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What Is There To Say</br>Intervista a Chiara Pancaldi

What Is There To Say
Intervista a Chiara Pancaldi

13 febbraio 2018

Abbiamo intervistato Chiara Pancaldi in occasione dell’uscita del suo terzo album “What Is There To Say”, pubblicato dalla Challenge.

Di Eugenio Mirti

Ci spieghi il significato del titolo?
Il titolo si riferisce al periodo molto positivo che sto vivendo, sia dal punto di vista personale sia da quello musicale; è una canzone che parla di cose positive: che altro si può dire che non godersi i momenti belli. Naturalmente si riferisce anche al brano di Harburg e Duke, e in particolare alla versione di Rachel Gould che me lo fece conoscere e amare.

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Come hai scelto i musicisti del disco?
Con Darryl Hall ci conosciamo da due anni, suoniamo anche in duo; la collaborazione con lui spazia in varie situazioni e siamo anche molto amici. Jeremy Pelt aveva già prodotto il mio ultimo disco disco, ci conosciamo da più di dieci anni, l’ho sempre definito il mio spacciatore musicale perché mi ha fatto conoscere molte cantanti, così ho pensato di coinvolgerlo come ospite in un brano. Il rapporto con Kirk Lightsey è nato casualmente, lo conoscevo come musicista e quello con lui è stato un incontro fulminante molto forte e molto bello, che si verificò per una serie di concerti. La partecipazione di Laurent Maur all’armonica in un brano è stata casuale: stava mixando il suo disco nello stesso studio,  Darryl conosceva entrambi e così si è lasciato coinvolgere.

Sei molto conosciuta anche all’estero, una vera bandiera del canto jazz italiano. Come vivi questa esperienza?
Con grande gioia, semplicemente canto questa musica in maniera sincera e onesta, con una certa attenzione e dedizione. Cerco di approfondire e studiare il senso della musica: quando questo ha dei riscontri e riconoscimenti mi rende felice.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Continuare sempre di più a fare quello che faccio e collaborare con persone che mi arricchiscono; il mio sogno è quello di pubblicare un lavoro di miei brani visto, che ho sempre continuato a scrivere.

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