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Addio Phil Woods
Just the way you are

Addio Phil Woods</br>Just the way you are

Il 29 settembre 2015, a Stroudsburg, Pennsylvania, si è spento il sassofonista contralto Phil Woods. Si era meritato il soprannome di “The New Bird”, in ricordo del nomignolo di Charlie Parker.

di Sergio Pasquandrea

Aveva uno stretto rapporto con l’Europa, e con l’Italia in particolare, il sax di Phil Woods. Fra il 1968 e il 1972 egli visse in Europa, dove fondò e diresse uno splendido gruppo d’avanguardia tutto composto da jazzisti europei, la European Rhythm Machine, che incorporava elementi di free jazz e di jazz e elettrico (ci suonarono, fra gli altri, il pianista svizzero George Gruntz e i francesi Henry Texier e Daniel Humair). Inoltre l’etichetta italiana Philology, com’è noto, prende ispirazione proprio dal suo nome, e per la casa discografica di Paolo Piangiarelli Woods incise negli anni tanti dei suoi migliori dischi.
Philip Wells Woods, questo il nome completo, era nato a Springfield, in Massachussets, il 2 novembre 1931. Dopo aver cominciato a suonare sul sax ricevuto in eredità da uno zio, iniziò a prendere lezioni di musica a dodici anni. Due anni dopo, l’ascolto di un disco di Charlie Parker e Dizzy Gillespie lo fece innamorare del be bop.

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Woods studiò musica con Lennie Tristano, che fu per lui un’influenza importantissima, quindi completò la sua formazione con gli studi classici presso la Manhattan School of Music e la Juilliard School di New York. A metà degli anni Cinquanta iniziò a farsi un nome sia come leader sia come sideman: si ricorda in particolare la sua lunga collaborazione con Quincy Jones, ma Woods fece anche parte dell’orchestra di Benny Goodman durante lo storico tour in Unione Sovietica del 1962. La sua discografia, che copre una carriera durata sessant’anni, comprende decine di titoli a proprio nome, oltre a lavori a fianco di Dizzy Gillespie, Gary Burton, Lou Donaldson, Gil Evans, Oliver Nelson, Bill Evans e infiniti altri.

Il suono tagliente di Woods e il suo stile di scintillante virtuosismo gli guadagnarono presto il soprannome di “The New Bird”: tanto più che, nel 1955, egli sposò Chan, la vedova di Charlie Parker, e fece da patrigno a sua figlia Kim (fra i musicisti, circolava la battuta che in realtà l’avesse fatto solo per poter suonare il sassofono di Parker). In realtà, pur muovendo da un’evidente influenza parkeriana, Woods aveva sviluppato nel tempo uno stile personale, caratterizzato dalla scioltezza del fraseggio e dall’espansività melodica. Doti che, nel 1977, gli avevano permesso di incidere con il cantante Billy Joel un celebre assolo di sassofono in Just The Way You Are, tuttora considerato uno dei migliori esempi dell’uso di sonorità jazz in ambito pop. Oltre al sax, egli praticò regolarmente anche il clarinetto.

Phil Woods, ottantatreenne, era da tempo malato di enfisema polmonare, ma non aveva mai rinunciato a esibirsi: il suo ultimo concerto dal vivo data al 4 settembre scorso, a Pittsburgh, dove aveva reso omaggio al suo idolo eseguendo gli arrangiamenti del celebre disco “Charlie Parker With Strings”. Il suo ultimo disco, “Man With The Hat”, inciso insieme alla giovane star del sassofono Grace Kelly, era uscito nel 2011 su etichetta Pazz.