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Mr. Vertigo</br>Intervista di Bruno Heinen

Mr. Vertigo
Intervista di Bruno Heinen

26 marzo 2018

Mr. Vertigo è il titolo del nuovo disco in solo di Bruno Heinen. L’abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

Chi è il sig. Vertigo?
La title track dell’album è stata ispirata dal libro di Paul Aster dallo stesso titolo; è una favola che racconta di un ragazzo che viene messo dal suo maestro al centro di una serie di sfide per riuscire a imparare a volare. Una di queste è quella di superare una sepoltura vivente, e la mia composizione è il racconto musicale di quello che penso che quest’esperienza potrebbe essere.

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Il tema del disco è la tua esplorazione del contrappunto: puoi spiegare a chi non conoscesse questa tecnica di cosa si tratta?
Si parla di contrappunto quando si hanno due o più linee musicali allo stesso tempo. Forse la tecnica pianistica più convenzionale è quella di suonare la melodia con la mano destra, mentre la mano sinistra suona gli accordi. Il contrappunto esprime la melodia con entrambe le mani, ed è la tecnica che viene usata per esempio da Lennie Tristano, Keith Jarrett, Brad Mehldau e Fred Hersch. Nel mio disco ho esplorato tutti gli aspetti di questa tecnica: dal contrappunto a due voci nella sua forma più semplice, con un solo dito per ogni mano (Hommage à Kurtág) fino a usare dieci linee sovraincise una sull’altra (In Kochi) e il contrappunto ritmico (Daydreamer).

Questo disco arriva dopo i tuoi studi con Fred Hersch; cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Ho usato il lavoro in solo di Fred Hersch come punto di partenza per i miei studi di dottorato sul contrappunto improvvisato. Sono stato molto fortunato di aver fatto un viaggio a New York dove l’ho potuto sentire suonare per una settimana al Vanguard, ho potuto intervistarlo e anche suonare insieme. Ho imparato moltissimo da lui: le sue innovazioni nell’uso del contrappunto come strumento per liberarsi, i concetti di tensione e riposo, e il suo modo di costruire gli assoli mi hanno influenzato moltissimo.

Come lavori a composizioni e arrangiamenti?
Di solito al pianoforte; a volte ho un’idea senza strumento e dopo mi siedo al piano e la porto in vita. Scrivo velocemente. Molti dei miei brani sono stati scritti in meno di un’ora, e una volta scritti li lascio come sono. Penso che la chiave di ogni buona composizione sia un’idea centrale molto forte. Una volta mi è capitato di scrivere una intera composizione in un sogno, mi sono svegliato e l’ho scritta: vorrei che fosse sempre così facile.

Mr. Vertigo in tre aggettivi.
Vario, impressionistico, sottile.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho un trio con due musicisti italiani fantastici, il bassista fretless Michele Tacchi e il batterista Riccardo Chiaberta; abbiamo registrato qualche tempo fa allo studio ECM di Udine e siamo molto soddisfatti dei risultati. Scriviamo tutti per il trio, e la musica è ispirata da temi cinematografici. Il disco uscirà per la Babel prossimamente.