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Parole e immagini per…
Deaf Kaki Chumpy
Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Parole e immagini per… </br>Deaf Kaki Chumpy  </br>Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

24 luglio 2017

A Feltre, durante la quinta edizione del Jazzit Fest, in una bellissima sala di Palazzo Guarnieri abbiamo ascoltato i musicisti che sono venuti da noi a raccontarci i loro progetti.

Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di descrivere la musica, Daniela con le parole, Carlo con le immagini. E abbiamo creato per ognuno di loro uno scritto e due ritratti fotografici firmati.
Il testo non prevede un parere critico sulla musica descritta, le foto sono state scattate secondo i desideri degli artisti: ci siamo messi al servizio delle loro inclinazioni e dei loro desideri.
Questo è il risultato del nostro lavoro, che gli artisti potranno usare nei loro siti, come liner notes, come comunicato stampa, o comunque vorranno.

Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Deaf Kaki Chumpy

Non capita spesso in questo particolare periodo di imbattersi in una band musicale di 18 elementi. Ma attenzione a non cadere nellerrore di considerare Deaf Kaki Chumpy una big band di concezione classica, in cui il direttore dallalto decide e gli altri eseguono. Deaf Kaki Chumpy è strutturata come collettivo di musicisti provenienti da tutta Italia, che si sono conosciuti ai Civici Corsi di Jazz a Milano, e che hanno voluto superare la concezione minimalistica del trio, del quartetto, al massimo del quintetto, che sembrava essere lunica proponibile soprattutto in questo particolare periodo storico. Dallottobre 2015 nasce una realtà musicale completamente nuova, sorta da un afflato coraggioso che ha portato ad una scelta difficile sotto tutti gli aspetti: mettere insieme un gruppo numeroso ma che perseguisse suoni e colori contemporanei. Che suonasse musica per lo più originale, o, se edita, rivisitata con stravolgimenti radicali. Che creasse un sound completamente nuovo. Che avesse un repertorio estremamente variegato: in un collettivo confluiscono le inclinazioni, la cultura e i gusti di ognuno. Tutti scelgono, tutti decidono, tutti propongono e danno il loro apporto.
L
originalità del suono è costruita su un organico certamente non convenzionale: una sezione di fiati importante (tre sax e due ottoni), quattro cantanti sia con ruolo di solisti che armonizzati; due chitarristi, due tastieristi che perseguono suoni sia acustici che elettronici; due batteristi, uno dei quali si dedica allelettronica; due percussionisti; un jolly che oltre che cantante è anche flautista e percussionista; un basso elettrico.
I brani del CD appena uscito a loro nome sono concepiti come storie che si evincono dal testo, ma anche dallo stesso fluire della musica. Alcuni sono cuciti sulle particolarità dei singoli musicisti: in questo senso aleggia, strutturalmente, il jazz di Duke Ellington con il suo personale modo di comporre ad personam.
Ma le influenze sono molteplici: soul, funk, latin, elettronica, progressive. Tutto però è talmente metabolizzato, filtrato e ricreato in senso innovativo che risulta controproducente cercare di etichettarne il risultato.
L
impatto è così imponente, le masse sonore così avvincenti nella loro potenza, che il frutto che ne deriva assume un suo preciso senso narrativo, molto coerente. Deaf Kaki Chumpy è un investimento importante su un progetto culturale ambizioso: per chi lo ha concepito ma anche per chi lo sta coraggiosamente ed entusiasticamente proponendo.

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Marta Arpini: voce; Virginia Mai: voce; Emma Lecchi: voce; Enrico Scanu: voce; Giaime Mannias: flauto, percussioni e voce; Marco Castello: tromba; Pietro Selvini: sax contralto, clarinetto; Nick Rizzi: sax tenore, armonica; Giulio Galibariggi: trombone; Giovanni Sferrazza: sax baritono, sax contralto; Simone Longoni: chitarra; Alfonso Pagliuso: chitarra; Alberto Mancini: tastiere; Matteo Ranellucci: tastiere; Andrea Daolio: basso elettrico; Sebastiano Morgavi: percussioni; Marco Fugazza: batteria, live Electronics e percussioni; John De Martino: batteria.

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