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Al Jazzit Fest con</br>Stefano Falcone e Ilaria Capalbo</br>  Le interviste di Daniela Floris
Photo Credit To Carlo Mogavero

Al Jazzit Fest con
Stefano Falcone e Ilaria Capalbo
Le interviste di Daniela Floris

«Cari amici, queste sono le interviste che ho realizzato a Cumiana durante il Jazzit Fest 2016, nella mia residenza creativa di Villa Palmitia, messami a disposizione dal grande patron Luciano Vanni, cui sono immensamente grata. Sono interviste-format, con domande semplici, il cui fine era quello di far conoscere artisti e addetti ai lavori di questa bellissima “Fiera internazionale del Jazz”. Sono riuscita a intervistare tanta gente, ma tantissimi sono rimasti fuori, con mio grande dispiacere. Alcune domande prevedevano risposte secche, e hanno lasciato interdetti alcuni tra gli intervistati, che si sono trovati a dover dichiarare il loro piatto preferito prima ancora del loro progetto artistico. Ma quasi sempre ne hanno capito il senso: queste interviste volevano essere giocose, agili, divertenti, proprio per attirare l’attenzione dei lettori, e non hanno tolto spazio a domande più specifiche, poste da me volutamente in fondo alla sequenza. La domanda: “Sei al Jazzit Fest perché…?” spiega il senso del Jazzit Fest: alcune risposte sono divertenti, altre lapidarie, altre addirittura poetiche! Con me a Villa Palmitia c’era Carlo Mogavero, eccellente fotografo specializzato proprio nel documentare il Jazz, che ha realizzato ritratti bellissimi durante le interviste. Dove non c’era lui, mi sono avvalsa delle splendide foto scattate dal grande Paolo Galletta, fotografo ufficiale del Jazzit Fest. Insomma, vi auguro buon divertimento!».

Di Daniela Floris

Luogo di nascita del duo? Napoli.
Età del progetto? tre anni.
Vivi a? Napoli.
Bevanda preferita? Caffè e the verde.
Piatto preferito? Spaghetti alle vongole.
Colore preferito? Nero e bianco.
Squadra del cuore? Non ce ne frega niente.
Il disco che ti ha fatto innamorare del jazz? “You Must Believe In Spring” di Bill Evans.
Il jazzista che più ti ha ispirato? Bill Evans.
Quale musica da ascoltare oltre al jazz?  New Folk americano (Andrew Bird)
Ultimo libro letto? “Il mio nome è rosso” di Pamuk e “Come stare soli” di Jonathan Franzen.
Libro indimenticabile? “Il buio oltre la siepe”, di Harper Lee.
Ultimo film visto? “Milk” di Gus Van Sant con Sean Penn.
Film indimenticabile: “Ritorno al futuro”, di Robert Zemeckis.
Città, mare, campagna o montagna? Mare.
Il tuo primo progetto: Ilaria: suonavo con una mia amica di scuola a 12 anni, io suonavo la chitarra, facemmo le prove per sei mesi. Stefano: un duo di pianoforti con un mio amico di classe delle elementari.
Il tuo progetto attuale: “Duologues”, un insieme di brani originali (composti da entrambi) e standard della tradizione.
Progetto sogno nel cassetto: crescere con il nostro progetto per portarlo il piùlontano possibile, in termini reali.

Sei al Jazzit Fest perché? Ci sembrava un buon modo per incoraggiare una pratica di ritorno alla comunità che al momento ci sembra molto frammentata anche tra coloro che fanno la stessa professione. Anche in termini di disponibilità di mezzi dovrebbe essere favorita la condivisione mentre invece stranamente ci si ritrova sempre separati.

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© Carlo Mogavero