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Crescere con la magia degli anni Trenta. Intervista a Tom Seals

Crescere con la magia degli anni Trenta. Intervista a Tom Seals

8 luglio 2022

In occasione della sua esibizione al Sicilia Jazz Festival, che si è concluso da pochi giorni con grandissimo successo di pubblico, abbiamo intervistato l’istrionico pianista e cantante britannico Tom Seals, le cui straordinarie doti vocali e strumentali, con cui interpreta irresistibili ritmi a suon di swing, boogie-woogie, soul e blues, lo rendono uno dei più sorprendenti artisti della scena musicale contemporanea.

a cura di Andrea Parente

Partiamo dal recente passato. Come hai affrontato questi difficili anni di pandemia?
La più grande tristezza per me negli ultimi anni è stata non potermi esibire dal vivo. Questa è la cosa che amo di più del mio lavoro, quindi è stato un vero peccato dover rinunciare alle esibizioni davanti al pubblico. Una nota positiva è stata invece la pausa forzata, che mi ha permesso di lavorare su progetti che prima non avrei avuto il tempo di realizzare, come creare la mia band e produrre un format per uno show televisivo, che alla fine è stato commissionato da Sky TV nel Regno Unito.

“The Tom Seals Show”: cosa ti ha motivato ad intraprendere questa iniziativa, e cosa ti ha dato sia a livello personale che musicale?
Ero motivato dall’essere annoiato e dal desiderio di fare qualcosa di eccitante! Ogni lunedì, in isolamento e a distanza, io e la mia band parlavamo con un ospite famoso delle sue canzoni preferite e le eseguivamo. Lo abbiamo trasmesso in streaming dal vivo e la gente lo ha guardato in tutto il mondo su YouTube. È cresciuto sempre di più e alla fine, come ho detto, è finito in televisione. Musicalmente significava che avremmo dovuto imparare un’ampia varietà di nuove canzoni che altrimenti non avrei mai potuto conoscere! A livello personale è stata una grande opportunità per cambiare leggermente direzione ed esplorare il mio desiderio di diventare anche un presentatore televisivo.

Raccontaci un po’ di te. A che età hai realizzato che la musica fosse la strada giusta da seguire?
Mio nonno aveva una Big Band chiamata “The VCO” (The Versatile Concert Orchestra). Ogni settimana andavo a vederli provare. Suonavano tutti i classici degli anni Trenta, da Frank Sinatra, a Duke Ellington a Count Basie. Mi sono innamorato di quel suono della big band e ho capito subito che quella fosse la musica giusta per me.

Come sei arrivato al jazz? Da dove nasce la passione per lo swing, boogie-woogie, soul e blues?
Oltre a guardare la band di mio nonno, andavo a vedere Jools Holland. Jools aveva anche una big band, che “fronteggiava” mentre era seduto al pianoforte e inoltre è anche un brillante pianista boogie-woogie. Mi ha influenzato tantissimo e sono stato poi così fortunato da poter lavorare con lui che ora realizziamo spesso uno spettacolo con duelli di pianoforti!

Nel 2020 hai debuttato con il singolo Black Coffee. Da cosa ti lasci ispirare quando componi?
Questa versione di Black Coffee, con la musica scritta originariamente nel 1948 da Sonny Burke e i testi di Paul Francis Webster (resa famosa da Peggy Lee!), è stata realizzata nel periodo del lockdown insieme a tutta la mia band a distanza! Sto cercando così di scrivere sempre di più, ma non è una cosa che mi viene naturale.

Hai collaborato con moltissimi musicisti (tra cui Gregory Porter, Jamie Cullum e Jools Holland), e hai suonato in location molto importanti (dal Ronnie Scott’s di Londra all’Opera House di Dubai). Quale formazione prediligi per esprimere al meglio la tua musicalità?
Finché suono dal vivo… sono felice! Quando suono con un’orchestra lo spettacolo è completamente diverso rispetto a quando mi esibisco da solo. Se potessi scegliere, più grande è la formazione, meglio è! Non c’è niente di più emozionante come quel “muro” di suoni che senti dietro di te mentre sei in scena.

Hai una vita musicale molto ricca e impegnativa, e immagino che non sia facile gestire tutte le pressioni che ruotano attorno alla tua talentuosa figura. Come riesci a trovare un equilibrio?
Mi sento molto privilegiato a riuscire a guadagnarmi da vivere con la musica… la cosa che amo di più! Mi sono esibito in oltre cento paesi e sento di svolgere il miglior lavoro del mondo. Ma mi piace anche passare il tempo a casa con la mia ragazza Laura e portare il nostro cane Charlie a fare una passeggiata nei boschi. Mi piace anche il calcio… quindi se ho la possibilità di vedere la mia squadra locale, il Crewe Alexandra, allora sono felice!

Si prospetta un’estate ricca di concerti sparsi in tutto il mondo. Come ti prepari ad affrontare tutto ciò?
Sono emozionato! Mi sento entusiasta di tornare al lavoro e di esibirmi dal vivo, tra Sicilia, Polonia, Francia, Italia, Grecia, New York e molti concerti nel Regno Unito. Devo solo assicurarmi di evitare che la mia voce scompaia!

Nel tuo tour estivo ci sono tre tappe italiane che riguardano il sud (Sicilia Jazz Festival) e il nord (Venezia) dell’Italia. Che emozione provi nel suonare in Italia?
Adoro questa nazione. Le persone sono così amichevoli e che è il più bel posto dove potersi esibire. Spero che la gente possa capirmi per il fatto che non conosco ancora bene la lingua italiana… ne imparerò un po’ di più per la prossima volta!

Chiudiamo con il futuro. Che progetti hai per i prossimi mesi?
Un sacco di concerti… in tutto il mondo! Così tanti voli, sperando che non siano in ritardo! Sto cercando inoltre di scrivere e registrare un album, che possa essere pronto per il prossimo anno. Stiamo realizzando infine un tour dal vivo che porta in scena il format del mio programma TV (in cui parlo con gli ospiti delle loro canzoni preferite e le interpretiamo live). Insomma tante cose eccitanti in arrivo, sono felice di essere qui in Sicilia e non vedo l’ora di ritornarci!

INFO

www.tomseals.co.uk

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