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Anais Drago
residenze romane

Anais Drago<br/>residenze romane

20 ottobre 2020

Il diario di Anais Drago delle residenze “Una striscia di terra feconda”  e “Orchestra aperta – conduzione chironomica’’.

Anais Drago è una brillante e affermata violinista che di recente ha partecipato, a Roma, alla residenza “Una striscia di terra feconda” e subito dopo a quella “Orchestra aperta – conduzione chironomica’’. Ha tenuto un diario che ha condiviso con Jazzit. Buona Lettura.

Residenza per il festival ‘’Una striscia di terra feconda’’

Di Anais Drago

Residenza 1, day 1.

Finalmente oggi ho conosciuto i miei compagni di avventura, Francesca Remigi alla batteria Livio Bartolo , Francesco Fiorenzani (che già non mi era sconosciuto!) alle chitarre e Joachim Florent al contrabbasso.

Che dire, è un onore poter lavorare con loro tre giorni! Imparerò un sacco di cose.

Nel pomeriggio abbiamo dato una lettura dei brani che costituiranno il programma da concerto di domenica. Ci sarà molto da lavorare, la musica è tosta e il tempo stringe, ma ho come l‘impressione che ne uscirà qualcosa di molto bello e interessante. Vorrei ringraziare già da adesso tutto lo staff di Una Striscia Di Terra Feconda per la calorosa accoglienza e l’organizzazione ineccepibile.

Residenza 1, day 2.

Abbiamo passato l’intera giornata in studio, sviscerando le composizioni di ognuno. I brani sono ovviamente molto diversi tra loro, ma a mio parere condividono un approccio molto fisico allo strumento che ognuno di noi suona. Il brano di Livio Bartolo è estremamente energico e offre spunti e soluzioni davvero interessanti per l’improvvisazione collettiva.

Il brano di Francesca Remigi si muove tra sonorità classiche contemporanee e sperimentazioni ritmiche molto complesse ma al contempo super affascinanti, Francesco Fiorenzani ha scritto un brano che richiama mondi musicali eterogenei, con un finale di quelli che andresti avanti a suonare a oltranza; i brani di Joachim Florent sono molto diversi tra loro, a tratti molto melodici, ma con una varietà di incastri ritmici notevoli, mentre il brano da me proposto sovrappone atmosfere fluttuanti ad un ritmo serrato, che segna l’imprescindibile passare del tempo.

Domani sarà la nostra ultima occasione per perfezionare al meglio queste composizioni ed eseguirle in serata per il festival Una Striscia Di Terra Feconda.

Residenza 1, day 3. 

Stasera si è conclusa la prima residenza qui a Roma. Abbiamo portato sul palco il lavoro di questi tre giorni intensi, con un’energia pazzesca e tanta voglia di suonare insieme. Spero davvero non sia l’ultima volta in cui avrò suonato con questi super #giovanitalenti (abbiamo riso parecchio sulla questione del giovane e del talento).

Anche se ognuno di noi ha il suo background, il suo stile e un approccio diverso alla musica, siamo riusciti a creare un vero e proprio programma da concerto, con una sua unità di fondo ed un sound molto particolare, che mi sento di coniare come #stringy, data la preponderante presenza di strumenti a corda.

Grazie a tutti, agli altri compagni di viaggio, a tutto lo staff e a Paolo Damiani e Deborah Compagnino che credono in questi progetti e ci mettono anima e corpo per realizzarli!

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Grazie anche a Roma, che con i suoi pini e queste temperature settembrine fanno davvero sentire bene! Ora bisogna ricaricare le pile per la prossima avventura! Residenza “Orchestra aperta – conduzione chironomica’’

Residenza 2, day 1.

Questa mattina è ufficialmente iniziata la seconda residenza qui a Roma, ancora una volta presso la Casa del Jazz, in collaborazione con Auditorium Parco della Musica – Roma e SIAE.

Nelle prossime due settimane io ed altri otto musicisti saremo guidati da grandi maestri nell’esplorazione dell’improvvisazione libera, della conduction, della composizione e esecuzione di partiture visive e tanto altro ancora.

