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Visioninmusica 2016</br>Parla Silvia Alunni

Visioninmusica 2016
Parla Silvia Alunni

Intervistiamo Silvia Alunni, presidente e direttore artistico dell’Associazione Visioninmusica, in occasione dell’edizione 2016 dell’omonima rassegna in programma dal 28 gennaio al 21 aprile presso l’Auditorium di Palazzo Gazzoli a Terni, in Umbria.

di Luciano Vanni

Come, perché e quando nasce Visioninmusica.
L’associazione Visioninmusica, come la rassegna e gli eventi a essa correlati, nasce nel 2004. Il perché è semplice: rispondere a una forte istanza culturale che da sempre accomuna me e un folto gruppo di amanti della musica, dando vita a una rassegna che faccia della qualità, dell’innovazione e del dinamismo, inteso come commistione di generi e d’ispirazioni, i propri caratteri identitari.

Che cosa significa, per te, essere direttore artistico?
Oltre al piacere personale di portare avanti la mia profonda passione, significa rispondere all’esigenza di un pubblico sempre più nutrito e variegato, che desidera assistere a concerti di alta qualità. Il mio lavoro come direttore artistico consiste nell’intercettare nuove espressioni musicali, attraverso la costante attenzione e ricerca di talenti e novità, che di anno in anno animano il panorama artistico nazionale e internazionale.

Che cosa hai messo in scena in questa nuova edizione?
Un cartellone all’insegna della versatilità e dell’internazionalità, che spazia dal pop al soul, dal rock al jazz, passando per le sonorità più esotiche della musica cubana. Un solo nome italiano, i Neri per Caso, che aprono la stagione il 28 gennaio; un grande e attesissimo ritorno, quello di Anthony Strong, a cui si accompagneranno anteprime nazionali ed esclusive regionali (The Aristocrats; Shayna Steele; Renaud Garcia-Fons & Dorantes; Rusconi; Alfredo Rodriguez), per una stagione che vuole coinvolgere il più vasto pubblico possibile, muovendosi in equilibrio tra tradizione e sperimentazione, classico e novità, e disegnare, così, nuovi e stimolanti scenari della musica contemporanea. E per la prima volta nella nostra storia, anche un seminario in esclusiva per l’Umbria che vedrà protagonista uno dei chitarristi più famosi al mondo, Robben Ford.

Che idea hai del jazz contemporaneo?
Stiamo vivendo un momento di grande fervore e ricerca di nuovi linguaggi, espresso da interessanti contaminazioni e fusioni di generi. Credo che questo dimostri che il jazz si stia evolvendo e che sia più vivo che mai.