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45a edizione del Bergamo Jazz Festival

45a edizione del Bergamo Jazz Festival

15 marzo 2024

Il Bergamo Jazz Festival affonda le sue radici nel lontano 1969, e nel tempo ha consolidato la sua longevità grazie al connubio tra una valida proposta artistica e una piena valorizzazione del territorio. Organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti, con il sostegno del Comune di Bergamo, MIC-Ministero della Cultura e di sponsor privati, la quarantacinquesima edizione del festival si terrà dal 21 al 24 marzo, con i concerti in scena al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale, affiancati da numerosi eventi sparsi per la città.



Nel corso della sua lunga storia il Bergamo Jazz Festival è stato guidato da diversi direttori artistici: il pianista statunitense Uri Caine (2006-2008), i trombettisti Paolo Fresu (2009-2011), Enrico Rava (2015-2016) e Dave Douglas (2016-2018) – ideatore anche della rassegna “Scintille di jazz”, dedicata ai giovani talenti – e infine dalla cantante e compositrice napoletana Maria Pia De Vito (2018-2023). La scelta di affidare la direzione artistica del festival ad affermati musicisti nazionali e internazionali ha generato nel tempo splendidi frutti: a Bergamo nelle diverse edizioni del festival si sono avvicendati alcuni tra gli artisti più importanti del panorama jazz internazionale, come Keith Jarrett, Gerry Mulligan, Gato Barbieri, Max Roach, Art Blakey, Dee Dee Bridgewater, Stefano Bollani, Art Ensemble of Chicago, John Scofield, Bill Frisell, Charles Mingus, Chick Corea, e molti altri ancora, così come è stata vincente la scelta di rendere il festival quanto più eterogeneo possibile, grazie al susseguirsi di scelte e idee artistiche diverse tra loro, al fine di rinnovare negli anni le interessanti proposte musicali della manifestazione.

Quest’anno la direzione artistica è affidata al sassofonista di Cleveland Joe Lovano, che ha intitolato questa 45esima edizione del festival, la prima a sua firma, “In The Moment of Now”, dichiarando a tal proposito: «”In the Moment of Now”, il titolo che ho voluto dare a questa mia prima direzione artistica di Bergamo Jazz, significa riflettere la musica nel preciso momento in cui viene creata, con amore e rispetto per la sua ricca storia, attraverso la visione di artisti che guardano avanti con la consapevolezza delle proprie radici. Tutti i musicisti invitati a Bergamo Jazz 2024 vivono il momento per proiettarsi verso il futuro, ognuno a proprio modo. In questo senso, il misterioso mondo della musica è una benedizione per tutti noi. Il jazz è un’idea sulla creazione di una musica spontanea che racconta storie personali. È un’idea che non ha confini. E il futuro del jazz è nelle mani, e nelle anime, di tutti coloro che osano essere creativi e che dedicano la propria vita all’essere liberi secondo le proprie possibilità. Nessuno avrebbe potuto prevedere Thelonious Monk, Charlie Parker, Max Roach, Sonny Rollins o innumerevoli altri musicisti: sono loro le nostre radici, i fari che continuano a illuminarci. Oggi il ruolo di un festival dovrebbe essere quello di presentare l’ampia gamma di artisti ispirati al pubblico, favorendo l’incontro anche spirituale tra chi suona e chi ascolta. Il ruolo di Bergamo Jazz dovrebbe quindi essere quello di dimostrarsi all’altezza delle possibilità e degli standard elevati che ha sempre difeso e sforzarsi ancora di più per guardare alla scena internazionale nel suo insieme, gettando un ponte tra quello che avviene sulle due sponde dell’Oceano, Italia inclusa. Anche questo significa “In The Moment of Now”».

Photo Credit To Federico Buscarino

Fedele alla naturale visione internazionale del festival, l’edizione 2024 di Bergamo Jazz sarà quindi ancora una volta una finestra spalancata su una musica che, pur non trascurando il proprio passato, continua a mostrare segni di vitalità nel suo essere mutevole e ideale punto di incontro tra musiche e culture diverse.

Il via ufficiale al festival verrà dato giovedì 21 marzo in Città Alta: al Teatro Sant’Andrea (ore 17) si potrà assistere alla solo performance di un veterano degli ottantotto tasti, Dave Burrell, per poi recarsi al Teatro Sociale (ore 20:30) per il doppio concerto di cui sarà protagonista, nella prima parte della serata, il trio del pianista di origine panamense Danilo Pérez, il bassista John Patitucci e il batterista Adam Cruz, tutti fuoriclasse nei rispettivi strumenti, capaci di interagire tra loro alla pari. A seguire il quartetto di Fabrizio Bosso, che avrà al suo fianco i consueti partner – il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci – che insieme all’autorevole leader costituiscono una macchina musicale ben oliata in tutti gli ingranaggi.

