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Alessandro Galano e Samuele Romano
Carla Bley
Reportage

Alessandro Galano e Samuele Romano</br> Carla Bley </br>Reportage

1 dicembre 2017

Nel segno di Jimmy Giuffre. È “Riverside”, progetto sonoro nato nel solco del grande artista di Dallas, scomparso nel 2008. A idearlo – e non sarebbe potuto essere diversamente – due fiati: il trombettista Dave Douglas e il sassofonista e clarinettista Chet Doxas. A questi, già nel 2013 si sono aggiunti il batterista Jim Doxas e il bassista Steve Swallow, compagno d’arme di Giuffre nell’ultima parte della sua carriera. Di recente poi, il quartetto si è arricchito con l’inserimento della pianista Carla Bley, partendo in tour e progettando un nuovo disco nato proprio da questa nuova esperienza insieme e che, martedì 28 novembre, ha incontrato il pubblico del Teatro U. Giordano di Foggia, dopo Palermo seconda e ultima tappa del loro giro italiano.

Di Alessandro Galano; fotografie di Samuele Romano

Un concerto che, dopo la grande apertura di inizio mese firmata Chick Corea-Steve Gadd, chiude le esibizioni sul principale palcoscenico dauno della Winter Edition del “Giordano in Jazz”, rassegna organizzata dalla sezione cultura dell’Amministrazione comunale in collaborazione con il Moody Jazz Café. Una manifestazione nel complesso di qualità e in larga parte apprezzata dal pubblico che però, proprio in quest’ultima uscita, ha fatto mancare il proprio calore, riservando al quintetto sul palco un’accoglienza numericamente più tiepida rispetto a tutti gli altri concerti inseriti in cartellone.

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Una performance generosa, comunque, con brani pescati anche fuori dal repertorio di “The New National Anthem”, lavoro discografico di riferimento per “Riverside” e firmato dall’attesissima pianista e compositrice Carla Bley: oltre ai brani di quell’album datato 1968, infatti, non sono mancate un paio di chicche inedite per l’intimo pubblico pugliese, seminando idee in vista dell’album che verrà. Con Steve Swallow, pertanto, suo attuale compagno di vita, l’ottantunenne musicista che a lungo ha frequentato le sonorità di Giuffre – soprattutto ai tempi di Paul Blay, suo primo marito – era sicuramente l’ospite più attesa della serata ma, non senza sorpresa, a trainare la performance sono stati soprattutto i due fiati in scena.

Su tutti, il clarino e il sassofono del canadese Chet Doxas: ci ha pensato lui, dopo un iniziale approccio un po’ freddo della band, a riscaldare la platea, alternando i due strumenti amati dal jazzista ispiratore dell’intero progetto. Nei “solo”, quasi tutti accompagnati con estrema levità da Swallow e soci, Doxas ha convinto per timbro e sostanza, muovendosi tra ballad e peregrinazioni free e cool con eguale disinvoltura, talvolta trascinando il pubblico in ipnotici saliscendi sonori.

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A conferma, poi, di un abito tagliato su misura per i fiati – e anche qui, il debito verso Giuffre è evidente, se si considera che il compositore di Dallas spesso sottraeva la batteria ai suoi quartetti – tanta energia è venuta fuori dalla tromba di Dave Douglas, sorta di front-man della band in grado di incastrarsi con esperienza con il giovane compagno di sezione, come nella godibilissima “View From a Bird”, in cui il clarinetto di Doxas ha fatto letteralmente centro.

La vena di Carla Bley è emersa soprattutto sul piano compositivo, dove i grandi contenuti hanno preso il posto dell’esecuzione raccontando una storia fatta di talento e originalità: se “Demigods” (brano-colonna dell’album del 1968 con cui la formazione ha bissato il concerto pugliese) ha sorpreso per semplicità ed efficacia, in un’altra “suite” non ancora incisa e firmata sempre dalla Bley, la pianista ha ribaltato ogni concetto precedente, dando una sofisticatezza di non facile lettura all’intera esecuzione ma, al contempo, affascinando per qualità e struttura.

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Con il concerto “Riverside” special guest Carla Bley si esauriscono gli appuntamenti serali di stampo puramente jazz della rassegna foggiana che però, tra novembre e dicembre, regalerà al pubblico qualche altro interessante matinée domenicale di musica e approfondimenti vari. A chiudere definitivamente la Winter Edition sarà il concerto gospel di Natale, in programma all’aperto, in Piazza C. Battisti, il 25 dicembre (ore 20): Vincent Bohanan & The Sound of Victory.

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