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Sikania</br>Intervista a Daniela Spalletta e Giovanni Mazzarino

Sikania
Intervista a Daniela Spalletta e Giovanni Mazzarino

18 gennaio 2017

Si intitola “Sikania” il nuovo album realizzato da Daniela Spalletta e Giovanni Mazzarino, edito dall’etichetta Jazzy Records, e dedicato alla Sicilia. Li abbiamo intervistati.

Di Eugenio Mirti

Come è nato questo progetto in duo?
Daniela Spalletta / Ho conosciuto Giovanni una decina d’anni fa, divenne presto mio maestro e sin da subito ebbi la sensazione che avrei imparato molte cose da lui. C’è un episodio in particolare che mi fa piacere raccontare, perché è rimasto fotografato nella mia mente per la forza delle emozioni ad esso connesse. Era il 2009, assistevo all’apertura del primo concerto di un festival unico, che ha tenuto molti giovani musicisti siciliani a battesimo, Piazza Jazz, diretto proprio da Giovanni a Piazza Armerina. C’era così tanta gente, energia e curiosità, sia degli addetti ai lavori che degli appassionati. A un certo punto, il pubblico si sedette e partì in diffusione un brano di Giovanni, a commentare la proiezione di immagini della Sicilia: ne rimasi folgorata e irresistibilmente cominciai a piangere. Quando, il giorno dopo, gli raccontai quello che mi era accaduto, lui mi rispose: “Allora scrivici un testo e poi lo canti!”. Quell’idea rimase evidentemente a vagare nell’aria, fino a quando, un paio di anni fa, mi propose di scrivere dei testi in siciliano su alcuni suoi brani, ispirati e dedicati alla nostra isola. Ero felice, la musica di Giovanni è intensa, ha una forte e precisa personalità e i suoi brani, spesso molto complessi armonicamente, hanno melodie che sembrano nate apposta per essere cantate. Il primo brano a cui mi dedicai fu Habibti – Mio Sangue: era quello che avevo ascoltato quella sera e che tanto mi aveva suggestionato; il resto del lavoro ha richiesto tempo, ricerca fonetica e linguistica e mi ha dato tantissimo, soprattutto in termini di crescita umana; è stato come fare un viaggio ancestrale, negli abissi della mia sicilianità.

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Giovanni, come hai scritto i brani?
Giovanni Mazzarino / La direzione compositiva attraverso la quale scrivo la mia musica è ormai abbastanza nota: ricerco l’efficacia della nota da un punto di vista ritmico – melodico, che sia in assoluta compatibilità con l’armonia che segue invece un percorso naturale di attrazione, esaltando pertanto la cantabilità. Ritengo questa modalità di ricerca molto interessante in quanto offre tante possibilità di colori, dinamiche e sapori sonori.

Perché avete scelto il siciliano e un album sulla Sicilia?
Daniela Spalletta / La lingua siciliana è straordinariamente varia e ricca, un’esplosione orgiastica di suoni, colori, suggestioni, contraddizioni, immagini. Esattamente come il suo popolo, ha mantenuto così tante tracce delle sue dominazioni e innumerevoli sono le influenze che ha assorbito: araba, franco-normanna, greca, gallica, catalana, castigliana etc. Ha concetti, inflessioni, espressioni idiomatiche, parole spesso intraducibili in italiano. Com’è dunque possibile parlare esaurientemente di Sicilia senza usare il siciliano? Se poi si tratta di scrivere liriche per una musica tanto densa di mediterraneità, a maggior ragione ricorrere a questa lingua diventa quasi un’esigenza, più che una scelta. Naturalmente  molti fra brani del disco, in particolare quelli più prossimi all’ambito stilistico del jazz americano, potrebbero facilmente essere cantati in inglese e assumere altri colori; quelli più cameristici, invece, potrebbero avere un testo in italiano… senza dubbio “funzionerebbero” ugualmente, perché quella musica è compiuta e definita, ma ugualmente, secondo me, continuerebbero a parlare di Sicilia, perché la Sicilia è nel loro autore. Penso dunque che l’idea della lingua siciliana fosse già inscritta in questa musica; il coraggio di sceglierla, invece, è stato il giusto compimento di una visione etica, prima ancora che estetica.

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Come avete scelto i musicisti coinvolti?
Giovanni Mazzarino / Uno dei motivi per cui una relazione, a qualunque livello, possa risultare profonda e soprattutto duratura, sta nell’avere compatibilità assoluta in termini di sensibilità e di raggiungimento di obiettivi, che non saranno mai come quelli di una multinazionale, ma legati profondamente a ciò che ti fa star bene, che ti rende sereno, che offre la possibilità di darti, aprirti, poterti esprimere al meglio senza timore, ma con grande rispetto! Insomma radici comuni intellettuali e musicali costituiscono il parametro per la scelta dei musicisti all’interno di una progettualità artistica. I musicisti presenti all’interno di “Sikania” rispondono perfettamente a questa idea di condivisione e offerta di qualità.

Presenterete l’album live?
Daniela Spalletta / La presentazione ufficiale si terrà lunedì 22 Gennaio presso lo ShowRoom milanese della Fazioli Pianoforti, un concerto molto speciale, su invito, riservato a sole 80 persone. Dopodiché partiremo per un breve tour promozionale che toccherà Verona, Udine e Bolzano.

Questa esperienza proseguirà con altri lavori?
“Sikania” è appena venuto al mondo e mi auguro che possa fare una bella strada. Dopo l’esperienza di questo disco, così intenso e geograficamente vicino, mi piacerebbe molto, ad esempio, tornare un po’ “alle origini” del mio percorso musicale, magari con un disco di standard americani. E con chi, se non con Giovanni?!

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