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Soriansky meets…
Nora Lux
Di Paolo Soriani

Soriansky meets… <br />Nora Lux <br />Di Paolo Soriani

25 settembre 2017

Soriansky meets… JazzIt Fest #5 – Feltre 2017

Un angolo con delle tende di velluto nero, un divano Chesterfield trovato all’ingresso di Palazzo Guarnieri; il tempo di sistemare le luci, decidere insieme a Simona (Scalas) come organizzare il set, e il progetto Soriansky Meets è pronto per incontrare gli artisti presenti alla quinta edizione del JazzIt Fest. Quest’anno abbiamo percorso più di 500Km, ma Feltre è un gioiello, luogo perfetto per creare un polo creativo e di aggregazione per decine e decine di artisti e di operatori del settore.
Non abbiamo programmi, niente di predefinito. La sfida, come sempre, è di riuscire a costruire un momento di intimità, un gioco dove chi è fotografato diventi parte attiva e propositiva e offra una immagine inedita e al contempo non convenzionale. Il tempo è tiranno, non è facile in più o meno mezz’ora riuscire a “scardinare”  l’apparenza precostituita che tutti abbiamo di noi stessi. Poi  ovviamente trovi chi è un attore nato, o ha una faccia che tanto basta, ma alla fine dei tre giorni tutti mi hanno dato qualcosa, e forse qualcosa hanno ricevuto. Qualcuno si scoprirà in una prospettiva inusuale, altri si com-piaceranno o si dis-piaceranno.
Ma nessuno troverà queste immagini statiche o inespressive. Perché nello sguardo, nella postura, ognuno di loro, per un momento, ha lasciato cadere il velo del pudore e si è mostrato.
Grazie dunque a chi è venuto e ha lasciato un segno del suo passaggio. Questo è stato Soriansky Meets JazzIt Fest.

Ringrazio Luciano per la disponibilità, Fiammetta per avermi seguito e supportato, Simona, Annapaola e Paolo per essere stati i miei angeli custodi. E tutti coloro che ho incontrato.

Di Paolo Soriani

Avevo sentito parlare di Nora Lux nel contesto dell’arte contemporanea per le sue performance nelle gallerie d’arte. Performer, ma anche fotografa di se stessa, forse incuriosita dal mio set accetta di farsi riprendere con il suo grande tamburo a cornice, che usa per evocare riti sciamanici. Mi ha colpito subito la sua pelle diafana e i suoi capelli rossi. Potrebbe essere uscita da un quadro rinascimentale, un personaggio del Pontormo. Ho avvertito subito che dentro quella donna c’era una energia tellurica pronta ad esplodere in qualsiasi momento  Ci siamo studiati per qualche minuto; poi siamo entrati in sintonia, e tutto è avvenuto come in una trance. Solo dopo mi ha confessato che ero il primo fotografo che la fotografava nella sua veste di artista.

 

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