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AmbriaJazz 2023: il festival itinerante alpino giunge alla sua XV edizione

AmbriaJazz 2023: il festival itinerante alpino giunge alla sua XV edizione

Ritorna anche quest’anno il Festival itinerante alpino AmbriaJazz, organizzato dall’Associazione AmbriaJazz ODV, con la direzione artistica di Giovanni Busetto, e in collaborazione con il Comune di Piateda (SO) quale capofila del progetto. Il festival prevede sedici concerti, coinvolgendo undici comuni italiani e due svizzeri, per il periodo che va dal 30 giugno al 6 agosto 2023.

Il 2023 rappresenta un anno importante perché la manifestazione festeggia il suo quindicesimo anniversario, quindici anni in cui il festival itinerante ha portato musica di elevatissima qualità nei luoghi più belli della Provincia di Sondrio, trasformandosi da piccola manifestazione locale in un festival conosciuto e stimato in tutta Italia e all’estero.

A renderlo così apprezzato agli occhi del pubblico appassionato e degli addetti ai lavori è la programmazione attenta e aggiornata dei migliori progetti musicali contemporanei, con attenzione ai giovani talenti emergenti, italiani ed europei, una selezione che tiene conto della qualità musicale, ma anche delle caratteristiche del luogo in cui è programmata, con attenzione e rispetto delle altre attività culturali locali. Il paesaggio alpino che ospita il festival contribuisce a promuovere le bellezze e la cultura della Provincia di Sondrio in tutto il territorio nazionale e internazionale, attirando pubblico anche da fuori provincia.

La quindicesima edizione del festival si intitola “Origini”, pensando alle origini del festival, ma che diventa in realtà il filo narrativo per condurre il pubblico in un percorso didattico dalle origini del jazz ai giorni nostri. L’obiettivo è di offrire nuove e più profonde competenze musicali a chi segue i concerti con un linguaggio e un metodo alla portata di tutti, anche dei non addetti ai lavori. Fondamentale a tale scopo è il supporto e la divulgazione del documentario “Jazz, Istruzioni per l’Uso” di Elena Somarè, condotto da Massimo Nunzi, il quale parteciperà alla prima data del festival per il format “Parliamone con…” e che, nel corso del festival, vedrà sul palco altri due relatori in altrettanti step narrativi.

I quindici anni di AmbriaJazz sono celebrati anche con una mostra fotografica virtuale che propone una interessante documentazione raccolta dai vari fotografi intervenuti al festival nel corso degli anni. Un omaggio all’amico fotografo Pietro Redaelli che oggi non c’è più, e che in passato ha frequentato il festival. La mostra è curata da Marina Magri, fotografa ufficiale di AmbriaJazz dal 2009 ed è visitabile su tutti i dispositivi digitali in completa autonomia con un semplice click dal sito www.ambriajazzfestival.it/mostre.

In tutto questo, il festival prosegue il suo percorso di conversione in GreenFest iniziato nel 2021 con l’adesione alla rete dei festival ecosostenibili “Jazz Takes The Green”, prima esperienza italiana di aggregazione di eventi culturali che hanno a cuore la causa green. Fra le azioni messe in campo vi è l’invito a partecipare al format #jazzcamminante, che prevede incentivi premianti per l’uso della mobilità verde, l’educazione ambientale con il riuso dei materiali e strategie adottate dal festival per ridurre gli impatti ambientali che fungono da esempio, come l’implemento della tecnologia digitale per la diffusione delle informazioni. L’invito ad assumere comportamenti rispettosi dell’ambiente arriva anche ai più piccini grazie ai laboratori per bambini “Germogli Sonori”.

