Ultime News
Sergio Pasquandrea <br/>L’intervista a Bill Frisell <br/>Oldies But Goldies
Photo Credit To Luca Vantusso

Sergio Pasquandrea
L’intervista a Bill Frisell
Oldies But Goldies

22 ottobre 2019

In occasione dell’uscita di “Disfarmer” Sergio Pasquandrea intervistò Bill Frisell per Jazzit n. 56

Com’è nata l’idea di dedicare un disco alle fotografie di Mike Disfamer?
L’idea è nata molti anni fa – non ricordo quanti di preciso, ma credo almeno dieci – quando il mio amico Chuck Helm, direttore del Wexner Center for the Arts di Columbus, Ohio, mi parlò di Mike Disfarmer e mi mostrò un suo libro di fotografie. La sua intenzione era di trarne un progetto musicale, così cominciammo a parlarne, e l’idea si ripresentò più volte nel corso degli anni, prima di realizzarsi.

Come vengono proiettate le fotografie durante i concerti?
Abbiamo due schermi, ciascuno diviso in tre parti, quindi ci sono sei immagini contemporaneamente che cambiano e si alternano.

Questo disco può considerarsi l’ultimo capitolo di una lunga esplorazione sulle radici folkloriche della musica americana che lei conduce ormai da molti anni. Come è nata questa idea?
È stato naturale, un modo per ricercare il luogo dal quale provengo. Nella mia vita ho ascoltato molta musica – jazz, rock, folk -, ma arriva un momento in cui ti devi guardare indietro, devi andare in cerca dell’origine. Credo sia proprio questo che ho tentato di fare: rafforzare le fondamenta, tornare alle basi su cui poi costruire il futuro.

In questo disco torna anche il suo interesse tra la musica e le arti visive.
Pensare alle immagini mi allontana dai territori in cui sono più a mio agio, mi fa uscire fuori dalla comfort zone. Non si tratta soltanto di scrivere “musica descrittiva”, ma soprattutto di far venire fuori musica alla quale non avrei mai pensato altrimenti.

L’intervista integrale su Jazzit n. 56 che si può acquistare qui.

img

© Jazzit 2019