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Oxymoron</br>Intervista a Kathya West e Danilo Gallo
Photo Credit To Walter Miglio

Oxymoron
Intervista a Kathya West e Danilo Gallo

11 aprile 2018

Si intitola Oxymoron ed è uscito per la Caligola il secondo disco dei Di Vi KAPPA 3, il trio formato da Kathya West alla voce, ‘mbira, percussioni, armonica e kavall, e Danilo Gallo e Valerio Scrignoli alle chitarre acustiche. Abbiamo intervistato Kathya West e Danilo Gallo.

Di Eugenio Mirti

Come è nata questa formazione in trio ?
Kathya West / È nata naturalmente, in modo estemporaneo in una giornata in cui tre amici parlano, con mood nostalgico, degli ascolti legati a momenti passati delle rispettive vite. Ci siamo accorti di avere alcuni denominatori comuni musicali e  abbiamo voluto ripercorrerli assieme.

Il vostro primo album prendeva spunto da Lou Reed,  Doors, Rolling Stones, David Bowie, Talking Heads: perchè la scelta di rivedere  esclusivamente Beatles e Rolling Stones per questo secondo disco?
Kathya West / Appunto, come dicevo poco prima The Beatles e The Rolling Stones sono due dei denominatori comuni musicali che hanno, in qualche modo, segnato due aspetti della stessa anima, di ognuno. Un po’ per sfida e anche un po’ per provocAzione, se vogliamo, abbiamo deciso di omaggiarli assieme con l’intento, principalmente, di esorcizzare e sfatare la leggenda della rivalità tra le due band.

Ci sono otto brani per gruppo: come li avete selezionati?
Danilo Gallo / Nel nostro primo incontro abbiamo iniziato ad ascoltare e suonare un po’ di brani e ci siamo resi conto che avremmo potuto andare avanti all’infinito, e che più lo si faceva e più la scelta di poche canzoni sarebbe stata ardua. Ci siamo soffermati solo su alcuni dei grandi capolavori dei Beatles e degli Stones con vari criteri: ad esempio, quello che ognuno del trio ne scegliesse uno, oppure quello che, ascoltando i brani random, uno di questi dovesse provocare il sorriso spalancato di tutti e tre del gruppo contemporaneamente, o ancora, il criterio degli Stones non solo autori di grandi riff ma anche di grandi canzoni, oppure quello del “rischio/sfida” di rivivere in maniera intima e con un suono scarno brani con grandi orchestrazioni, e così via. Abbiamo dovuto fermarci, purtroppo ad 8x.

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Qual è il senso del titolo?
Kathya West / Oxymoron, tradotto in italiano “Ossimoro”, è una figura retorica che unisce due concetti di significato opposto, per semplificare, un paradosso. Senso che si lega alla leggenda della rivalità tra le due band, ma non solo. Reinterpretare, acusticamente, due band così diversamente musicali dimostra quanto sia fondamentale avere anima nella musica, se hai anima puoi viverti e vivere la musica vestita di arte con la stessa intensità anche in mondi diversissimi.

Come lavorate agli arrangiamenti?
Danilo Gallo / Se intendiamo per arrangiamento quel procedimento pensato e programmato per lo sviluppo e la “risoluzione” di un brano, tra l’altro cover,  è un tipo di approccio che, volutamente, il trio non ha adottato. Gli arrangiamenti sono arrivati in maniera estemporanea senza prefiggersi ruoli “musicali” ben delineati o scritti, ma sono il frutto di suggestioni, senza forzature e fronzoli, attraverso una sorta di metodo di assottigliamento, per sottrazione, andando a scavare nel fulcro dell’anima delle canzoni in maniera intima, cercando di restituire ad esse la loro storia immortale trasudata attraverso i nostri ricordi e le nostre sensibilità, senza mai scombinare le carte, ma semplicemente “rivivendole” (e)sperimentando la sfera emotiva.

Qual è il significato di produrre un album nell’era dello streaming?
Kathya West / Beh, proprio perché viviamo l’era dello streaming bisogna, assolutamente, continuare a produrre album e spero non ci si fermi. In un’era in cui i social hanno generato l’antisocial e lo streaming ha generato l’automazione all’ascolto a prescindere, in entrambi i casi, demolendo il rito spinto dal desiderio di emozionarsi ed emozionare, direi che il significato è quello di preservare la consapevolezza di ciò che si è e quindi di ciò che si vuole, in modo da lasciare ancora una fessura da cui prendere ossigeno per continuare a correre, permettendoci così di raggiungere ciò che vogliamo davvero godendone del desiderio di conquista. Io credo che lo streaming abbia, sì, la sua utilità, ma solo restando in un range di supporto, a completamento di, e non di sostituzione, al contrario di ciò che, inevitabilmente, è accaduto.

Ha ancora un suo valore?
Kathya West / Credo che ci sia differenza tra osservare un figlio in una foto immaginando di abbracciarlo ed abbracciarlo realmente. Ecco, il valore è la differenza che fa la differenza.

Come definireste Oxymoron con tre aggettivi?
Kathya West / Imprevedibile-nostalgico-visionario.

Danilo Gallo / Intimistico-onirico-crudo.