“Origini” è ispirato alla storia del jazz e AmbriaJazz ha pensato di ripercorrere, nei cinque fine settimana del festival itinerante alpino, altrettanti periodi storici cominciando proprio dalle origini del jazz. Il documentario “Jazz Istruzioni per l’uso”, che Massimo Nunzi presenterà alle 20:30 nel chiostro dell’Auditorium S.Antonio di Morbegno venerdì 30 giugno, prima del concerto di Nico Gori 4et Young Lions, servirà a illustrare il percorso che ha portato alla scelta oculata dei progetti musicali ospitati.

Il festival proseguirà a Piateda nella contrada Valbona sabato 1 luglio alle ore 18:30 con il concerto di Mauro Porro Jazz Mania 5et, con la voce di Marcella Malacrida accompagnata da Martino Pellegrini, Mauro L. Porro, Marco Rottoli e Paolo A. Vanzulli. Il “Jazzmania Quintet” rende tributo ad una line-up inconsueta e per lo più ricordata per un unico, celebre cortometraggio, “Vitaphone” degli anni Venti, che vede protagonista la band del noto violinista degli esordi del jazz, George Stoll. Sebbene frutto di una ricercatissima operazione filologica di recupero, l’energia e la vitalità della musica prodotta da questo particolarissimo ensemble fa breccia nel cuore di qualsiasi uditore, anche non esperto.

Il primo weekend del festival si concluderà con il concerto di domenica 2 luglio, alle ore 12:00 nella radura sotto i castagni vicino alla Chiesa, di Nadia Braito Strange Fruits – Tribute to Billie Holiday, con la cantante Nadia Braito accompagnata da Francesco Chebat al piano elettrico, Marco Xeres al basso elettrico e Paolo Xeres alla batteria e percussioni. Il progetto si propone con una formazione elettrica: voce, piano elettrico, basso e batteria esplorano e insieme creano paesaggi sonori profondi e toccanti, raccontando la biografia di Lady Day attraverso le sue stesse parole, con una sonorità decisamente moderna e di grande impatto emotivo. La voce di Billie Holiday tocca chiunque, anche chi non capisce le parole, perché il suo canto nasce direttamente dall’anima; l’anima di un essere umano di grande sensibilità, che comprende la tristezza, la felicità, la solitudine, il successo. La sua voce vibrante, le sue tecniche innovative e i suoi brani toccanti saranno sempre ricordati e amati. Il concerto, un viaggio nella vita della grande Billie Holiday attraverso l’interpretazione di alcuni brani tratti dal suo repertorio, intende rendere omaggio allo spirito artistico della grande Lady Day contestualizzandolo nella nostra epoca, a più di un secolo di distanza dalla sua nascita.

Giovedì 6 luglio sarà la volta di Sonia Schiavone con il progetto “Wayne Shorter’s Legacy”, affiancata da Gianni Virone, Fabio Gorlier, Stefano Profeta e Donato Stolfi. Wayne Shorter’s Legacy è un viaggio in alcune delle prime composizioni di Shorter, tra gli anni Sessanta e Settanta, piccoli distillati di creatività, proposti in versione vocale con arrangiamenti e testi originali di Sonia Schiavone, insieme a brani originali, che vogliono essere un omaggio alla poetica e alla visione filosofica di Wayne Shorter, figura di spicco nel jazz contemporaneo con una lunga carriera traboccante di idee.

Venerdì 7 luglio, alle ore 20:30, andrà in scena la Tiger Dixie Band “Portrait of Duke Ellington”, composta da Paolo Trettel, Fiorenzo Zeni, Luigi Grata, Andrea Boschetti, Stefano Caniato, Beppe Pilotto e Daniele Patton. Duke Ellington è senza ombra di dubbio una delle figure chiave nella storia della musica del ventesimo secolo; non appartiene infatti solo al mondo del jazz, ambito nel quale la sua opera si è sviluppata, ma si muove e ha influenzato linguaggi e idee nei più disparati contesti legati alla creatività e alla comunicazione, non necessariamente verbale. In un periodo storico – tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta in cui il jazz era ghettizzato e considerato “musica razziale” – Ellington, con la sua piccola orchestra, si esibiva nei locali suonando una musica che si distingueva nettamente da quella dei suoi contemporanei, bianchi o neri che fossero.