Fabrizio Bosso Quartet – Photo Credit To Andrea Boccalini

Venerdì 22 marzo, la prima delle tre serate al Teatro Donizetti, con inizio alle ore 20.30, sarà aperta da uno dei massimi esponenti della chitarra jazz: John Scofield. Il musicista nativo dell’Ohio presenterà il suo progetto “Yankee Go Home”, un viaggio alla riscoperta del rock e del folk a stelle e strisce, ovviamente filtrate dalla sensibilità jazzistica del leader, nonché dei suoi partner, il pianista Jon Cowherd, il contrabbassista Vicente Archer e il batterista Josh Dion. Sempre la stessa sera andrà in scena il quartetto del sassofonista di origine portoricana Miguel Zenón, uno dei più brillanti alfieri odierni del jazz, impregnato di aromi e ritmi latini. Con lui ci saranno il pianista venezuelano Luis Perdomo, autorevole esponente del sempre fiorente filone del latin piano jazz, il contrabbassista Hans Glawischnig e il batterista Henry Cole.

John Scofield

La giornata prevede anche il concerto del duo formato dalla poetessa e alchimista elettronica Moor Mother, esponente di punta dell’afro-futurismo, e dal percussionista di origine senegalese Dudù Kouate (Auditorium di Piazza della Libertà, ore 17).

Sabato 23 la terza giornata di Bergamo Jazz 2024 inizierà la mattina con il concerto all’Accademia Carrara (ore 11) della flautista e vocalist franco-siriana Naïssam Jalal e del contrabbassista francese Claude Tchamitchian. Sempre all’insegna dell’incontro tra suoni e culture diverse sarà l’esibizione della cantante di origine albanese Elina Duni, che insieme al chitarrista inglese Rob Luft proporrà il progetto “Songs of Love and Exile” (Auditorium di Piazza della Libertà, ore 17).

La serata al Teatro Donizetti vedrà in apertura il valoroso sassofonista Bobby Watson, veterano di infinite battaglie musicali nel solco del più sanguigno linguaggio jazzistico di matrice bop. Del suo abituale quintetto fanno parte musicisti di vasta esperienza come il contrabbassista Curtis Lundy e il batterista Victor Jones, e giovani di talento quali il pianista Jordan Williams e il trombettista Wallace Roney Jr. Sarà poi la volta di un progetto speciale di Bergamo Jazz 2024, ideato in concomitanza con il cinquantesimo anniversario del concerto che l’Art Ensemble of Chicago tenne al Donizetti il 20 marzo del 1974: per l’occasione il batterista e percussionista Famoudou Don Moye ha allestito una formazione comprendente il bassista Junius Paul, il violinista Eddy Kwon, il pianista e trombonista Simon Sieger, la poetessa e musicista elettronica Moor Mother e Dudù Kouate alle percussioni. La scaletta del concerto prevede brani iconici tratti dal variegato repertorio di una delle formazioni più creative e longeve della storia del jazz.

Bobby Watson

Anche domenica 24 si comincerà la mattina, in Città Alta, con il duo sax-pianoforte di Emanuele Cisi e Salvatore Bonafede (Teatro Sant’Andrea, ore 11), seguito nel pomeriggio (in Sala Piatti, ore 15) dal quartetto italo-francese della contrabbassista Federica Michisanti, pluripremiata al Top Jazz 2023 di Musica Jazz, che avrà al suo fianco il clarinettista transalpino Louis Sclavis, uno degli esponenti di maggior spicco del jazz europeo, il violoncellista Salvatore Maiore e il percussionista Michele Rabbia.

Federica Michisanti/Louis Sclavis

Al Teatro Sociale (ore 17:00) i riflettori saranno invece puntati su uno dei nuovi nomi della world music, la violoncellista e cantante Ana Carla Maza: l’estrosa artista cubana presenterà il suo album fresco di stampa “Caribe”, un contagioso mix di cumbia, son, bossa, samba, salsa, rumba, reggae e altro ancora.

