15 giugno 2025
Il Sicilia Jazz Festival, che si terrà in alcuni dei siti più affascinanti del centro storico di Palermo e al Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo dal 22 giugno al 6 luglio, giunge quest’anno alla sua quinta edizione e si afferma ancora una volta come la manifestazione dei grandi numeri e delle produzioni inedite, portando sul palco ottantacinque concerti in totale, otto produzioni orchestrali, sessantuno concerti al Village, quattordici in decentramento, due in strutture che operano a favore della comunità, trecentottantacinque musicisti e cinque direttori d’orchestra coinvolti, cinque prime assolute mondiali con i Village People, Nina Zilli, Piero Pelù, Jazzmeia Horn e Victor Wooten, tre esclusive nazionali con John Pizzarelli, Cécile McLorin Salvant ed Eliane Elias, artisti provenienti da nove stati diversi, nove collaborazioni con altri festival internazionali, tre concerti di laurea con i Conservatori siciliani e un concerto con l’attività Erasmus+.
Si comincia con un’icona internazionale, i Village People, che inaugureranno il festival il 22 giugno al Teatro di Verdura, mitico gruppo statunitense di disco music che con il suo brano Y.M.C.A. è entrato nella Library of Congress National Recording Registry e nella Grammy Hall of Fame. Con oltre cento milioni di dischi venduti, i Village People sono diventati un fenomeno globale, con successi che sono entrati nella storia della musica, e che per la prima volta si esibiscono con una big band come l’Orchestra Jazz Siciliana, così come John Pizzarelli (24 giugno), Victor Wooten (26 giugno), Nina Zilli (28 giugno), Cécile McLorin Salvant (30 giugno), Jazzmeia Horn (2 luglio), Piero Pelù (4 luglio) ed Eliane Elias (6 luglio), stelle della musica internazionale riconosciute con innumerevoli premi.

Il festival è realizzato grazie a un intenso lavoro di alto profilo qualitativo del direttore artistico Luca Luzzu e dei quattro arrangiatori e cinque direttori d’orchestra Domenico Riina, direttore principale, Paolo Lepore, Vito Giordano, Antonino Pedone e Piero Romano.
La manifestazione, frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group e i Conservatori di Musica del territorio regionale, ideato dal Maestro Ignazio Garsia e la cui consulenza artistica e tecnica è stata affidata alla Fondazione The Brass Group, rappresenta un unicum nel panorama dei festival musicali in quanto interamente dedicato alle produzioni orchestrali, con protagonista l’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group: all’interno della programmazione sono previste, quali peculiarità dell’evento, prime assolute di produzioni inedite appositamente commissionate, concerti esclusivi con solisti di fama internazionale e le eccellenze dei Conservatori siciliani costituite da altrettante big band e da tanti giovani musicisti del territorio.

Il Sicilia Jazz Festival si pone come ulteriore obiettivo il coinvolgimento e la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche regionali e i musicisti e le maestranze locali, proponendo un cartellone ricco di concerti continui e da vivere, perché la musica è sinonimo di crescita sociale e culturale e di aggregazione, per possibili sviluppi turistici ed economici dell’isola. E la musica sicuramente avvicina, unisce e riesce a far scoprire e a valorizzare il territorio e la sua storia grazie alle attività concertistiche dislocate lungo il centro storico della città, dando modo di far conoscere i suoi luoghi più rappresentativi e significativi nella loro bellezza storica e culturale.
Il Sicilia Jazz Festival è inoltre sicuramente divenuto un eccezionale strumento di veicolazione della produzione di musica jazz locale con la presenza dell’Orchestra Jazz Siciliana e degli studenti dei dipartimenti jazz dei Conservatori siciliani “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arturo Toscanini” di Ribera, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani e “Vincenzo Bellini” di Catania.
I concerti andranno in scena in alcuni dei siti più belli del centro storico di Palermo quali Palazzo Chiaramonte Steri, il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, il Real Teatro Santa Cecilia e il Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo, a cui quest’anno si aggiunge anche l’Orto Botanico.