Sabato 08 luglio, alle ore 18:00, alla Tenuta La Gatta a Bianzone andrà in scena uno dei progetti vincitori del bando Nuova Generazione Jazz, in collaborazione con I-Jazz e con il contributo e patrocinio di MIC, SIAE e Nuovo Imaie. Si tratta di Michele Bonifati | Emong, uno dei quattro gruppi di giovani under 35 selezionati nel 2022 fra le migliori promesse del jazz italiano. La band è composta dal leader Michele Bonifati, chitarrista e compositore, Manuel Caliumi al sax alto e tenore, Federico Pierantoni al trombone ed Evita Polidoro alla batteria. Il nome del progetto deriva dalla passione di Michele per gli aquiloni, e a un particolare modello in grado di volare in condizioni di vento flebile o quasi assente. Al vento, infatti, si sostituisce, o meglio si integra, la forza impressa sul filo dall’aquilonista, i cui gesti inducono il movimento che porterà l’emong a planare. Al suo volo lento e calibrato corrisponde la scelta di valorizzare il tempo lento, la volontà di restare vicino e presente, di calarsi in profondità invece che prendere le distanze, senza mai rinunciare al gesto di alzare la testa verso il cielo. Il gruppo suona musiche originali composte da Michele Bonifati, ad accezione di due canzoni cantate da Evita Polidoro, una di John Lennon e una dei Rage Against The Machine, che ne completano l’orizzonte narrativo e sonoro. La scelta della formazione, insieme a quella del repertorio, valorizza la mobilità del ruolo dei membri del gruppo per creare un suono unitario e coeso e contemporaneamente fluido e sfuggente, che spazia tra le tante influenze che hanno contribuito a formare l’identità musicale di questi musicisti: jazz, musica elettronica, rock, folk americano e tanto altro.

Domenica 9 luglio, alle ore 21:00, si terrà uno dei concerti più raffinati della stagione: Cæcilie Norby | Sisters in Jazz, con Cæcilie Norby alla voce e percussioni, Nicole Johänntgen al sax, tromba e flicorno, Olivia Trummer al pianoforte, Caris Hermes al basso ed Eva Klesse alla batteria. “Sisters in Jazz” celebra, grazie all’ensemble di alcune fra le migliori musiciste europee, i grandi classici di artisti del calibro di Betty Carter, Joni Mitchell, Nina Simone e Abbey Lincoln, accanto alle composizioni originali di Cæcilie Norby, la gran dama del jazz scandinavo. Così lo presenta la stessa Norby: «Guarda la storia del jazz: è tutto, francamente, un po’ maschile. Certo, ci sono sempre state cantanti jazz molto illustri, invece musiciste e compositrici come Jutta Hipp, Carla Bley o Geri Allen sono poche e rare. Le donne stanno sempre più innalzando i loro profili e la loro visibilità, facendo sentire la loro presenza. E l’album “Sisters in Jazz” è la prova certa di quanto questo sia una buona cosa». La cantante danese non ha mai avuto paura di esplorare nuove strade artistiche, con il suo stile unico e versatile che le ha permesso di collaborare con i migliori strumentisti della scena jazz internazionale. Con questo particolare progetto, Norby intende dare più spazio alle donne, e spiega: «Non c’è dubbio che musiciste forti e competenti siano sotto rappresentate sulla scena musicale – né c’è alcun dubbio che esistano – il che rende ancora più significativo per me essere in grado di presentare alcune di queste eccezionali musiciste ai miei fan».

