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Al Jazzit Fest con</br>Francesco Mascio </br> Le interviste di Daniela Floris
Photo Credit To Carlo Mogavero

Al Jazzit Fest con
Francesco Mascio
Le interviste di Daniela Floris

«Cari amici, queste sono le interviste che ho realizzato a Cumiana durante il Jazzit Fest 2016, nella mia residenza creativa di Villa Palmitia, messami a disposizione dal grande patron Luciano Vanni, cui sono immensamente grata. Sono interviste-format, con domande semplici, il cui fine era quello di far conoscere artisti e addetti ai lavori di questa bellissima “Fiera internazionale del Jazz”. Sono riuscita a intervistare tanta gente, ma tantissimi sono rimasti fuori, con mio grande dispiacere. Alcune domande prevedevano risposte secche, e hanno lasciato interdetti alcuni tra gli intervistati, che si sono trovati a dover dichiarare il loro piatto preferito prima ancora del loro progetto artistico. Ma quasi sempre ne hanno capito il senso: queste interviste volevano essere giocose, agili, divertenti, proprio per attirare l’attenzione dei lettori, e non hanno tolto spazio a domande più specifiche, poste da me volutamente in fondo alla sequenza. La domanda: “Sei al Jazzit Fest perché…?” spiega il senso del Jazzit Fest: alcune risposte sono divertenti, altre lapidarie, altre addirittura poetiche! Con me a Villa Palmitia c’era Carlo Mogavero, eccellente fotografo specializzato proprio nel documentare il Jazz, che ha realizzato ritratti bellissimi durante le interviste. Dove non c’era lui, mi sono avvalsa delle splendide foto scattate dal grande Paolo Galletta, fotografo ufficiale del Jazzit Fest. Insomma, vi auguro buon divertimento!».

Di Daniela Floris

Luogo di nascita? Cassino.
Età? 35.
Vivi a? Monterotondo.
Bevanda preferita? Vino.
Piatto preferito? Verde basilico.
Colore preferito? Viola nelle sue gradazioni, fino al ciclamino.
Squadra del cuore? Non ne ho assolutamente. Diciamo la “Squadra Terra” mi piacerebbe molto. Una squadra solidale rappresentante dell’intero pianeta Terra.
Il disco che ti ha fatto innamorare del jazz? Pat Metheny Trio “99 -00”.
Il jazzista che più ti ha ispirato? John Coltrane.
Quale musica da ascoltare oltre al jazz? Tanta. Musica dal Mondo, indiana, africana, irlandese che trovo veramente magica.
Ultimo libro letto? “Il vento é mia madre” di Bear Heart.
Libro indimenticabile? “Siddharta” di Hermann Hesse.
Ultimo film visto? “Kung Fu Panda”.
Film indimenticabile: “Pianeta Verde” di Coline Serreau.
Città, mare, campagna o montagna? Montagna e mare.
Il tuo primo progetto: ero tastierista, avevo dieci anni, era un gruppo pianoforte, voce e chitarra, anche se non avevamo capito il concetto di accordatura a 440: è durato due prove! Ci chiamavamo “Black Snake”!
Il tuo progetto attuale: “Ganga’s spirit” e un altro che si chiama “Jagge”.
Progetto sogno nel cassetto: continuare a fare quello che faccio ma con tantissimi soldi”

Sei al Jazzit Fest perché? Innanzitutto curiosità, poi mi sono sentito attratto da quelle che erano le idee checaratterizzano il JazzitFest, e sicuramente per condividere fisicamente, mentalmente e spiritualmente l’esperienza.

 
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© Carlo Mogavero