Savana Funk </br>Intervista ad Aldo Betto

Savana Funk
Intervista ad Aldo Betto

18 aprile 2017

Aldo Betto è un brillantissimo chitarrista emiliano che abbiamo intervistato in occasione dell’uscita di “Savana Funk”, album registrato insieme a Blake Franchetto e Youssef Ait Bouazza.

Di Eugenio Mirti

“Savana Funk” è il vostro secondo album: come vi siete conosciuti?
Ci siamo incontrati nel 2015 a Bologna, dove viviamo, in occasione di una jam session. C’è stato un bel feeling, ed è scattata la magia, quella bella comunicazione che capita a volte quando si suona insieme.

Quali sono le differenze tra i due dischi?
La differenza è che nel primo disco la maggior parte delle idee e composizioni arrivava da me, mentre in questo secondo lavoro il processo è stato più collettivo, sia dal punto di vista delle composizioni che da quello degli arrangiamenti.

La vostra musica è caratterizzata da una miscela di vari generi. Una scelta abbastanza inusuale: perché?
Di base sono curioso, mi piace la musica nel senso più ampio possibile, e quando suono mi piace variare, anche se forse commercialmente sarebbe meglio incanalare gli sforzi in un genere ben preciso. Ci sono tanti riferimenti nella nostra visione musicale: il funk, la musica inglese, il blues con il suo approccio primitivo e minimale, Brad Mehldau… ci piace suonare musica che per noi risulti sincera, detto in poche parole.

Definisci “Savana Funk” in tre aggettivi.
Migrante, colorato e magmatico.

Quali sono i tui prossimi progetti?
Portare il disco in giro: abbiamo giàfissato molti concerti, e poi continuare la mia attività di turnista, è davvero un ottimo momento.

 

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