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Sen Am</br>Intervista a Duval Timothy

Sen Am
Intervista a Duval Timothy

6 febbraio 2018

Abbiamo intervistato Duval Timothy, un artista eclettico che coniuga scultura, cucina, musica, video e molto altro, in occasione dell’uscita del suo ultimo disco,Sen Am”.

Di Eugenio Mirti

Sei pittore, musicista, fotografo, scultore, designer, cuoco, videomaker e stilista: qual è il senso di essere artisti oggi? Perché scegliere la varietà e non la specializzazione?
Considero ogni disciplina come uno strumento per creare; la tecnica di ognuna può essere differente dalle altre in molti modi, ma dal punto di creativo il mio approccio è sempre uguale.

Che differenze ci sono tra “Sen Am” e i tuoi dischi precedenti?
“Sen Am” è il più personale che ho realizzato; quando lo stavo preparando mi sono concentrato sul raccontare delle storie con la musica, in quel senso è quasi cinematografico. I miei due album precedenti, “Brown Loop” e “Dukobanti”, erano costruiti con brani che erano essenzialmente esplorazioni nel mondo della musica e della composizione.

Sembra che utilizzi più approcci nel comporre: tracce in pianoforte solo, brani costruiti con loop, composizioni elettroniche nel senso più ampio: come hai sviluppato queste modalità?
Alcune tracce sono costruite a partire da dei campioni registrati con Whatsapp: in quel caso compongo il brano a partire dai frammenti, un processo creativo nuovo per me. Altre volte parto da un’idea che sviluppo con la mano sinistra, trovo gli accordi e una base lavoro su quella struttura, per poi eliminare accordi e base in maniera di poter progredire da una struttura semplice a qualcosa di più denso e stratificato. Il processo è un ciclo caratterizzato dal costruire per poi eliminare quasi tutto.

Internet e la musica: un dono o una maledizione?
Un dono, ma mi rendo conto che non è l’utopia che ci viene spesso raccontata. Può essere difficile bilanciare il consumo dei contenuti senza permettere a quello che si fa di conformarsi a tutto il resto. Inoltre l’accesso a quello che esiste sul web è fortemente mirato e ghettizzato. Molti siti perpetuano lo stesso messaggio, e così tutto diventa conforme e omogeneo. Quindi da una parte ci sono tantissimi contenuti, dall’altra probabilmente il modo migliore per cercarli è quello di comunicare con le persone nella vita reale.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto lavorando a nuova musica per altri artisti, disegnando una nuova linea di abiti e ceramiche, e sto lavorando a nuovi video.

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