Il jazz nei licei musicali<br/>Intervista a Stefano Luigi Mangia

Il jazz nei licei musicali
Intervista a Stefano Luigi Mangia

16 maggio 2018

La petizione del Coordinamento Nazionale per il ripristino dei corsi Jazz nei Licei Musicali 

Il Coordinamento Nazionale per il ripristino dei corsi Jazz nei Licei Musicali è un comitato guidato da Stefano Luigi Mangia, Adriana Isoardi e Alfina Scorza: abbiamo intervistato Stefano.

Di Eugenio Mirti

Che cos’è il Coordinamento Nazionale per il ripristino dei corsi Jazz nei Licei Musicali?
È un coordinamento che raccoglie tutti i docenti di jazz dei licei musicali esclusi dall’insegnamento. Abbiamo realizzato una petizione a cui hanno aderito insegnanti, coordinatori dei dipartimenti di jazz dei Conservatori, musicisti e musicologi.

Questo perché la situazione nei licei musicali in questo momento prevede soltanto l’insegnamento degli strumenti con il programma ad indirizzo classico, mentre fino a due anni fa c’erano anche quelli ad indirizzo jazzistico. Il Ministero dell’Istruzione, non avendo creato (con il DPR 19 del 2016) le sottoclassi di concorso specifiche per gli strumenti jazz, ne ha causato l’esclusione dall’insegnamento, tagliando fuori anche i relativi docenti.

Tutto ciò è ricaduto, inevitabilmente, sugli studenti, che sono stati “riorientati” verso il classico: chi studiava canto jazz, ora studia canto lirico o, ancora peggio, un repertorio misto (lirico, jazz, pop, soul, rock), ma con un insegnante formato esclusivamente sul belcanto.

La vostra petizione cosa chiede?
Chiede al Ministro Bussetti di fare un’integrazione del decreto affinché possano essere aggiornate le classi di concorso e introdotte quelle specifiche per il Jazz. Ovviamente le tecniche strumentali ed esecutive sono completamente diverse e, se la situazione non verrà in qualche modo sanata, gli studenti interessati non avranno le competenze adeguate per superare gli esami di ammissione al conservatorio e soprattutto non conosceranno le prassi esecutive e le tecniche dell’improvvisazione. A tal proposito abbiamo anche fatto redigere da Stefano Zenni un “Consulto Tecnico”, sottoscritto poi da alcuni fra i più autorevoli esperti di Jazz (L. Onori, L. Bragalini, C. Sessa, etc…), ed anche loro si sono espressi a nostro favore.

Come ha risposto il Ministro?
Al Question Time ha espresso un concetto opposto a quanto da noi richiesto: non vuole istituire le classi di concorso in quanto ritiene che un Liceo Musicale debba formare gli studenti nella sua genericità, mentre il jazz è, a suo dire, una specificità circoscritta ad un solo periodo storico, quindi degno di poca nota.

Personalmente, invece, ritengo che questa tesi sia un errore culturale, oltre che concettuale, gravissimo e senza precedenti, che lede irrimediabilmente la formazione della filiera degli studi musicali. Il Ministro Bussetti si dichiara soltanto favorevole ad includerci nella stessa classe di concorso di chi possiede un diploma ad indirizzo classico senza alcuna distinzione e rispetto per entrambe le categorie di docenti (sarebbe a dire per esempio: nessuna differenza fra chi è laureato in lingue europee e chi in lingue orientali). Ma questo è un minestrone che non ha alcun carattere professionalizzante soprattutto in vista dell’imminente concorso nel quale, se le cose andranno nella disdicevole direzione attuale, il cantante jazz dovrà essere esaminato su un programma classico ed insegnare poi tali contenuti. A riguardo insisto col dire che ciò lede la dignità di entrambe le categorie di musicisti-educatori, nonché la formazione degli studenti.

Da chi può essere firmata la petizione?
La petizione (che si puù trovare qui) si rivolge a tutti coloro che credono che la formazione di base possa essere differenziata già dai primi anni di studio dei Licei Musicali affinché il percorso formativo sia “armonizzato” con l’Alta Formazione Artistico Musicale.

Preciso che la nostra proposta non vuole andare a scapito dei percorsi classici, ma chiediamo solo di ampliare l’offerta formativa. C’è anche un aspetto da mettere in risalto: l’attuale situazione ha depotenziato e discriminato la spendibilità dei Diplomi Afam ad indirizzo Jazz: “laurearsi” in jazz non ha lo stesso valore e prospettive professionali di una laurea in strumento classico.

Pertanto, speriamo nel sostegno di numerosi artisti i quali possono contattarci e firmare per la causa; infine chiediamo l’appoggio dei direttori dei conservatori affinché portino la petizione all’interno della conferenza dei direttori dei conservatori e votino una mozione a nostro favore.

© Jazzit 2019

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