La settimana successiva il festival riprenderà con il progetto JazzRail, in partenariato con Spazio Musica di Ancona. JazzRail è possibile grazie al contributo del MIC, gode del patrocinio di Fondazione FS ed è condiviso da otto festival italiani, tra cui AmbriaJazz. Per farne parte bisogna che ci sia un collegamento tra i concerti, i treni e le stazioni. Grazie alla collaborazione con il Gruppo ALe 883 e il Comune di Tirano, AmbriaJazz può utilizzare uno spazio che piace molto, il piazzale dello scalo ferroviario dove solitamente avviene il carico e scarico delle merci che dal trasporto su gomma passano a quello, più ecosostenibile, su ferrovia.

Venerdì 14 luglio alle 21:00 si terrà il concerto di Rosa Brunello 4T | Sounds Like Freedom, con Rosa Brunello al basso elettrico e contrabbasso, Yazz Ahmed alla tromba e flicorno, Maurice Louca alla chitarra elettrica, synth e tastiere e Marco Frattini alla batteria e percussioni. Questa seconda uscita dell’etichetta discografica di Los Angeles Domanda Music, è stata registrata nel settembre 2021 a Verona e ideata dalla bassista Rosa Brunello con il notevole contributo della “rising star” del jazz britannico Yazz Ahmed, del pioniere della musica sperimentale araba Maurice Louca e del sensazionale batterista italiano Marco Frattini. Ogni brano è il risultato di improvvisazioni spontanee, amorevolmente post-prodotte dalla stessa Rosa Brunello e dal fondatore dell’etichetta Tommaso Cappellato. L’album racconta degli strani, ultimi tempi che abbiamo vissuto collettivamente come società, quando il contatto umano diretto è stato razionato e le possibilità di performance si sono interrotte per i musicisti di tutto il mondo. Mentre cerca di rispondere a un forte desiderio di connessione, Rosa usa questo album come opportunità per sfruttare le influenze di ciascuno degli artisti che hanno contribuito alla registrazione, dove prevalgono la celebrazione della libertà e la gioia di condividere esperienze e spazi con gli altri, in un momento in cui piaceri così semplici non possono più essere dati per scontati.

A Mazzo di Valtellina, sabato 15 luglio a partire dalle 20:30, nel bellissimo Palazzo Lavizzari, concerto di Anna Bassy | Monsters con Anna Bassy (voce), Pietro Girardi (chitarra), Andrea Montagner (basso) e Daniel Emanuele (batteria). Si tratta di un viaggio musicale tra Nigeria e Veneto in cui le radici africane si fondono con influenze soul, gospel e folk. Intensità e delicatezza convivono in un progetto di respiro internazionale. “Monsters” è l’EP di debutto di Anna Bassy, pubblicato nel 2021, in collaborazione con il produttore Duck Chagall (Francesco Ambrosini). Anna è cantautrice italo-nigeriana, nata e cresciuta a Verona. Attraverso la musica riesce a dar voce alle diverse realtà che, fin da piccolissima, l’hanno affascinata. Il desiderio di esprimersi nel modo più autentico si unisce alla continua ricerca di sé e di parole che sappiano raccontare il suo mondo interiore. Il fil rouge delle cinque tracce di Monsters è la paura nelle sue più svariate forme: da quelle infantili, istintive, a quelle più adulte e razionali, tutte affrontate nei diversi brani i cui arrangiamenti, melodie ipnotiche e delicate contribuiscono a creare una sensazione di attesa e sospensione. Il brano finale è “Keep On Singing”, che cerca di esorcizzare la paura del passato che immobilizza e non permette di andare avanti.