Questa mattina abbiamo rotto il ghiaccio con alcuni interessantissimi esercizi proposti dal maestro Paolo Damiani e da alcuni di noi, mentre nel pomeriggio con il maestro Daniele Roccato abbiamo intrapreso quello che è a tutti gli effetti un grande percorso interiore, legato alla percezione dello spazio sonoro e alla sua relazione con il silenzio. Ne è emerso ovviamente che la nostra capacità d’ascolto è per la maggior parte del tempo limitata, o meglio delimitata. Avere una consapevolezza sonora globale richiede un grande sforzo di concentrazione. Credo si stata una lezione estremamente ispirante per tutti noi, e non vedo l’ora di sentire come questo concetto si evolverà e prenderà forma in noi giorno dopo giorno!

Residenza 2, day 2.

Una giornata estremamente difficile per me da descrivere. Ho molta confusione in testa. La qual cosa, essendo capitata al secondo giorno, potrebbe risultare grave.

In realtà forse è proprio perché la residenza sarà piuttosto lunga, e quindi anche le lezioni a cui stiamo partecipando prenderanno forma giorno dopo giorno.

Oggi, con Tonino Battista, abbiamo discusso tantissimo e su tantissime cose: analisi della spazialità di un evento sonoro, cioè di come un suono possa essere accompagnato da una gestualità che modifica non solo il momento in cui si realizza tale evento, ma anche il silenzio che ne segue, chiamato ‘’pausa colorata’’, e lo spazio in cui tutto ciò si verifica.

Abbiamo parlato del ruolo del compositore moderno e la sua relazione difficile con i musicisti, specie se improvvisatori, della dicotomia e dei limiti che esistono sia nella musica composta, diremmo noi, a tavolino, sia nei tentativi di trasformare improvvisazioni estemporanee in composizioni immutabili.

Ci siamo interrogati sul grande equivoco che si crea nel momento in cui si scinde la musica in livelli qualitativi, quasi come una gerarchia a caste. Sul ruolo sociale della musica, sul bisogno di avere dei momenti di rottura ma anche e soprattutto di superarli.

Ci siamo nuovamente messi alla prova, con momenti di improvvisazioni che andavano ben oltre il nostro specifico strumento, e che coinvolgevano il nostro corpo, sia in maniera sonora sia muovendoci fisicamente nello spazio. Ci sono stati alcuni momenti intensi, fatti di incredibile consonanza e ascolto reciproco, cosa rara per nove persone che si sono conosciute 48 ore fa.

Abbiamo inoltre tentato di riprodurre graficamente la forma che, a parere di ognuno, si era generata all’interno di queste improvvisazioni. È incredibile come la percezione di un singolo evento cambi tra ognuno dei partecipanti. Me ne vado a letto con una grande confusione, ma con il piacevole sentore che tutti i semi germoglieranno.

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Residenza 2, day 3.

Esattamente una settimana fa sono arrivata a Roma per questo mese intenso. Non avevo alcuna idea di cosa realmente sarebbe successo, ma ogni giorno si rivela sorprendente e ricco di novità. Oggi, tra le tante attività, abbiamo lavorato sulla partitura ‘’December 52’’ di Earle Brown, e ognuno di noi ha proposto una chiave di lettura e di interpretazione del brano.

Residenza 2, day 4

Scrivo questo post da Milano, perché domani suonerò a Besnate Jazz in solo, per poi tornare a Roma… ma riavvolgiamo un attimo il nastro.

Innanzitutto: CACIO E PEPE. Dopo otto giorni di Roma capitale, era doverosa. Ed è stata buonissima. Oggi abbiamo iniziato a lavorare sui brani in visual score che ognuno di noi ha preparato per questa residenza.

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Inoltre, sempre con il maestro Daniele Roccato, abbiamo portato avanti un discorso estremamente filosofico sul Tempo. Il maestro ci invita a mantenere un campo d’attenzione estremamente focalizzato sul presente, senza proiettare i nostri pensieri – e il nostro ascolto – ad eventi passati e futuri.

Residenza 2, day 5.

Dopo una breve parentesi di quarantotto ore spese tra treno-pernottamento a Milano-concerto a Besnate Jazz– pernottamento a Milano-treno, ecco che questa mattina sono rientrata a Roma per continuare la mia residenza artistica. E meno male che sono arrivata in tempo, perché la lezione di oggi col maestro Daniele Roccato é stata nuovamente illuminante!

Concept della lezione: tentare di abbandonare il desiderio di controllo, per raggiungere uno stadio di padronanza, in cui al contempo la ragione non influenza più il nostro pensiero musicale, e proprio così tutto quello che vorremmo esprimere esce da sé.