Altro importante aspetto che caratterizza la manifestazione sono le partnership internazionali, realizzate quest’anno grazie alla collaborazione tra il Sicilia Jazz Festival e il World Jazz Network, attivata attraverso la Fondazione The Brass Group, che si consolida come una rete internazionale in cui la Sicilia è al centro di un vivace scambio culturale e musicale. Questo risultato è frutto del costante impegno svolto sul piano internazionale dal musicista Fabio Lannino, il cui lavoro ha inserito stabilmente la Fondazione in un circuito di prestigiosi festival europei, promuovendo la mobilità artistica e il dialogo creativo tra giovani talenti provenienti da tutto il mondo. In occasione della quinta edizione del festival la collaborazione con il World Jazz Network si traduce nella presenza di autorevoli delegazioni che arriveranno dall’Olanda (Licks and Brains Big Band), dalla Polonia (Sylwester Ostrowski One Voice), dalle Isole Canarie – Spagna (La Local Jazz Band) e dalla Bulgaria (Antonio Forcione & Cenk Erdogan), testimoniando una visione condivisa che fa del jazz un linguaggio universale capace di unire popoli, storie e tradizioni. Questa rete culturale promuove il jazz come strumento di connessione e inclusione, contribuendo al contempo alla valorizzazione e diffusione della cultura siciliana all’estero, nel segno dell’eccellenza artistica, della contaminazione creativa e dell’identità mediterranea.
Infine anche quest’anno c’è in programma il Sicilia Jazz On Tour, che toccherà diverse città in tutta la Sicilia, tra cui Erice, Valderice, Castelbuono, Marineo, Misiliscemi, Terrasini, Balestrate, Salaparuta e Messina.
Village People – 22 giugno – ore 21.30 – Teatro di Verdura
I Village People sono uno dei gruppi musicali più iconici al mondo. E nella loro performance al Teatro di Verdura con l’Orchestra Jazz Siciliana, diretta dal Maestro Domenico Riina, sarà presente anche il cantante e leader della band Victor Willis. La loro musica fa parte del repertorio internazionale ed è stata inserita in numerosi film, spettacoli e nelle pubblicità, con oltre cento milioni di dischi venduti e il brano Y.M.C.A (insieme al suo omonimo ballo) suonato in tutto il mondo. L’album di debutto, pubblicato nel 1977, contiene i singoli di successo San Francisco (You’ve Got Me) e In Hollywood (Everybody is a Star). All’epoca, tuttavia, il gruppo era composto solo da Victor Willis, con l’impiego di cantanti di sottofondo. In seguito furono indette delle audizioni e un gruppo di personaggi fu assemblato intorno a Victor per un’apparizione televisiva del 1977 su American Bandstand, divenendo la prima o originale versione dei Village People, che presto furono rinnovati per la pubblicazione dell’album “Macho Man”. Questa seconda versione dei Village People divenne nota come la formazione classica, rappresentando un fenomeno internazionale, e il secondo album “Macho Man” raggiunse presto il prestigioso traguardo di disco di platino (con oltre un milione di album venduti) con l’omonimo singolo.

John Pizzarelli – 24 giugno – ore 21.30 – Teatro di Verdura
John Pizzarelli, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Paolo Lepore, figlio d’arte, chitarrista e cantante di fama mondiale, è stato acclamato dal Boston Globe per aver «rinvigorito il Great American Songbook e ripopolato il jazz». Mentre il Toronto Star lo ha definito «il genio della chitarra». Affermatosi come uno dei principali interpreti contemporanei dello strumento, Pizzarelli ha ampliato il suo repertorio includendo la musica di Paul McCartney, Joni Mitchell, Neil Young, Tom Waits, Antônio Carlos Jobim e i Beatles. Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di sei anni, seguendo la tradizione del padre. Si è avvicinato al jazz alla fine dell’adolescenza, dopo aver suonato in gruppi rock, e si è formato esibendosi con il padre Bucky Pizzarelli e con molti grandi protagonisti della storia del jazz, tra cui Benny Goodman, Les Paul, Zoot Sims, Clark Terry e Slam Stewart, solo per citarne alcuni.