Anna Bassy sarà presente anche domenica 16 luglio, ospite di Gianluca Petrella | Cosmic Renaissance, presso la Centrale Edison Venina a Piateda alle ore 21:00, con Gianluca Petrella al trombone ed effetti, Mirco Rubegni alla tromba ed effetti, Riccardo Di Vinci al basso elettrico, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni. Gianluca Petrella è tra i maggiori specialisti al mondo del suo strumento. Classe 1975, in 25 anni di carriera ha collaborato con artisti di fama internazionale scrivendo, performando e incidendo musica in maniera trasversale, dal mainstream alla sperimentazione più audace. In questo contesto variegato si inseriscono importanti collaborazioni con Enrico Rava, con l’acclamata superstar della techno Ricardo Villalobos, con Moritz Von Oswald, pioniere dell’elettronica tedesca, con dj Gruff, esponente di punta dell’hip hop italiano, e con il leggendario agitatore di dancefloor dj Ralf. Dal 2017 collabora stabilmente con Lorenzo Cherubini alias Jovanotti e ha partecipato ai vari Jova Beach Party. “Cosmic Renaissance” è il suo progetto ispirato alla musica di Sun Ra, icona di un pensiero musicale in cui la storia del jazz va a braccetto con un immaginario afro-futurista. La band è costituita da musicisti che sanno bene come assecondare il leader in esplorazioni musicali che fondono spiritualità e fisicità, entrambe contagiose.

Poi il festival si sposterà in Svizzera per il primo dei due appuntamenti oltre confine: venerdì 21 luglio alle 17:30 per la rassegna Giardini Incantati a Casa Mini in Via Olimpia 3 a Poschiavo (CH), sarà la volta di Caterina Palazzi | Sudoku Killer, con Caterina Palazzi al contrabbasso e composizioni, Giacomo Ancillotto alla chitarra, Sergio Pomante al sax e Maurizio Chiavaro alla batteria. La band, guidata dalla contrabbassista Caterina Palazzi, nasce a Roma nel 2007. I musicisti che la compongono provengono da esperienze artistiche affini, che spaziano dal jazz, al rock, alla musica sperimentale. Il loro primo lavoro discografico “Sudoku Killer” è uscito con l’etichetta italiana Zone di Musica nel 2010, a cui è seguito un tour europeo di oltre trecento date, che ha dato notorietà al gruppo in ambito jazzistico e rock alternativo. Negli anni successivi la band si è discostata sempre più dal suo sound originario approdando in territori più acidi e spigolosi. Il secondo album “Infanticide” (Auand Records, 2015) è il risultato di questa seconda parte del percorso. Disco fortemente caratterizzato da sonorità psichedeliche, noise, post-rock ed evocative di colonne sonore cinematografiche, è stato presentato in un road tour di oltre duecento date in tutta Europa.

Progetto nuovissimo anche quello che sarà ospitato a Berbenno di Valtellina sabato 22 luglio alle 21:00, allo storico Funtanée della frazione di Polaggia: ospite Andrea Gamba con “DayKoda”, vincitore del bando NGJ in collaborazione con I-Jazz. Daykoda è il nome d’arte scelto dal produttore ventiseienne milanese Andrea Gamba, che si esibirà alle tastiere e alla chitarra, accompagnato da Matteo D’Ignazi alla batteria, Andrea Dominoni al basso e Riccardo Sala al sax. Il suo approccio eccentrico alla musica, incentrato sulla sperimentazione e sulla produzione elettronica contaminata con il jazz e l’hip-hop astratto, allontanano il suo progetto dalla scena più mainstream nazionale. Daykoda produce musica elettronica fuori dagli schemi, colorata dalla sperimentalità del nu-jazz, ispirata al sound di progetti come Flying Lotus, Kamaal Williams, Thundercat e dall’intera scena jazz britannica.

