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Afro Bass Fusion: un viaggio ritmico nel continente africano. Intervista a Manou Gallo

Afro Bass Fusion: un viaggio ritmico nel continente africano. Intervista a Manou Gallo

5 luglio 2024

Fra le rassegne che non hanno timore di presentare delle programmazioni realmente anticonformiste, spicca il Festival Mundus a Reggio Emilia, il cui sottotitolo è un’eloquente allusione allo stare al di fuori di ogni confine musicale. L’8 luglio, ai Chiostri di San Pietro, la manifestazione ospiterà Manou Gallo, cantante e bassista ivoriana, anche se ormai residente in maniera stabile in Belgio, che presenterà dal vivo il suo recente album “Afro Bass Fusion”, una mirabile sintesi dell’universo sonoro della musicista, che qualcuno ricorderà come parte integrante delle Zap Mama, gruppo al femminile che catturò anche l’attenzione di David Byrne ai suoi albori. «Volevo realizzare un album che rendesse omaggio ai grandi musicisti che mi hanno ispirato, ed è stato proprio Manu Dibango, autentica icona della musica africana a darmi l’idea per questo progetto, di cui sono particolarmente orgogliosa, e che sono felice di presentare dal vivo in Italia con l‘ensemble composto da altri cinque bravissimi musicisti».

a cura di Vittorio Pio

Come ti sei evoluta artisticamente e musicalmente da quando hai lasciato le Zap Mama? A distanza di tempo, cosa ti è rimasto di quell’esperienza?
Quello è stato un periodo meraviglioso, che mi ha dato la possibilità di conoscere il mondo. Oggi, come donna, ho molta esperienza e sono totalmente devota al mio strumento, che ha avuto un ruolo imprescindibile nella creazione della mia musica.

Ancora prima del black-out causato dalla pandemia non abbiamo avuto molte notizie che ti riguardassero… su cosa ti sei concentrata, hai pensato per un momento anche di ritirarti dalla scena musicale?
Quello mai, piuttosto ho avuto il tempo di pensare, perché avevo problemi di udito e dovevo prendere una decisione. Questo mi ha dato l’occasione di lavorare, di trovare una direzione in cui andare e così ho scelto di concentrarmi sul mio strumento, per raggiungere una sempre maggiore confidenza con esso e potermi così esibire al massimo delle mie ritrovate possibilità.

Recentemente hai collaborato con un umile supervirtuoso del calibro di Christian McBride: com’è stata questa esperienza?
Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con Christian e penso che sia uno dei migliori musicisti in circolazione. 
Credo che la canzone Emotion, su cui abbiamo lavorato insieme, sia una delle mie preferite. Bootsy Collins ci ha aiutato a collaborare: è sempre un piacere sapere che ho dei fratelli negli Stati Uniti che ascoltano quello che faccio e lo apprezzino.

Quali obiettivi ti poni quando sali sul palco? Vuoi emozionare, stupire, divertire o altro?
Stare sul palco è un modo per condividere il mio amore per la musica, gli strumenti, il basso e ovviamente per esibirmi. Sono una grande fautrice del groove e voglio che la gente si diverta ad ascoltare delle belle melodie. Mi sembra che il pubblico risponda bene, sono molto felice di avere la possibilità di suonare ancora in Italia.

Zap Mama e Mcbride sono fra le tue grandi gioie?
Di sicuro, ma anche la considerazione di una vera leggenda come Manu Dibango, oppure essere in studio con Bootsy Collins, sensazionale maestro del funk applicato al basso.

INFO

www.facebook.com/festivalmundus

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