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Round Midnight Jazz Club</br>Intervista a Giovanni Penna

Round Midnight Jazz Club
Intervista a Giovanni Penna

21 febbraio 2017

Il Round Midnight Jazz Club è situato a Fisciano ed è nato nel 2001 per iniziativa di Giovanni Penna, che abbiamo intervistato. Buona lettura.

Di Eugenio Mirti

Partiamo da una presentazione veloce del tuo club: data di nascita, caratteristiche e pubblico.
Il Round Midnight  Jazz Club nasce nel 2001, dopo qualche anno dal mio trasferimento per motivi di lavoro da Palermo alla Campania; strutturalmente è una antica cantina di un casale rurale del ‘700, anche se nel periodo estivo i concerti si svolgono nel cortile del palazzo. Il club  nasce come Associazione Culturale senza scopo di lucro e ha come obiettivo principale quello di promuovere e diffondere la musica jazz. Il pubblico è rappresentato sia da appassionati  della musica live in generale sia da appassionati di jazz e comprende tutte le fasce dì età, tutti i ceti sociali e anche gli studenti della vicina Università di Fisciano. Una “piccola” nota negativa riguarda invece la scarsa partecipazione ai concerti (anche a quelli più importanti) da parte dei musicisti che, a parte qualche eccezione, non considerano il fatto  che contribuire in qualche modo a manterenere in vita posti come questo significa anche cercare di fare vivere la loro professione

Come è cambiato il tuo mestiere nel corso degli anni?
Non essendo quella di “gestore” la mia principale attività non saprei rispondere alla domanda su come è cambiato il “mestiere” nel corso degli anni, ma posso dire che è cambiato il mio approccio nei confronti delle aspettative relative a questo lavoro. Quindi niente più gruppi che propongono pseudo progetti per poi venire a fare jam session, largo ai giovani e solo (spero) ottima musica. Non avendo molto tempo disponibile a causa della mia principale attività lavorativa, posso dedicarmi alla organizzazione dei concerti ed alla apertura del locale solo nelle serate di sabato ma spero prossimamente di potere aumentare la frequenza.

Cosa significa essere promoter musicali?
Personalmente faccio grandi sforzi per cercare di andare avanti, pur non ritenendomi un “promoter musicale” in senso stretto. Il pubblico è ondivago e l’offerta è piuttosto vasta, inoltre sembra che sia praticamente impossibile fare sinergie con altri operatori del settore. I miei obiettivi sono da sempre stati molto chiari: cercare di fare avvicinare quante più persone possibile al jazz  nell’accezione più vasta possibile. I problemi nel mio caso sono quelli legati al fatto di essere locato in un piccolo centro: anche se facilmente raggiungibile, il club necessita di un pubblico che abbia davvero voglia di percorrere qualche chilometro per partecipare ai concerti.

In che stato economico versa la musica live in Italia, dal tuo punto di vista? Cosa funziona, e cosa non funziona? Cosa potrebbero fare di più le istituzioni pubbliche per sostenere la musica dal vivo nei club?
La musica live (parlo del jazz) in Italia è rappresentata in massima parte dai grandi concerti o dai festival che possono essere realizzati grazie a qualche sponsor illuminato e in alcuni casi con il supporto delle istituzioni locali. Per quanto riguarda il sostegno delle istituzioni pubbliche intese come Stato preferisco non rispondere: bisognerebbe prima inventarsi dei corsi di educazione culturale/musicale per i politici che lo rappresentano.

Quali sono i prossimi appuntamenti?
A breve, dopo i concerti che si sono già svolti in inverno, il Jazz Club partirà con la programmazione estiva che vedrà sicuramente la partecipazione di ottimi musicisti sia italiani che stranieri, come nella nostra ormai consolidata tradizione.

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