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Never fault behind the scenes:</br> Intervista a Gianluca Lusi

Never fault behind the scenes:
Intervista a Gianluca Lusi

Intervistiamo il sassofonista Gianluca Lusi in occasione dell’uscita di “Never Fault Behind The Scenes” [Tosky Records, 2015]

di Luciano Vanni

Partiamo dall’etichetta discografica con cui hai registrato questo tuo nuovo CD da leader: come e quando è iniziata la vostra collaborazione?
La collaborazione con l’etichetta Tosky Records è iniziata nel 2012 con la produzione dell’Album “Loose”, inciso in duo con il pianista americano Joel Holmes, ma la conoscenza con Giorgio Lovecchio, socio della casa discografica, è avvenuta  qualche anno prima, perché curò i missaggi e i mastering di altri dischi; poco dopo conobbi anche l’altro socio Davide Belcastro. Sono grato loro perché hanno creduto in questo progetto. Sono  professionisti competenti e scrupolosi, che pianificano il lavoro con attenzione per ottenere il migliore risultato.

Come e perché hai scelto questo organico?
Andrea Rea è un pianista elegante, che ho conosciuto anni fa durante i laboratori di improvvisazione tenuti da Maurizio Giammarco; sin da allora ho capito che tra noi c’era intesa, quindi l’ho scelto per “Never Fault Behind The Scenes” ritenendo che la sua performance  sarebbe stata interessante sulle mie composizioni, che spaziano dal mainstream al jazz moderno passando per il free. La ritmica originale di Rueben Rogers e Gregory Hutchinson ha reso il lavoro in studio molto naturale; sono due grandi musicisti che hanno collaborato, tra gli altri, con jazzisti del calibro di Joshua Redman, Aaron Goldberg, Mark Turner e Ray Brown.

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Quali sono le caratteristiche espressive che ti garantisce questo ensemble?
Penso che il timing di Ruben e Gregory contrapposto al lirismo che caratterizza me e Andrea abbia creato il giusto connubio a cui aspiravo.

Andiamo dritti nel cuore della session discografica: che musica racconta questo CD?
Il mio percorso musicale degli ultimi quindici anni, essendo composto esclusivamente di brani originali, scritti in momenti e luoghi differenti, sulla scia di emozioni intense, e per questo diversi tra loro, anche stilisticamente.

Scrittura, arrangiamento e libertà espressiva: che tipo di equilibrio ha il tuo disco?
Ho lasciato fluire la mia espressività nella composizione e nell’esecuzione, scegliendo gli arrangiamenti che ho ritenuto più adatti a ciascun pezzo, lasciandomi andare anche alla  melodia.

Cosa ti piace di più di questo album?
L’energia e il sound del quartetto: abbiamo trovato subito un affiatamento.

Cosa aggiunge e cosa distingue questa tua produzione dalle precedenti?
Credo che non avrei potuto scrivere “Never Fault Behind the Scenes” senza essere passato attraverso le esperienze dei precedenti progetti  “What’s New”, “Loose”, “Rune”, “Gotha 17” e “Viaggio”. Credo che ogni nuovo album mi renda un musicista più consapevole e mi stimoli a migliorare, com’è giusto che sia, ma ogni nuovo album non può prescindere dai precedenti.

Descrivi il tuo CD in tre parole.
Variegato. Intimista. Coinvolgente.

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