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Bring It On <br/> Intervista a Roberta Gentile

Bring It On
Intervista a Roberta Gentile

8 marzo 2019

Roberta Gentile, di cui abbiamo recentemente ospitato il reportage del bel concerto al Blue Note di Milano, ha da poco pubblicato il suo album “Bring It On”; l’abbiamo intervistata.

Di Eugenio Mirti

Come ti sei avvicinata al canto? e al jazz?
La musica è sempre stata presente nella mia infanzia, io e mia sorella eravamo iscritte in una scuola di musica dove io studiavo pianoforte classico e lei Violino. Siamo cresciute con i classici della Disney e facevo parte di un coro scolastico, la musica per noi era un modo per ‘giocare’! Il Jazz è arrivato qualche anno più tardi, mi ricordo che per caso la mia prima insegnante di canto, Patrizia Lomuscio, aveva un album di Ella Fitzgerald accanto alla tastiera che utilizzavamo per gli esercizi durante le lezioni, me lo diede per ascoltarlo e… prima o poi dovrò restituirglielo! Subito dopo mi sono iscritta al conservatorio di musica ’N. Piccinni’ di Bari nel corso di Canto Jazz.

Come scegli il repertorio da cantare? 
Solitamente scelgo semplicemente dei pezzi che mi piacciono particolarmente, a prescindere dal loro ‘genere musicale’.  C’è sempre modo di riarrangiarli per renderli ‘coerenti’ al sound del progetto. Ad esempio tra le mie cover ci sono pezzi dei Rolling Stones, Beatles, Amy, Donny Hathaway, Ronnie Jordan, Pino Daniele… e sono tutti pezzi molto diversi tra loro nella versione originale.

Come lavori a composizioni e arrangiamenti?
Dipende dal lavoro da fare; per le composizioni dei pezzi dell’album ho vissuto un’esperienza incredibile. Sono stata circa 3 settimane agli Hackney Studios di Londra, lo studio del mio produttore Bluey Maunick, il leader degli Incognito, e una settimana a Krabi Road Studios in Tailandia con dei musicisti bravissimi: Francesco Mendolia alla batteria, Matt Cooper alle tastiere, Francisco Sales e Bluey alla chitarra, Francis Hylton al Basso, Joao Caetano alle percussioni. Poi abbiamo registrato all’Angels Studio di Londra con un’Orchestra di 20 Archi diretta da Simon Hale, che ha lavorato con artisti come Jamiroquai, Bjork, Incognito, Sam Smith e tanti altri. Per me è come vivere un sogno ad occhi aperti, non vedo l’ora di farvi sentire l’album!

Per gli arrangiamenti delle cover si parte sempre da un’idea e grazie alla mia meravigliosa band tutto prende vita! Sono Paolo Raia alle Tastiere, Nicholas Celeghin alla Batteria, Elio Marrapodi alla Chitarra e Raffaele Trapasso al Basso. È un lavoro collettivo, passiamo molto tempo in studio, ascoltiamo il pezzo originale e condividiamo idee di sound. Abbiamo personalità molto differenti, ma molto complementari. Per quanto mi riguarda prendo sempre ispirazione dagli artisti che più adoro.. Hiatus Kaiyote, Tom Mish, Shorty, Amy, Lauryn Hill.. e tantissimi altri

Come scegli i musicisti che ti accompagnano?
Sicuramente oltre ad essere bravi musicisti devono essere delle belle persone con cui sia piacevole passare del tempo. È molto importante che ci sia sempre un clima di rispetto reciproco e soprattutto supporto!  Sul palco siamo tutti sulla stessa barca ed è necessario sostenersi a vicenda, ognuno ha i propri limiti e i propri punti di forza! Insieme siamo complementari e ci tiriamo su ogni volta.

Qual è il sogno che vorresti esaudire con una bacchetta magica?
I sogni sono davvero tantissimi; mi piacerebbe arrivare in America, Blue Note di New York; mi piacerebbe arrivare a San Remo; mi piacerebbe duettare con Gregory Porter!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Stiamo scrivendo il prossimo album: ci saranno delle collaborazioni interessanti.