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Birra Ceca Pub82 di Rivoli</br>Intervista a Martin Craig

Birra Ceca Pub82 di Rivoli
Intervista a Martin Craig

 2 febbraio 2017

Martin Craig è un bravo chitarrista piemontese, particolarmente conosciuto per la sua lunga militanza negli Ossi Duri. Dal 2015 gestisce il Birra Ceca Pub82 di Rivoli, che è subito diventato una realtà musicale importante del torinese. Lo abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

Partiamo da una presentazione veloce del tuo club: data di nascita, caratteristiche e pubblico.
Il Birra Ceca Pub82 è nato il 6 agosto 2015. Le caratteristiche principali sulle quali ci stiamo concentrando sono: una vasta varietà di birre e distillati provenienti dalla Repubblica Ceca, panini giganti e musica dal vivo. Il pubblico del Pub82 è composto da persone di tutte le età. Andiamo dalle famiglie ai super giovani appena maggiorenni.

Cosa significa essere promoter musicali?
Prima di essere un promoter sono stato un musicista e oggi sto vedendo il business musicale anche da un’altra prospettiva. Mi sto rendendo conto che ci sono tantissimi musicisti e progetti musicali in giro per l’ Italia, un’infinità che nemmeno mi immaginavo, e pochissimi locali in cui esibirsi rispetto all’enorme richiesta.

Quali obiettivi sociali, culturali e artistici ti sei posto?
L’obbiettivo artistico/musicale è quello di sostenere il più possibile la musica dal vivo con progetti freschi e originali. Il nostro scopo è quello di proporre al nostro pubblico musica o eventi che raramente si vedono in un Pub e sopratutto che siano di qualità. Abbiamo visto con piacere che se la musica è suonata bene, fresca, con un lavoro importante da parte dei musicisti, non importa che genere sia, la gente apprezza!

In che stato economico versala musica live in Italia, dal tuo punto di vista? Cosa funziona, e cosa non funziona? Cosa potrebbero fare di più le istituzioni pubbliche per sostenere la musica dal vivo nei club?
Dal mio punto di vista, la musica live in Italia non è morta per niente. Ho notato in questo anno e mezzo di direzione artistica che la gente ha una gran voglia di live e ci sono un sacco di giovani in gamba che preferiscono suonare uno strumento piuttosto che giocare solo alla play station. I problemi che ho notato sono sia da parte dei gestori, che dei musicisti. Da parte dei gestori c’è poca voglia di cooperare tra locali, non c’è una vera rete che possa collegare locali di un certo genere a livello nazionale e che potrebbe aiutare i musicisti ad esibirsi per tutta la nazione. Spesso i locali puntano sulla band di turno per fare l’incasso della serata, affidandosi a quanta gente possa portare la band, questo è il criterio principale utilizzato da molti club. Al Birra Ceca cerchiamo di fare il contrario, noi dobbiamo già avere un nostro pubblico di base che viene al Pub perchè gli piace l’atmosfera etc., la band è un surplus che noi diamo ai nostri clienti, e se la musica è di qualità, la gente torna.
Da parte dei musicisti noto a livello generale un approccio più solistico che di gruppo. C’è poca condivisione, la musica viene vista non come puro intrattenimento per divertirsi, far divertire o comunicare emozioni, ma come mezzo per apparire e sfamare il proprio ego. Proprio per questo abbiamo creato una Jam Session sullo stile americano, per cercare di portare al Pub lo spirito di condivisione che ho percepito suonando oltre oceano. Per quanto riguarda le istituzioni, la prima cosa che mi viene in mente è il macigno SIAE. Non so quale possa essere la vera soluzione, ma so per certo che si spendono cifre davvero esagerate per i permessi e non si può evitare. Già ammortizzando questa spesa, i locali potrebbero essere più incentivati a fare suonare secondo me.

Quali sono i prossimi appuntamenti importanti?
9 febbraio: Ike Willis & Ossi Duri.
16 febbraio: The Excitements, dalla Spagna.
4 marzo: Brad Stivers, dal Texas.
15 Aprile: Demian Domingues, dall’Argentina.
20 Aprile: Lola Gulley & The Black City dagli USA.
E infine dal 11 al 14 Maggio Birra Ceca Blues Fest II edizione.