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Residenza 2, day 6.

Le giornate qui passano  come in un limbo in cui la vita di ognuno di noi è quasi in stand-by. Le lezioni si fanno sempre più interessanti, e gli esercizi sempre più difficili: qui ad esempio, dovevamo seguire uno schema nel quale alcune linee definivano lo spazio di improvvisazione di ognuno, e a ogni ingresso di uno strumento corrispondeva lo stop di un altro, e così via.

Sono davvero entusiasta di questa esperienza. Sto scoprendo, di nuovo, per l’ennesima volta, che esistono ancora così tante cose nell’universo Musica da sperimentare e da capire.

Non credo basterà una vita intera per arrivare a fondo della questione, ma non fermarsi mai è sicuramente un buon inizio

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Residenza 2, day 7

Nonostante l’atmosfera da gita di terza media sia imperante e si manifesti ad ogni pausa pranzo/cena, stiamo lavorando intensamente con i nostri professori. È interessantissimo il discorso che stiamo portando avanti con il maestro Tonino Battista, grazie al quale sto scoprendo molti capolavori di compositori contemporanei. Le lezioni si articolano nell’ascolto di una composizione, l’analisi, riflessioni sulla forma, per poi tornare all’ascolto dello stesso, alla luce di quanto detto.

Le lezioni col maestro Damiani invece ci mettono alla prova sul campo, strumenti alla mano, cercando di sperimentare il meraviglioso mondo della conduction e cercando di dare un senso compiuto al materiale che abbiamo composto per la residenza.

Intanto, domani ci sarà il primo dei tre momenti in cui, a gruppi di tre, ci esibiremo sul palco della Casa del Jazz, provando a mettere a frutto tutto quello che stiamo imparando, con performance totalmente improvvisate, sia in solo che in trio.

I pionieri di questa prova saremo proprio io, Marco Centasso al contrabbasso e Max Trabucco alla batteria.

Residenza 2, day 8

La giornata di oggi ha portato con sé una tappa importante di questa residenza, ovvero una performance live completamente improvvisata. E per me è stata la prima volta.

Max Trabucco, Marco Centasso ed io siamo saliti sul palco, portando dentro tutto quello che abbiamo detto, ascoltato e su cui abbiamo ragionato in questa settimana di lezioni, ma al contempo lasciandoci tutto alle spalle. C’eravamo noi e basta, ed è stato meraviglioso.

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Badate, non è cosa da poco salire su un palco insieme a persone che fino a poco fa erano perfetti sconosciuti, di fronte a persone che sono sedute ad ascoltarti, e lasciarsi andare completamente, accogliendo tutto ciò che succederà.

Residenza 2, day 9

Come si suol dire…stiamo iniziando a quagliare! Oggi abbiamo suonato tutte le visual-score che ognuno di noi ha proposto per la residenza, e che suoneremo venerdì 25 al concerto finale! Inoltre abbiamo trascorso un interessantissimo pomeriggio col musicologo Stefano Zenni, indagando sugli ingranaggi di come l’essere umano comunica, verbalmente e per iscritto, sui codici che caratterizzano queste due forme di espressione, nella lingua ma anche nella musica.

Grazie a Fondazione Musica per Roma, Paolo Damiani e Casa del Jazz !!!!

Residenza 2, giorno 10

Siamo a due terzi di questa esperienza pazzesca, e oggi abbiamo delineato la scaletta che eseguiremo venerdì 25. Inoltre, la lezione con Daniele Roccato di oggi pomeriggio è stata indescrivibile: il maestro ha eseguito una serie di duetti, senza soluzione di continuità, tra lui stesso e ognuno di noi, uno alla volta.

Vi assicuro che è stato un viaggio mentale che a confronto l’LSD è camomilla. Questa convivenza, forzata sulla carta (ma per niente di fatto) ci ha fatti crescere a livello esponenziale come ensemble, e questa sensazione credo racchiuda il senso stesso di una residenza artistica.

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Residenza 2, day 11

Il concerto finale si avvicina, e bene o male iniziamo a tirare le somme di questa esperienza, cercando di affinare la nostra tecnica di conduction e di essere sempre più affiatati come ensemble.

