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Parole e immagini per…
Francesco Cusa
Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Parole e immagini per… </br>Francesco Cusa  </br>Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

24 luglio 2017

A Feltre, durante la quinta edizione del Jazzit Fest, in una bellissima sala di Palazzo Guarnieri abbiamo ascoltato i musicisti che sono venuti da noi a raccontarci i loro progetti.
Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di descrivere la musica, Daniela con le parole, Carlo con le immagini. E abbiamo creato per ognuno di loro uno scritto e due ritratti fotografici firmati.

Il testo non prevede un parere critico sulla musica descritta, le foto sono state scattate secondo i desideri degli artisti: ci siamo messi al servizio delle loro inclinazioni e dei loro desideri.
Questo è il risultato del nostro lavoro, che gli artisti potranno usare nei loro siti, come liner notes, come comunicato stampa, o comunque vorranno.

Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Francesco Cusa

Siamo al JazzitFest, quinta edizione, a Feltre e Francesco Cusa arriva alla residenza creativa di Palazzo Guarnieri puntualissimo (i batteristi vanno a tempo, ma Cusa va a tempo anche nella vita). Nonostante siamo al terzo giorno di un’esperienza totalizzante e nonostante lui abbia suonato tantissimo è sorridente; si è speso in più di un progetto e in più di un’iniziativa, anche estemporanea, e lo aspetta ancora l’impegnativo concertone di chiusura in piazza la sera. Se è stanco, dissimula benissimo.
L’intento sarebbe quello di farmi raccontare un suo progetto: ma mi accorgo subito che non è possibile, perché Francesco Cusa ha ben più da raccontare. «Ultimamente lavoro con due progetti centrali. Uno è Francesco Cusa & The Assassins, e con questo ensemble siamo già al quarto cd, “Black Pocker”, registrato con un quartetto d’archi arrangiato da Duccio Bertini; è un po’ quello che definisco il centro delle mie composizioni. Ma c’è anche il mio FCT Trio con Simone Graziano al pianoforte e Gabriele Evangelista al contrabbasso: sta per uscire per Clean Feed Records un disco con Carlo Atti al sax, un vero genio, un mito, che sono riuscito a portare a registrare in studio, impresa fino ad ora praticamente impossibile».

Fatico a prendere appunti. Anche perché quando Francesco Cusa racconta, ti viene da interagire con lui, non da trascrivere pedissequamente le sue parole con gli occhi fissi sulla tastiera. Lo fermo, cerco di rimettermi in pari, ce la faccio, non voglio perdermi nulla. La pago, la mia resistenza ad usare un registratore, mi piace prendere appunti, mi sembra di partecipare di più.

«Insieme a questi è uscito il disco in duo con Enrico Merlin uscito per Kutmusic, ed è un omaggio a Frank Sinatra. Si intitola “Frank Sinapsi”, ed è una storia surreale, che racconta di Frank Sinatra che decide di tornare come alieno ed uccide chiunque incontri. Il CD è corredato da un fumetto con i disegni fantastici di Mattia Franceschini». I fumetti: ecco emergere l’altra anima di Francesco Cusa, quella narrante, che si mescola con la musica, ma prima «Uscirà il CD in duo con Gianni Lenoci per l’etichetta Amirani Records ed è appena uscito “The Machine 3” con Pierpalo Martino e Gianni Lenoci per l’etichetta Setola di Maiale».

Ed eccola, la scrittura. Cusa si illumina mentre parla, sorride, è un fiume in piena, ma un fiume in piena che è allo stesso tempo energico e appagato, non saprei in che altro modo descriverlo. «Musicalmente sono tante le cose che mi appassionano. Ma sto portando avanti anche la mia attività di scrittore: è appena uscito “Racconti Molesti” per Eris Editore, di Torino. I miei racconti sono illustrati dal fumettista Daniele La Placa, e le sue immagini sono fondamentali, Daniele riesce a cogliere l’anima di queste mie piccole storie. Si tratta del mio quarto libro dopo le due edizioni di “Novelle Crudeli” sempre per Eris e “Ridetti e Contraddetti” per Carthago. Qui al Jazzit Festival c’è stata la lettura di “Racconti Molesti” da parte del gruppo di Feltre Bizzarri Lettori: bellissima!».

Sto per chiudere questo incontro, beh, mi sembra che ci siamo detti tantissimo, ma dopo una pausa in cui stiamo parlando forse dell’acquazzone che ci ha sorpresi la mattina Francesco Cusa mi guarda e mi dice «I miei interessi ultimamente in realtà non sono né musicali né letterari, sono interessato al cinema. Vado al cinema in maniera compulsiva. Tra un concerto ed il cinema scelgo di andare al cinema, da solo, a vedere qualsiasi cosa. Mi piace l’atmosfera un po’ alienante del cinema da solo, ci vado per dimenticarmi di me stesso. Scrivo recensioni per due riviste cinematografiche: Lapis e Cultura Commestibile. Ho un progetto che ho chiamato Movie: sonorizzo con la batteria grandi classici del cinema muto, soprattutto Buster Keaton…». Ecco, si torna alla musica: si quadra il cerchio. Ci salutiamo, e già so che sono possibili almeno dieci altre interviste. A partire dal cinema, magari, per passare alla scrittura, poi alla musica e poi al cinema. O magari alla pittura chi lo sa. O possiamo parlare magari solo della passione che lo guida in tutto ciò che intraprende, e che è a monte di tutto.

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