Ana Carla Maza – Photo Credit To Cristobal Alvarez

L’ultimo appuntamento nel principale teatro cittadino vedrà il ritorno di un altro nome che appartiene agli annali del festival orobico: Abdullah Ibrahim. Il celebre pianista sudafricano, che suonò al Donizetti nel 1975, sarà protagonista di una solo performance, nella quale si coglieranno sicuramente la poesia e la profondità espressiva che da sempre lo contraddistinguono. Il sigillo conclusivo a Bergamo Jazz 2024 verrà quindi posto da un supergruppo, denominato Modern Standards Supergroup, che allinea quattro forti personalità quali il sassofonista Ernie Watts, sideman richiestissimo e già componente del Quartet West di Charlie Haden, il danese Niels Lan Doky, uno dei più rinomati pianisti europei, il bassista Felix Pastorius, figlio del leggendario Jaco e anch’egli musicista prodigioso, e il batterista Harvey Mason, partner di Herbie Hancock nei gloriosi Headhunters. Un gran finale quindi, all’insegna di un repertorio che attingerà anche al mondo del rock.

Abdullah Ibrahim

Il programma del festival sarà completato da concerti dedicati a giovani promesse del jazz italiano, ospitati in diversi locali sparsi per la città, dal Circolino di Città Alta (con il duo voce-pianoforte di Simona Parrinello e Gianluigi Di Ienno) al Dieci/10 (con il trio del batterista Filippo Sala e l’H-Owl Project), dal Cellarium (con il trio del batterista Antonio Fusco) al Daste (con il quartetto del sassofonista Raffaele Fiengo).


In più, per tenere fede alla sua inclusività, il Bergamo Jazz Festival si apre anche ad altre forme d’arte, quali il cinema, la fotografia e la danza. Particolarmente significativo sarà il passaggio di testimone con un altro festival internazionale della città, il “Bergamo Film Meeting”, che nel pomeriggio della sua giornata conclusiva, domenica 17 marzo, proporrà prima (ore 15:15) la proiezione del film Sait-on jamais… (Un colpo da due miliardi) di Roger Vadim, con le musiche di John Lewis e del Modern Jazz Quartet, e poi (alle 17:30) la sonorizzazione da parte del pianista Massimo Colombo di Ich möchte kein Mann sein (Non vorrei essere un uomo), film del 1918 diretto dal tedesco Ernst Lubitsch. Sempre in tema di jazz e cinema, la sera di mercoledì 20 marzo (ore 21:00) si potrà assistere alla proiezione di Lovano Supreme, sentito omaggio al direttore artistico di Bergamo Jazz firmato dal regista Franco Maresco, presentato con successo alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Locarno. Per quanto riguarda invece la fotografia, gli spazi del Donizetti Studio ospiteranno, dal 19 al 24 marzo, una selezione di immagini realizzate dal bergamasco Fabio Gamba, scomparso lo scorso anno, e riunite sotto il suggestivo titolo “Another Kind of Blue”. Infine, il binomio danza contemporanea e jazz sarà al centro della performance “Mercurio”, ideata dalla coreografa e danzatrice Luna Cenere e dal sassofonista e compositore Antonio Raia, la cui prima rappresentazione nazionale avverrà il 14 giugno (Monastero del Carmine) nell’ambito del Festival Danza Estate.



Alla manifestazione non potevano mancare infine gli incontri rivolti agli allievi delle scuole primarie e secondarie, gestiti anche quest’anno dal CDpM – Centro Didattico produzione Musica Europe. Nelle mattinate dal 19 al 21 marzo gli allievi delle scuole secondarie verranno introdotti alla musica di grandi maestri del jazz – da Louis Armstrong a Miles Davis, da Charlie Parker a Thelonious Monk e Dizzy Gillespie – da un gruppo formato dal pianista Claudio Angeleri, che proporrà anche le sue composizioni, il trombettista Emilio Soana, il sassofonista Gabriele Comeglio, il bassista Marco Esposito e il batterista Matteo Milesi, con interventi del musicologo Maurizio Franco. Nella mattina di lunedì 25 invece toccherà ai più piccoli farsi trasportare nel magico mondo del jazz, grazie alle musiche di celebri cartoni animati della Disney, in compagnia di un ensemble strumentale e del Coro Gospel della Scuola primaria dell’IC Santa Lucia di Bergamo diretto da Gabriele Capitanio.

In conclusione, la vasta programmazione del Bergamo Jazz Festival 2024 incarna appieno la seguente dichiarazione del suo direttore artistico Joe Lovano: « […] Tutti gli artisti presenti nel programma del Bergamo Jazz Festival 2024 vivono nel presente per proiettarsi verso il futuro, ognuno a modo suo». 
Una rassegna quindi caratterizzata dal “qui e ora”, alla ricerca di quell’essenza che solo la musica jazz sa offrire, abbracciando inoltre tutte le forme più belle dell’arte, nella piena valorizzazione della città lombarda.

(a cura di Andrea Parente)

INFO

www.teatrodonizetti.it

 

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