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Parole e immagini per…
Pasquale Innarella
Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Parole e immagini per… </br>Pasquale Innarella </br>Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

21 agosto 2017

A Feltre, durante la quinta edizione del Jazzit Fest, in una bellissima sala di Palazzo Guarnieri abbiamo ascoltato i musicisti che sono venuti da noi a raccontarci i loro progetti.
Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di descrivere la musica, Daniela con le parole, Carlo con le immagini. E abbiamo creato per ognuno di loro uno scritto e due ritratti fotografici firmati.

Il testo non prevede un parere critico sulla musica descritta, le foto sono state scattate secondo i desideri degli artisti: ci siamo messi al servizio delle loro inclinazioni e dei loro desideri.
Questo è il risultato del nostro lavoro, che gli artisti potranno usare nei loro siti, come liner notes, come comunicato stampa, o comunque vorranno.

Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Comunicare emozioni, donare, dare e ricevere gioia, usare la propria musica come mezzo benefico per aiutare gli altri. Percepire il successo ottenuto non come plauso indistinto, danaro, o carisma. Per Pasquale Innarella il successo è l’appagamento di un bisogno tutt’altro che materiale, e prescinde dal vendere o meno il proprio lavoro. Successo è comunicare, entrare in contatto, elargire emozioni. Al di là di ogni logica di gara, di talent, di classifica, Pasquale Innarella rifugge da tutto ciò che rappresenti esclusione: l’arte è elemento vitale di bellezza, e non ammette vincitori o vinti. È ricchezza complessa, è infinita serie di possibilità, combinazioni, inclinazioni, si nutre di incontri, di accadimenti, di interesse per l’altro. È per questo che Pasquale Innarella insegna la musica prendendo i bambini dalle strade delle periferie romane. È per questo che un disco come il suo “Migrantes” è stato ispirato dal muoversi della gente in cerca di fortuna, che fossero prima i nostri emigranti, o che siano adesso i migranti che arrivano nel nostro paese dal mare. La musica per Pasquale Innarella è racconto dai mille linguaggi, che nascono da emozioni, speranze, condivisione e ricordi meravigliosi, come quello dell’incontro con Ornette Coleman ed altri grandi artisti. Ma anche come quello dell’appuntamento con un bambino che per la prima volta, curioso, in una strada di periferia, mette le mani su un sax.

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