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Al Jazzit Fest con </br>Saboriso</br> Le interviste di Daniela Floris

Al Jazzit Fest con
Saboriso
Le interviste di Daniela Floris

«Cari amici, queste sono le interviste che ho realizzato a Cumiana durante il Jazzit Fest 2016, nella mia residenza creativa di Villa Palmitia, messami a disposizione dal grande patron Luciano Vanni, cui sono immensamente grata. Sono interviste-format, con domande semplici, il cui fine era quello di far conoscere artisti e addetti ai lavori di questa bellissima “Fiera internazionale del Jazz”. Sono riuscita a intervistare tanta gente, ma tantissimi sono rimasti fuori, con mio grande dispiacere. Alcune domande prevedevano risposte secche, e hanno lasciato interdetti alcuni tra gli intervistati, che si sono trovati a dover dichiarare il loro piatto preferito prima ancora del loro progetto artistico. Ma quasi sempre ne hanno capito il senso: queste interviste volevano essere giocose, agili, divertenti, proprio per attirare l’attenzione dei lettori, e non hanno tolto spazio a domande più specifiche, poste da me volutamente in fondo alla sequenza. La domanda: “Sei al Jazzit Fest perché…?” spiega il senso del Jazzit Fest: alcune risposte sono divertenti, altre lapidarie, altre addirittura poetiche! Con me a Villa Palmitia c’era Carlo Mogavero, eccellente fotografo specializzato proprio nel documentare il Jazz, che ha realizzato ritratti bellissimi durante le interviste. Dove non c’era lui, mi sono avvalsa delle splendide foto scattate dal grande Paolo Galletta, fotografo ufficiale del Jazzit Fest. Insomma, vi auguro buon divertimento!».

Di Daniela Floris

Al Jazzit Fest con Saboriso: Andrea Guariso (chitarra, loop  percussioni) e Francesca Saporito (voce e fischio).

Luogo di nascita del duo? Chiesa sconsacrata San Filippo a Torino.
Età del progetto? undici anni!
Vivi a? Piscina (Torino).
Bevanda preferita? Coca Cola.
Piatto preferito? Pizza.
Colore preferito? Ocra.
Sport del cuore? Non abbiamo né squadra né sport del cuore.
Il disco che ti ha fatto innamorare del jazz? “Offramp” del Pat Metheny Group (Andrea), “The Brazil Project” (Toots Thielemans).
Il jazzista che più ti ha ispirato? Tuck & Patty, Ella Fitzgerald e Joe Pass, Tom & Jerry.
Quale musica da ascoltare oltre al jazz? Eminem, chiunque, musica africana, tutta la musica bella, musica balcanica, Mozart.
Ultimo libro letto? “Come il Jazz può cambiarti la vita” di Wynton Marasalis, “La cosmogonia dei Rosacroce” di Max Heindel.
Libro indimenticabile?  “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry.
Ultimo film visto? “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese.
Film indimenticabile: “Il pianeta Verde” di Coline Serreau.
Città, mare, campagna o montagna? Mare.
Il tuo primo progetto: “Non so ancora cosa ho da dirti”, spettacolo di jazz e bossa e brani recitati.
Il tuo progetto attuale: Stiamo per ultimare il nostro primo disco di brani non originali.
Progetto sogno nel cassetto: ci piacerebbe collaborare con Claudio Baglioni.

Sei al Jazzit Fest perché? Ci ha colpito la visione di Luciano. Abbiamo visto su fb una foto amorevole, dolcissima scattata da lui al figlio Lorenzo a Natale, mentre giocava con un trenino di legno. Già si parlava di JazzitFest. “Se organizza un festival jazz con l’amore che manifesta verso questo bimbo, allora ci dobbiamo andare” abbiamo pensato, e avevamo ragione.

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© Carlo Mogavero