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Musical Stories</br>Intervista a Lello Petrarca

Musical Stories
Intervista a Lello Petrarca

8 aprile 2018

Abbiamo incontrato il pianista Lello Petrarca, per parlare del suo trio, dei suoi ultimi progetti discografici, “Musical Stories” e “Reflections”, e delle sue emozionanti esperienze di vita musicale.

di Luciano Vanni

Iniziamo da una presentazione del trio: chi siete, come vi siete conosciuti e cosa vi accomuna?
Il Lello Petrarca Trio nasce nel 2014 da una mia idea. Volevo realizzare un progetto completamente acustico, tradizionale solo nell’uso di strumenti classici in riferimento al trio (pianoforte, contrabbasso e batteria) ma assolutamente enciclopedico e sperimentale dal punto di vista musicale. Il trio è costituito da me al pianoforte, Vincenzo Faraldo al contrabbasso e Aldo Fucile alla batteria. Siamo tutti e tre casertani di origine, ci siamo conosciuti suonando in progetti musicali occasionali e sin da subito abbiamo riscontrato di avere in comune una grande passione per la musica in generale e per quella fatta bene in particolare, ma soprattutto un feeling e un interplay eccezionali, fondamentali al fine di creare una magia musicale nel suonare insieme.

lello petrarca trio

A proposito: cosa significa incidere, ancora oggi, in trio, con alle spalle una letteratura così ampia, autorevole, imponente e profonda?
Suonando il pianoforte, strumento conduttore fondamentale nella composizione musicale e nella realizzazione degli arrangiamenti, ho sempre ritenuto il trio la mia dimensione ideale, con cui poter viaggiare nell’enciclopedia della musica, passando da uno stile all’altro (classica, jazz, pop, funk, blues) e avvalendomi di uno strumento quale il pianoforte, che già da un punto di vista armonico mi dà continuamente la possibilità di scoprire sempre nuovi mondi. Provenendo da studi classici, volevo fortemente rielaborare composizioni note della musica classica, che hanno di sicuro caratterizzato la mia educazione pianistica, con il suono del trio. Incidere con questo tipo di formazione è sempre affascinante, soprattutto quando si crea il giusto interplay con gli altri musicisti, e costituisce anche un modo per mettersi continuamente in gioco, al fine di lavorare su un suono e su un’interpretazione che contribuiscano magari all’arricchimento di una letteratura senza dubbio già ampia e autorevole.

“Musical Stories” è un viaggio emozionale che racconta di gusto, attenzione alla melodia, classicismo e swing. Ma cosa rappresenta, per te, questo corpus di incisioni?
“Musical Stories” è un disco – pubblicato dalla nota etichetta italiana Dodicilune Records – in cui ho voluto raccontare in sintesi la mia esperienza di vita musicale vissuta. Ho avuto la fortuna in questi anni di collaborare con tantissimi importanti musicisti e di conoscere mondi musicali diversi; da qui la voglia di raccontare le mie storie musicali avvalendomi dell’uso di sonorità acustiche, con particolare attenzione al lirismo, che ho sempre ritenuto fondamentale, ponendo la melodia in primo piano (a tal proposito consiglio l’ascolto del mio brano intitolato Un sogno d’estate), al classicismo nella scelta di composizioni classiche (La Romantica di Chopin, La Suite di Martucci) e allo swing quale elemento ritmico caratterizzante in brani come Gentleman in trouble, di mia composizione, dedicato al jazz tradizionale.

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C’è molto Novecento, ma anche Romanticismo ottocentesco in questo album, non credi?
Ho desiderato fortemente lanciare un messaggio culturale nel voler inserire all’interno del disco composizioni tratte dalla musica classica della fine dell’Ottocento, inizi del Novecento, allo scopo di far riascoltare brani di compositori come Debussy o Martucci, che secondo me hanno decisamente anticipato il concetto di improvvisazione moderna. Nel disco “Musical Stories” il mio brano intitolato La Suite di Martucci rappresenta un vero e proprio viaggio dall’Ottocento al Novecento, in cui ho rielaborato un preludio di Debussy, il Tema op. 58 di Martucci, fino ad arrivare alla nota canzone dei Beatles intitolata And I Love Her. Dunque un vero e proprio mix di musica classica, jazz e pop. La scelta di Chopin quale rappresentante dell’epoca romantica è stata dettata dal fatto che l’ho sempre ritenuto un compositore molto pop, e ho voluto dimostrarlo nella mia rielaborazione del Notturno n. 2 op. 9 che ho intitolato La Romantica di Chopin, contenuta nel mio disco.

Assai interessante anche la rilettura di Roma nun fa’ la stupida stasera: cosa significa, per voi, interpretare un classico della canzone popolare italiana?
La scelta di questo famoso brano di Trovajoli è stata soprattutto affettiva, in quanto esso è stato il primo brano che ho imparato a suonare da piccolo con il mio primissimo strumento, il quale, a differenza di quello che si possa pensare, è stata la tromba, grazie al fatto che mio nonno fosse un trombettista.
La soddisfazione più grande sta nell’interpretazione personale di un classico della canzone popolare italiana, avvalendosi in questo caso del suono del trio, sul quale ho puntato e investito molto, volendo fortemente che diventasse uno dei progetti fondamentali della mia carriera artistica; così è nato il trio con i Maestri Faraldo e Fucile, insieme ai quali poter suonare di tutto, ma portando avanti un discorso e un suono che mantengano sempre la giusta estetica.

Come cambia la vostra musica sul palco? E perché?
In un progetto che si basa sull’ improvvisazione è a mio avviso assolutamente importante che la musica dal vivo cambi continuamente. Non mi piacerebbe affatto suonare durante ogni concerto sempre nello stesso modo. Ogni volta ci piace sperimentare, provare ritmiche e armonie diverse, al fine di emozionarci continuamente. Fino a pochi istanti prima di salire sul palco non so come inizierò i brani, cerco sempre di regolarmi anche in relazione al tipo di pubblico. L’importante comunque è creare tutte le volte tra noi tre il giusto equilibrio e sprigionare così una straordinaria energia, che in qualche modo poi riesca ad essere trasmessa al pubblico.

Avete qualche idea di future incisioni in trio?
Domani uscirà il nostro nuovo cd “Reflections”, pubblicato sempre dall’etichetta pugliese Dodicilune Records, che è la continuazione di “Musical Stories”.
Poi realizzeremo un lavoro completamente dedicato alla rielaborazione della canzone classica napoletana attraverso il suono del trio, che verrà pubblicato più avanti.

reflections

E per finire, un vostro desiderio realizzato o da compiersi.
Il desiderio realizzato è stata l’ideazione di questo mio trio ufficiale italiano, il quale come sottolineavo prima è diventato uno dei miei progetti più importanti, che certamente intendo portare un po’ ovunque, anche se in realtà lo stiamo già facendo, avendo suonato sia all’estero sia in buona parte d’Italia.