Victor Wooten – 26 giugno – ore 21.30 – Teatro di Verdura
Il legame tra Victor Wooten, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Antonino Pedone, e il basso elettrico è davvero prodigioso, se pensiamo al modo in cui il musicista della Virginia piega le corde ad ogni suo volere, estraendone qualsiasi possibile fraseggio e sonorità. Considerato tra i massimi specialisti al mondo dello strumento elettrico venuti dopo Jaco Pastorius (che è proprio il suo maggior modello ispirativo), Wooten ha esteso enormemente le possibilità tecniche del basso, ampliandone anche i confini espressivi. Nonostante sia un autodidatta, il musicista ha saputo sviluppare un virtuosismo stupefacente che gli consente di applicare al basso ogni possibile tecnica, in particolare il cosiddetto slapping (vertiginosa alternanza di strappi e percussioni), e ormai da molti decenni è il riferimento principale di un linguaggio jazz-fusion fortemente intriso di funk. Il suo talento è sbocciato assai precocemente, tanto che ad appena cinque anni ha cominciato a esibirsi nel gruppo familiare, allora formato da cinque fratelli. Da allora il suo stile non ha mai cessato di evolversi e di brillare in numerosi e differenti progetti tra cui, solo per citare i principali, la militanza fin dagli anni Ottanta nei Flecktones di Béla Fleck, band in bilico tra jazz tradizionale, fusion e bluegrass, di cui fa ancora parte e con la quale ha conquistato vari Grammy Awards, il pirotecnico supertrio jazz-fusion creato nel 2006 con altri due assi del basso elettrico come Stanley Clarke e Marcus Miller e le collaborazioni (sia come strumentista che come produttore) con Prince, Chick Corea, Branford Marsalis, Mike Stern, Bruce Hornsby e simili altre leggende della storia della musica.
Photo Credit To Steve Parke
Nina Zilli – 28 giugno – ore 21.30 – Teatro di Verdura
La cantante Nina Zilli si esibirà con un progetto inedito insieme all’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Vito Giordano. Classe 1980, Nina lascia da giovanissima la provincia piacentina per inseguire il sogno della musica. Dopo aver studiato da soprano, trova nel soul la propria strada artistica. Nel 2009 stacca il biglietto per il successo grazie all’EP “50mila”, composto da sei brani dall’anima graziosamente vintage, che trova perfetta compiutezza nel singolo omonimo cantato in coppia con Giuliano Palma, che viene anche scelto da Ferzan Ozpetek come colonna sonora del film Mine Vaganti. Nel 2010 Nina partecipa al 60° Festival di Sanremo con L’uomo che amava le donne, conquistando l’ambito Premio della Critica “Mia Martini” e il “Premio della Sala Stampa Radio e Tv” nella categoria Nuova Generazione. Nel corso della sua straordinaria carriera ricca di successi, Nina si cimenta in molteplici progetti di natura differente. Oltre alla TV e alla radio, infatti, nel 2019 realizza il libro Dream City, nel quale mette in luce le proprie doti di illustratrice. Lo stesso anno, in qualità di ambasciatrice di Terres De Hommes, è protagonista del docufilm Il Viaggio in Libano di Nina Zilli – Il futuro dei bambini siriani.

Cecile McLorin Salvant – 30 giugno – ore 21.30 – Teatro di Verdura
Molti vedono in Cécile McLorin Salvant, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Domenico Riina, e nella sua voce unica, capace di far viaggiare nel tempo chi ha la fortuna di ascoltarla, la più accreditata erede di Billie Holiday, anche se l’artista si schernisce indicando piuttosto in Sarah Vaughan la propria principale influenza jazz, per averne assorbito profondamente le canzoni fin da piccola. La verità è che la sopraffina arte vocale e interpretativa della cantante della Florida (è nata a Miami da padre haitiano e madre francese) è un meraviglioso e speziato bouquet composto da fragranze stilisticamente differenti ma armonicamente complementari, in cui è possibile riconoscere il magistero non solo di Billie Holiday e Sarah Vaughan, ma anche di Bessie Smith, Betty Carter, Carmen McRae, Nina Simone e altre leggende del jazz, del blues e del soul. Non a caso il celebre trombettista Wynton Marsalis in un’intervista di qualche anno fa sosteneva che di voci come quella di McLorin Salvant ne nasce soltanto una ogni generazione o al massimo due. Ancora molto giovane la sua stella ha preso a brillare solo da qualche lustro, quando nel 2010 ha vinto la Thelonious Monk International Competition, una sorta di passaporto per la celebrità. Da allora l’artista franco-americana (ama considerarsi tale e in Francia ha trascorso molti anni studiando in conservatorio canto classico e barocco) ha sfornato una discografia di grande spessore, che le ha già fruttato tre Grammy Awards oltre a un cospicuo numero di altri importanti premi e riconoscimenti. L’ultimo album, “Mélusine” del 2023, è basato su una leggenda popolare europea e contiene canzoni cantate in francese e creolo haitiano.

Jazzmeia Horn – 2 luglio – ore 21.30 – Teatro di Verdura
Con una maturità e una capacità vocale che va ben oltre i suoi anni, con un timbro schietto che ricorda quello di Nina Simone, Jazzmeia Horn, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Piero Romano, approda nella scena musicale internazionale rivelando un indiscusso talento. Vincitrice del prestigioso Thelonius Monk International Vocal Jazz Competition nel 2015, Jazzmeia ha già preso posto al fianco dei migliori jazz vocalist di oggi. La sua grande naturalezza e un moderno approccio alla vocalità sono alcune delle caratteristiche principali della sua arte. Nata a Dallas nel 1991, Jazzmeia Horn è cresciuta in una famiglia di talenti musicali ed è stata sua nonna, una pianista amante del jazz, a darle il suo particolare nome. Ha iniziato a cantare fin da bambina, ma è dopo il trasferimento a New York che sono iniziati ad arrivare i più prestigiosi riconoscimenti e tre album pluricandidati ai Grammy, preziosi gioielli che spaziano tra jazz classico, gospel e neo-soul.

