diventare un insegnante, ed essere qualcuno di un certo spessore.

Luca Rella – pianoforte / Lavorare con la musica, e magari scrivere colonne sonore.

Francesco Carnicelli –  pianoforte /  Che tutte le persone che ascolteranno il mio lavoro possano apprezzarlo.

Andrea Fusaro – chitarra / Il mio obiettivo è quello di riuscire a portare sempre la musica con me.

Francesco Novia – chitarra  / Finire gli studi, classici e moderni.

Michele Montarulli – batteria / Continuare gli studi, cercare di diventare un bravo batterista e lasciar un segno importante.

Lorenzo Coratella – batteria / Ho avuto la fortuna di lavorare già un po’ come musicista con la mia band: abbiamo scritto una colonna sonora inedita. Mi piacerebbe lavorare con la musica, anche non solo nel settore di quella per immagini.

Christian Di Padua – chitarra / Emozionare ed emozionarmi con la musica.

Federico Zingaro – chitarra / Il mio obiettivo è non arrivare mai al punto in cui mi sentirò sazio, perché mi piace sperimentare e creare.

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Un’ultima domanda: qual è il vostro auspicio per il Jazzit Fest che si terrà ad Andria?
Michele Lorusso – Direzione logistica / Spero che Andria venga sensibilizzata alla collaborazione, che si capisca  che il fatto che i musicisti si mettono insieme e suonano in palchi diversi per diversi giorni ha un grande valore artisticoe sociale. Spero che Andria rivaluti alcuni luoghi che si sono perduti, e vorrei anche sottolineare che il suo grave limite è non avere un teatro. Spero infine che possano partecipare molte realtà didattiche, in modo che i ragazzi  possano confrontarsi e condividere le esperienze.

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