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Photo Credit To Matteo Ianni Palarchio

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Intervista ai Talknoise

14 novembre 2018

I Talknoise sono un insolito duo formato da Ernesto Orrico alla voce e Massimo Garritano alla chitarra, che ha appena pubblicato l’album s/t per Manitù; abbiamo intervistato Garritano.

Di Eugenio Mirti

Come nascono i Talknoise?
Conosco Ernesto da tanto. Ci siamo inseguiti per anni e nel 2016 si presentò la reale occasione di collaborare: mi chiese di comporre le musiche per un suo spettacolo teatrale “La Mia Idea. Memoria di Joe Zangara”, storia dell’anarchico che nel 1933 venne giustiziato a seguito di un fallito attentato ai danni dell’allora Presidente americano. In quel lavoro la voce di Ernesto ha incontrato due tra gli strumenti acustici che uso, il bouzuki e la chitarra dobro, producendosi in un continuo dialogo tra echi mediterranei e americani. A seguito di quella bellissima esperienza, con la quale siamo stati invitati due volte al festival InScena Theater che si tiene a New York, abbiamo pensato di sperimentare attaccandoci all’elettricità. Da qui l’idea che poi è diventata Talknoise. Il dialogo continua ma stavolta è più performance/concerto.

Cosa vuol dire il titolo del disco?
Il titolo eponimo vuole rimandare al concetto di parola fagocitata dal rumore. Ascoltando attentamente sono evidenti i riferimenti alla incomunicabilità ed alla solitudine dell’uomo moderno. Come dice Ernesto durante i nostri live “viviamo nel rumore della comunicazione”.
Il sottotitolo “materia sonora non conforme” è un rimando al fatto che i nostri brani hanno riferimenti musicali molto variegati. Non conformi ad uno stile specifico seppur coerenti nella loro unicità.

Come lavorate a composizioni e arrangiamenti?
Solitamente Ernesto propone dei testi più o meno definitivi con delle idee di sonorità che vorrebbe io producessi. Si prova improvvisando, io con la mia attrezzatura fatta di chitarra elettrica, oggetti, pedali vari e loop machine che gestisco in tempo reale.
Il mio approccio compositivo è volto alla valorizzazione del testo ed in questo lavoro ogni colore timbrico scelto è frutto di un elaborato processo psichico.

Vi definite “un flusso sonoro alimentato da chitarre rumorose, melodie spezzate e frammenti di pura improvvisazione, una sorta di recitativo in jazz, una specie di parlato in punk, inteso come ricerca della verità, dell’immediatezza, della frontalità”. Ricerca della verità in che senso?
Come dicevo prima, si parte dall’improvvisazione estemporanea. Personalmente sono anni che pratico questa “disciplina”. Mi piace definirla così. Nei miei live in solo inserisco sempre, da sempre, momenti di libera improvvisazione ed ho anche fatto concerti interamente improvvisati.
Con Ernesto abbiamo voluto mantenere questo approccio sia in studio – il disco è stato registrato dal vivo con non più di tre takes a brano – che dal vivo. Le mie partiture, scaturite da piccoli appunti musicali che successivamente alla registrazione ho trasferito su carta seguendo il metodo caro a Joe Zawinul, sono un misto di notazione e scrittura informale. Anche nella libera improvvisazione tendo sempre a dare una forma compiuta.

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Cosa è la musica (e il jazz) oggi?
Un linguaggio universale che spesso non viene ascoltato. La storia del jazz ci insegna che questa musica ha bisogno di continua linfa, di commistioni, di non rinchiudersi in steccati. Io amo e vivo l’improvvisazione, estemporanea e più formale, e vorrei ci fosse sempre un’energia vitale, uno sforzo a spingersi verso territori meno consueti.
Mi capita di osservare tanti palinsesti di festival prestigiosi e riscontro una certa ritrosia a proporre progetti un po’ più trasversali; si dovrebbe aver meno timore che il pubblico possa non comprendere, perché credo ci sia tanta gente disposta a lasciarsi stuzzicare da proposte musicali “scomode” come potrebbe essere Talknoise, ad esempio.

Presenterete il disco live?
Si, abbiamo già effettuato alcuni live in festival al sud ed un concerto ufficiale al Teatro dell’Acquario di Cosenza il 28 ottobre scorso. Stiamo lavorando, al momento in maniera indipendente, all’organizzazione di concerti in giro per l’Italia.

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Come Talknoise sicuramente continuare con l’attività live. C’è interesse intorno al nostro progetto e testate giornalistiche prestigiose ne hanno parlato bene. Inoltre a breve uscirà il video ufficiale dei “PPP” ad opera di Raffaele Cimino che ha curato anche la copertina del disco. Probabilmente voleremo a New York per alcune esibizioni.Inoltre con Ernesto stiamo pensando ad un secondo disco.
Separatamente lui continua la sua intensa attività di attore teatrale ed io dovrei registrare il mio secondo disco in solo nel quale imbraccerò nuovamente gli strumenti acustici. Però sull’onda emotiva dei live degli ultimi tempi sto pensando anche ad un’incisione di “instant compositions” circondato da elettricità… seguiamo il flusso degli eventi.