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Alberto Borio
4V
Inside the Score

Alberto Borio <br/>4V<br/>Inside the Score

31 agosto 2020

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Buona lettura.

Di Alberto Borio; a cura di Eugenio Mirti

4V è la terza traccia dell’EP “Musician Beware” dei Fratelli Lambretta Ska Jazz. È un brano rocksteady abbastaza lento: per fare un parallelo con il jazz mainstream, lo si può considerare la ballad dell’album.

Il brano si basa su una struttura AABA (A di 16 misure, B di 8) il cui tema, però, subisce continue  e piccole variazioni.
Il ritmo è tipicamente Rocksteady con l’accompagnamento basato sul levare di ottavo e il timekeeping di batteria:

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Le A presentano un’ambiguità armonica: le prime 8 battute sono in Do maggiore, le rimanenti 8 in Lab maggiore; la B inizia in Fa maggiore per poi passare in Eb maggiore.
La parte tematica è quasi tutta basata sulla terzina di quarti in anacrusi.

Per quanto riguarda l’orchestrazione, il primo tema è introdotto dal trombone da solo; la scelta non è casuale: “4V” è stato composto per una donna molto affascinante e, giustamente, l’autore del messaggio (cioè Alberto, NdR) se ne prende per primo l’onere della trasmissione.

Sulla seconda esposizione della A il resto della sezione fiati fa capolino supportando il tema con un tappeto di note lunghe per poi entrare compatta sulla B.
L’ultima A del tema è suonata da tutta la sezione, ma alcune frasi sono rivoltate per far rendere maggiormente il suono di insieme.

Gli assoli di tutto “Musician Beware” sono volutamente brevi, come se l’intero disco fosse una sorta di “radio edit”: il trombone prende la prima A, la seconda è affidata al tenore di Daniele Bergese mentre la B è una piccola perla pianistica di Nicola Meloni. Credo che il suo solo sia la ciliegina sulla torta di un brano interpretato in maniera veramente ineccepibile (vi invito ad ascoltare con particolare attenzione il suo comping).

L’ultima A, per fare quadrare la struttura, è invece affidata ad uno special di fiati.

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La scansione ritmica qui non è più basata sulle terzine di quarti ma passa ai sedicesimi, e usa come incipit una famosa frase nota come “the lick” (battute 44-45). Per chi non la conoscesse si può approfondire qui https://www.youtube.com/watch?v=krDxhnaKD7Q.

Modulazione un tono sopra e tema finale (una sola A, anche questa con qualche modifica) in Re maggiore guidato dalla tromba di Igor Vigna.

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