Tra i vari brani che eseguiremo, ci sarà un omaggio a Ornette Coleman, di cui non vi svelo nulla, tranne che suoneremo una mia rielaborazione in forma seriale del brano ‘’Round trip’’, che vedete qui alla lavagna.

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Il folletto con gli occhiali sono io che cerco di spiegare la mia idea al gruppo. Come al solito, nella mia testa é tutto perfettamente funzionante, poi nella pratica iniziano i guai. Devo dire però che quando a suonare ci sono musicisti meravigliosi e anche super preparati, il risultato finale supera le aspettative!

Residenza 2, day 12

Pare che anche qui a Roma l’estate sia finita, la pioggia non è più una chimera lontana e finalmente si respira un po’. A scaldarci però ci ha pensato il maestro Ambrogio Sparagna, che con la sua enorme conoscenza del folklore mediterraneo ci ha come “tirato” uno schiaffone, riportandoci ad una dimensione a dir poco terrena, dove il ritmo, il volume sonoro ed un approccio decisamente più fisico prevalgono su tutto.

Residenza 2, day 13

Una giornata infinita, mi sembra di aver messo la sveglia tre mesi fa: riunione col direttivo di MiDj, lezione con Daniele Roccato, pranzo all’auditorium Parco della Musica, ascolto delle prove di un’orchestra diretta da Tonino Battista, prove per montare i pezzi per il concerto di venerdì, intervista per Radio Rai3, cena e poi…il delirio nella 618!

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Residenza 2, day 14

Siamo giunti alla fine di questa esperienza, e mentre mi arrovellavo su cosa avrei potuto raccontare nel diario di bordo di oggi, è arrivato questo post di Daniele Roccato, che ha espresso un pensiero così bello e profondo da obbligarmi a rubare e ricondividere:

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ORCHESTRA APERTA – LA CONDUZIONE CHIRONOMICA è l’ultimo coniglio uscito dal cilindro magico di Paolo Damiani, con l’illuminata produzione di Roberto Catucci per la Fondazione Musica per Roma.

I ragazzi scelti per questa residenza artitica sono già tutti splendidi professionisti, in certi casi con una attività artistica importante. Per più di due settimane hanno lavorato, letteralmente giorno e notte, su diversi approcci alla pratica dell’improvvisazione, e hanno avuto la possibilità di sviluppare ognuno una propria composizione scritta appositamente per l’ensemble.

Oltre che con me e con Paolo Damiani, hanno potuto lavorare con Tonino Battista, con Ambrogio Sparagna e con Stefano Zenni.

Ognuno di loro ha abbastanza talento (moltissimo) e abbastanza successo da poter pensare di non aver più bisogno di imparare. Invece sono fra gli studenti più attenti e disponibili che mi siano mai capitati (evidentemente fra i due aspetti c’è una strettissima correlazione).

Domani sera avrò il piacere e l’onore di salire sul palco assieme a loro come direttore (alternandomi con Damiani e Sparagna) e come esecutore.

Residenza 2, day 15.

Ultima pagina di diario.

Per una giornata che, come tante in queste settimane, sembra essere durata una vita. L’esperienza di questa residenza si è conclusa con un concerto presso l’Auditorium Parco della Musica, concerto dedicato ai brani originali di ognuno di noi, alla conduction e a brani degli insegnanti che ci hanno accompagnati in questa avventura.

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Come ha detto a cena il grande Paolo Damiani questo è stato il primo di una lunga serie di concerti sui palchi di tutto il mondo, e conoscendolo un pochino non ho dubbi che se ha in mente qualcosa, sicuramente lo realizzerà!

Intanto però, insieme a Daniele Roccato, Ambrogio Sparagna, Tonino Battista e Stefano Zenni ha realizzato questa grande impresa, grandissima se consideriamo il periodo storico.

A maggior ragione quindi un enorme grazie a Fondazione Musica per Roma, Casa del Jazz e SIAE che hanno reso possibile questa meravigliosa avventura.

In ultimo, ma non per minor importanza, come al solito in queste circostanze, lascio un pezzettino di cuore a tutti i miei compagni d’avventura: musicisti incredibili, ma soprattutto persone sensibili e belle. Mi mancherete!

Mariasole De Pascali, Rocco Castellani, Max Trabucco, Marco Centasso, Giulia Damico, Lucio Miele, Tobia Bondesan, Davide Zambon.