Chiuderà la settimana un altro concerto di notevole spessore, domenica 23 alle ore 21:00 nel cortile di Castel Masegra a Sondrio: Marcella Carboni con il suo progetto “This is not a Harp”, ospite il grande clarinettista Gabriele Mirabassi, con Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Marcella Carboni, con la sua arpa elettroacustica, omaggia Enrico Pieranunzi, ambasciatore d’eccellenza del jazz italiano nel mondo sin dagli anni Settanta, coinvolgendo per questo speciale progetto uno dei maggiori interpreti della sua musica, il virtuoso e poetico clarinettista Gabriele Mirabassi. Un dialogo strumentale che si promette davvero intrigante. Quello di Marcella Carboni è un trio jazz atipico, che vede un’arpa al posto del pianoforte o della chitarra, messa nelle condizioni di andare oltre gli stereotipi legati allo strumento. La caratteristica primaria del trio è un continuo scambio di ruoli: arpa, contrabbasso e batteria si fondono ora in un solo suono, ora in tre dialoganti solisti, ora in un perfetto interplay per sottolineare melodie o graffianti groove. Come scrive la stessa leader nelle note di copertina del loro disco di esordio “This is not a Harp”: «Non è sicuramente l’arpa angelica, magica e rilassante, che ritroviamo nell’immaginario collettivo. E allora questa non è un’arpa: è la mia voce, il mio suono. È uno strumento che sa graffiare, sa avere ritmo, groove. È straniante, ma a volte anche morbida e dal suono rotondo».

Gli ultimi appuntamenti del festival daranno spazio alle contaminazioni, perché il futuro della musica, e non solo, sarà mescolanza di popoli e stili. Incontrare band composte da musicisti di varie nazionalità è sempre più frequente, lo testimoniano i molti gruppi ospiti del festival, di cui si potrà apprezzare la ricchezza che tale pluralità ha apportato nelle produzioni musicali, guadagnando sonorità fino a ieri inimmaginabili. La musica è un linguaggio universale che mette in relazione persone, culture e geografie.

Ed è con questa musica che il trio Ammuìna costruisce ponti tra i mari dal 2020, e ha ideato il progetto “Canti Cantori e Cantatrici”, con Guido Sodo alle chitarre, oud e percussioni, la voce di Gaia D’Elia e Mirco Mungari alle percussioni. Sabato 29 luglio a mezzogiorno, ad Ambria, si potrà immaginare di viaggiare con loro e con Luigi Zani, grande appassionato e studioso della lingua valdambrina, costruendo un altro ponte, tra le Alpi e le coste mediterranee, che nasce unicamente per AmbriaJazz ORIGINI. Così Guido Sodo descrive il progetto: «Per un musicista praticare certi repertori significa inevitabilmente impantanarsi in lagune di confine. Un impantanarsi gioioso, beninteso, che nasce spesso con leggerezza, quando ci si accorge che una melodia, un colore, un ritmo si rispecchiano perfettamente in qualcos’altro dall’altra parte dell’oceano; si formano così geografie immaginarie, mappe inconsistenti eppure tenaci che portano a tracciare itinerari, a stabilire scali e ripartenze, in un continuo fare e disfare i bagagli della mente. Questo disco è il nostro portolano, la carta nautica stropicciata su cui abbiamo annotato le rotte dei vagabondaggi scaturiti dallo sviluppo del nostro progetto musicale. Come piccola ciurma di uno sgangherato vascello della marina borbonica (in verità non troppo ligio alle bandiere e ai regolamenti) siamo andati alla ricerca dei ponti culturali, linguistici, musicali che uniscono in maniera inaspettata le sponde di mari lontani; dal golfo di Napoli alla costa brasiliana, dallo Ionio calabrese allo Shatt-el-Arab, dall’una all’altra costa dell’Adriatico, dal Vesuvio inquieto ai tormentati Balcani, abbiamo lasciato che le parole e i suoni trovassero da soli la loro unità, in un viaggio che è appena iniziato».

L’appuntamento di Ambria è tra quelli più attesi: il borgo che dà il nome al festival si anima e si prepara ad accogliere musicisti e pubblico, si sfalcia l’erba, si sistemano le strade… gli abitanti, organizzatissimi, preparano polenta e luganeghe per tutti, basta prenotare il pasto all’arrivo. La giornata diventa una vera festa per grandi e piccini.