Piero Pelù – 4 luglio – ore 21.30 – Teatro di Verdura
Impetuoso, spavaldo e ribelle, ma anche romantico, sognatore, generoso, altruista e sempre in prima fila nel condividere la causa dei più deboli, a battersi contro le ingiustizie e in difesa delle garanzie sociali e umanitarie, Piero Pelù, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Domenico Riina, è da quasi mezzo secolo l’icona inossidabile della scena rock italiana. Superati i problemi uditivi che lo avevano costretto a una lunga pausa, “El Diablo” (ma di soprannomi ne ha molti altri, tra cui “Peter Punk” o “Il Pirata”) ritorna finalmente sul palco per travolgere il pubblico con la torrenziale energia delle sue performance e per incantarlo con quella voce roboante, enfatica e magnetica e quel piglio teatrale da mattatore assoluto che lo hanno reso una delle figure più carismatiche di tutto il nostro panorama musicale. Da solo o coi Litfiba, band da lui co-fondata nel 1980 e che costituisce tuttora una pagina fondamentale della storia musicale italiana, Piero Pelù ha cambiato spesso pelle, ha giocato con l’immagine di artista ribelle e dannato, ha sfoggiato moltitudini di look esotici, stravaganti e trasgressivi che sottolineassero le diverse fasi artistiche vissute, ha esplorato parecchi orizzonti sonori ma, nonostante i numerosi guizzi camaleontici, in realtà negli anni ha mantenuto una coerenza davvero esemplare nel perseguire la sua più importante missione: quella di un rock italiano cantato in italiano, di una musica capace di mettere assieme potenza espressiva, eleganza e raffinatezza, di canzoni che sappiano unire la ruvida carezza del rock al gusto mediterraneo per la melodia. Evidente testimonianza di questa coerenza artistica è “Deserti”, il suo ultimo album, il settimo da solista, realizzato durante la recente pausa forzata e pubblicato la scorsa estate: oltre a nuove canzoni, tutte di grande potenza visionaria e di straordinaria attualità (i “deserti”, infatti, sono quelli creati da guerre, cambiamenti climatici, vuoti affettivi e disagi provocati dai social), il disco contiene una speciale versione unplugged de Il mio nome è mai più, celebre inno pacifista che Pelù ha cantato venticinque anni fa assieme a Ligabue e Jovanotti.

Eliane Elias – 6 luglio – ore 21.30 – Teatro di Verdura
Illuminata da una moltitudine di Grammy Awards e Latin Grammy, l’arte sonora di Eliane Elias, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Domenico Riina, è l’esempio di una congiunzione astrale forse unica: l’incontro affascinante, paritetico, spontaneo e convinto tra l’essenza stessa del jazz e dei suoi codici identitari e l’anima più autentica della tradizione brasiliana, quella che ha nella samba e nella bossa nova le espressioni più conosciute, ma non le uniche. Una congiunzione magica che si riflette anche nel mirabile equilibrio che l’artista riesce a mantenere nel doppio ruolo di pianista e di cantante: il virtuosismo pianistico, spumeggiante, inebriante e ricco di repentini scarti improvvisativi, non soverchia mai la sensuale confidenzialità e morbidezza del canto ed entrambi i piani espressivi, quello strumentale e quello vocale, diventano semmai complici maliziosi che spesso s’incontrano con le eccellenti doti compositive dell’artista, creando alcove musicali dense di atmosfere intriganti e seducenti. D’altronde la parabola artistica della pianista e cantante di San Paolo si è svolta fin dall’inizio con l’assidua frequentazione di entrambe le scene musicali e dei suoi maggiori protagonisti: appena dodicenne trasferiva già con naturalezza sui tasti i più complessi passaggi armonici di giganti del pianoforte come Bud Powell, Art Tatum e Bill Evans, mentre non ancora maggiorenne andava in tournée con Vinicius De Moraes e Toquinho, rendendo omaggio ai grandi della musica popolare brasiliana. Da allora nelle sue corde (sia pianistiche che vocali) è stato un continuo intrecciarsi di classici brasiliani, standard del jazz, proprie composizioni e brani presi in prestito da Bob Marley, Stevie Wonder e i Doors, mentre il versante delle collaborazioni annovera una miriade di tappe cruciali, tra cui il gruppo Steps Ahead, il trombettista Randy Brecker (di cui è stata anche moglie), i pianisti Eumir Deodato, Herbie Hancock, Chick Corea e Chucho Valdés, il contrabbassista Marc Johnson (suo attuale marito), il chitarrista John Pizzarelli e moltissimi altri.

Info biglietteria e abbonamenti: Fondazione The Brass Group, tel. 091.7782860 – 334.7391972, brasspalermo@gmail.com, www.bluetickets.it, www.tickettando.it, Real Teatro Santa Cecilia dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30, Spasimo dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30.
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Photo Credit To Steve Parke