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Tolfa Jazz</br> Intervista ad Alessio Ligi

Tolfa Jazz
Intervista ad Alessio Ligi

14 luglio 2017

Unico evento nazionale dedicato a New Orleans, il Tolfa Jazz è un festival dall’atmosfera festosa, coinvolgente, popolare e – con l’ingresso gratuito – aperto a tutti. Questo è, da sempre, lo spirito del festival Tolfa Jazz che quest’anno festeggia l’8a edizione dal 21 al 23 luglio nella suggestiva Città di Tolfa (Rm), divenuto oramai un conclamato crocevia di artisti, musica e grandi fermenti culturali.Abbiamo intervistato il Direttore Artistico, Alessio Ligi.

Di Luciano Vanni

Qual è la logica di Tolfa Jazz?
Si tratta di
un evento pensato per tutti: vivace, creativo e popolare; lo scopo è far diventare performer e pubblico una cosa sola, uniti dalla musica, danza, fotografia, artigianato, pittura, visite guidate, enogastronomia. Altra caratteristica è il “Jazz per Bambini” con lo scopo di coinvolgere i più piccoli all’evento in modo divertente e con un linguaggio adeguato; l’attesa più grande è per la “Disney Street Parade” dedicata agli “Aristogatti” dove i protagonisti saranno proprio i bambini. Tolfa Jazz è partner di “SUSAN G.KOMEN ITALIA”, associazione onlus che dal 2000 opera nella lotta ai tumori al seno. Attraverso varie iniziative vengono raccolti fondi per la ricerca.

Come avete selezionato gli artisti?
La selezione degli artisti è un processo che dura da tanti anni, in Italia e soprattutto all’estero. Ci siamo recati diverse volte a vari Festival che rispecchiano la nostra idea di “musica”, in particolare il “French Quarter Fest” di New Orleans, ”Ascona Jazz Festival”, “Porretta Soul Festival”. Sono realtà molto importanti che abbiamo preso come modello; questo ci ha permesso di entrare in contatto diretto sia con gli organizzatori sia con gli artisti che partecipano.

Cosa metterete in scena?
Durante i tre giorni metteremo in scena una “quadro” della nostra idea: Tolfa che fa da scenario a New Orleans, tradizioni, culture, storie che si mischiano, che convivono e si completano. Concerti, parate, arte, danza, enogastronomia sono solamente alcuni aspetti di questa unione.
La particolarità sono le parate in stile “mardi gras” di New Orleans: Tolfa in questi tre giorni si colorerà di verde, giallo e viola, ogni vicolo e piazza sarà invasa da musica e attrattive; espressività e fantasia creeranno un continuo scambio tra innovazione e tradizione.

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Quali sono le novità di questa edizione?
Le novità sono rappresentate in primis dal concetto di “Tolfa Jazz”: un festival sempre più coinvolgente e da vivere. La più importante è far vivere questa esperienza ai bambini con un linguaggio adeguato, per questo è stata scelta la rappresentazione degli “Aristogatti – tutti quanti voglion fare jazz” dove i più piccoli saranno i veri protagonisti e non solo spettatori. Altra novità è rappresentata da Note “Arte”: le diverse forme d’arte si incontreranno in una esposizione collettiva.Per la prima volta ci sarà uno spazio dedicato all’arte del “Burlesque” e per finire la birra artigianale “Tolfa Jazz” firmata Eternalcity Brewing.

Cosa significa essere promoter?
Sognare ad occhi aperti, vedere la realtà con occhi diversi, emozionarsi, essere coinvolto a 360° in tutto quello che si progetta e realizza; tutto questo porta ad avere tantissima energia e di conseguenza trasmetterla agli altri. Uuna posizione che porta a fare tantissime esperienze, allargare i propri orizzonti, vedere nuove opportunità di crescita. Significa anche stare a stretto contatto con il territorio e soprattutto con la comunità, ascoltare le storie dei cittadini e condividere con loro nuovi linguaggi, valori e passioni.
Essere promoter del “Tolfa Jazz” mi fa sentire una persona migliore con la convinzione di fare bene.

Quali obiettivi sociali, culturali e artistici ti sei posto?
Il primo obiettivo è coinvolgere l’intera comunità in questa esperienza, sia nella fase di preparazione sia nella realizzazione; il Tolfa Jazz è una storia che racconta tutti. Gli obiettivi sono sempre di coinvolgere tutte le categorie di pubblico e farli sentire parte attiva di un qualcosa di bello e positivo. Gli obiettivi culturali sono quelli di far conoscere attraverso il Tolfa Jazz nuove culture, rivitalizzare le vere tradizioni, far scoprire nuovi linguaggi e creare nuove passioni, creare opportunità di turismo culturale e formare un nuovo patrimonio artistico.
A livello artistico l’obiettivo è quello di creare nuovo pubblico tra i giovani, fargli vivere le diverse esperienze, renderli protagonisti al fine di creare in loro la giusta passione affinché diventino i veri protagonisti del domani.

Come è cambiato il tuo mestiere nel corso degli anni?
Inizialmente ho concepito il Tolfa Jazz come un festival, una tre giorni di musica e poco altro. Negli anni è diventato la mia passione più grande, un lungo “viaggio” in compagnia di Egidio Marcari e Fabrizio Sciarochi. Da organizzatori di festival siamo diventati promoter cambiando radicalmente le nostre vite.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Armstrong e New Orleans… è il mio sogno di bambino che non si è mai spento. Vedo che adesso a sognare non sono più solo; tutto questo si sta realizzando con il “Tolfa Jazz”.