Domenica 30 luglio alle 21:00 in Piazza del Crocefisso a Bormio, gradito ritorno di Olivia Trummer: “For You” è il titolo del progetto che la vede sul palco insieme a Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Oltre al pianoforte, Olivia suonerà le tastiere e canterà. “For You” è il suo nono album e segna l’ingresso definitivo nella maturità dell’artista. Tedesca di Stoccarda, proveniente da una famiglia di musicisti, Olivia Trummer si è formata come pianista classica e successivamente ha proseguito gli studi volando oltreoceano per frequentare i corsi di jazz alla Manhattan School of Music di New York. La sua musica spazia dalla classica al jazz fino alla sfera del singer-songwriter, ed è in questo ambito che si colloca quest’ultimo lavoro, che raccoglie il frutto delle sue esperienze, umane e artistiche e le trasforma in un invito al coraggio e alla leggerezza, al rispetto di sé e della propria vocazione abbandonando, invece, tutto ciò che non è utile ad essa. Un invito a vivere la libertà di fare quelle scelte, pur scomode o impopolari, che ti permettano di essere chi ti sforzi di essere. Grazie all’innata eleganza della sua voce, morbida e versatile, Olivia crea un universo unico e intensamente poetico. Ad accompagnarla in questo viaggio due fuoriclasse del panorama jazzistico italiano: Rosario Bonaccorso è contrabbassista di grande esperienza ed eleganza, con alle spalle quarant’anni di attività come sideman di artisti internazionali e come leader di formazioni con le quali esprime anche il suo intenso talento compositivo. Nicola Angelucci, definito da Benny Golson “il miglior batterista europeo”, suona stabilmente nel quartetto di Fabrizio Bosso, nel trio di Dado Moroni e in quello di Bebo Ferra, ed è leader del proprio quartetto, con il quale propone soprattutto musica originale. Recente l’uscita del suo ultimo album “Changes”, interamente dedicato a composizioni proprie.

Il festival si chiuderà oltreconfine domenica 6 agosto, alle ore 16:00 in un luogo davvero speciale: il centro di cultura e vacanza Salecina al Passo Maloja in Svizzera. Il paesaggio è incantevole e la realtà di Salecina, che ha compiuto cinquant’anni lo scorso agosto, anche. È un luogo sicuramente all’avanguardia per moltissimi aspetti culturali, e affronta le tematiche green con serietà e in modo esemplare. A Salecina è possibile partecipare a convegni di grande attualità e a eventi di grande spessore artistico. AmbriaJazz proporrà il concerto Mudpie | I Need a Home, con Marta Colombo alla voce e percussioni, Alex Stangoni al cigarbox guitar e dobro, Nicola Rizzi all’armonica e Sebastiano Ruggeri alla batteria. La voce calda di Marta Colombo, gli strumenti, tra i quali spicca una latta di sverniciatore riciclata e trasformata in chitarra, le sonorità che riportano alle radici del blues prima di tuffarsi nel jazz e nei suoni elettronici del futuro, fanno di questo ultimo concerto il riassunto di tutto ciò che è AmbriaJazz Festival 2023 ORIGINI, esattamente come il nome del progetto: «Mud significa fango… miscela, unione, fusione, incastro, impasto, composto… Mudpie è un’antica torta al cioccolato originaria del Mississipi… ed è proprio questo luogo il legame con la nostra musica. […] un blues essenziale e comunicatore che viene arricchito di ingredienti quali l’elettronica, l’Africa, il jazz, il rock, l’Europa… Il fango è il risultato dell’unione di musicisti con percorsi e sonorità differenti che trovano il filo logico del loro pensiero nel blues, nel jazz e nelle profonde influenze africane».

Tutti i concerti sono accessibili con offerta libera, non è necessaria la prenotazione. A questo link il programma completo: www.ambriajazzfestival.it/calendario-concerti.

INFO

www.ambriajazzfestival.it