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Motivational Music for the Syncopated Soul: intervista a Cory Wong
Photo Credit To Erminio Garotta

Motivational Music for the Syncopated Soul: intervista a Cory Wong

3 dicembre 2019

Lo scorso novembre Cory Wong ha suonato a Milano per il Jazz:Re:Found Festival; l’abbiamo intervistato

Il chitarrista e autore americano Cory Wong, al pari di artisti come i Vulfpeck, gli Snarky Puppy, Louis Cole e i Knower, rappresenta una delle vie in cui il jazz sta evolvendo oggi. Di certo una delle vie che più sta avendo presa sulle giovani generazioni.

Di Ivano Rossato ed Eugenio Mirti; fotografie di Erminio Garotta del Team LKV

Hai iniziato la tua carriera musicale come produttore.
Esatto. Quando ero al college, molti degli album che mi venivano commissionati erano registrazioni che non venivano pubblicate a mio nome. Sì trattava di raccolte di musica generica per una grossa catena di librerie. È stato un bel modo di imparare a produrre arrangiare e mixare velocemente e via. E in più non avevo la pressione psicologica di avere il mio nome in copertina, in senso positivo. Era un vero e proprio lavoro. Ho potuto imparare la meccanica e la logistica delle tecniche di registrazione e produzione. Così, quando è stato il momento di dare inizio alla mia carriera artistica, non avevo più da preoccuparmi di dover imparare da zero, ma ho potuto concentrarmi fin da subito sul suo lato creativo e artistico.

La comunità dei musicisti ha opinioni contrapposte a proposito di internet e lo streaming: oggi suonare la chitarra può ancora essere, come racconti in uno dei tuoi brani, “un lavoro vero”?
Certo! Io ho scelto di passare molto del mio tempo in tour a suonare dal vivo. Facendo così percepisci in modo chiaro e immediato il fatto di guadagnare, perchè sei pagato per una “prestazione”. Tuttavia, per quanto riguarda lo streaming, potrei anche dedicarvi più tempo, al punto di viverci. La maggior parte dei musicisti della mia generazione non ha un termine di paragone. Noi non siamo cresciuti mantenendoci con la vendita di cd o vinili. Le generazioni precedenti riuscivano a ricavare centinaia di migliaia di euro grazie alla vendita dei dischi perchè c’era molto margine. Noi no, quindi non abbiamo molti motivi per lamentarci di quanto ricaviamo dallo streaming, anche se lo consideriamo un furto. Certo, non guido una Tesla, non possiedo una casa a  New York, Parigi o Verona, ma riesco a mantenermi lo stesso!

Sei cresciuto a Minneapolis e suoni musica funky, è facile quindi pensare subito a Prince.
Assolutamente. Il genere di funk che suono e le mie origini sono profondamente influenzate da Prince, è una sorta di discendenza. Senza contare che alcuni dei musicisti con cui mi sono fatto le ossa e da cui ho imparato hanno fatto parte della band di Prince. Io sono cresciuto ascoltando quella musica. Ero anche molto preso dai Red Hot Chili Peppers da ragazzino, così come tutta la roba funky. Amo artisti come gli Earth Wind And Fire, Jamiroquai, Michael Jackson, Prince. Quell’era musicale ha rappresentato la mia principale influenza, all’inizio.

Cosa cerchi in un altro musicista?
Penso che ci siano differenti aspetti in differenti musicisti. A volte è il modo in cui “sentono” la musica, il tempo, il groove che è in sintonia con il mio modo di sentire. Da quel momento in poi, l’evoluzione della musica suonata insieme può aprirsi completamente e imprevedibilmente. Ma ci sono anche situazione diverse, come ad esempio la mia recente collaborazione con Jon Batiste con cui abbiamo una profonda connessione musicale a prescindere da che genere stiamo suonando. Semplicemente vediamo l’evoluzione della musica in modo analogo nonostante arriviamo da una formazione così diversa. Quello che cerco è fondamentalmente qualcosa connesso con “qual’è lo scopo della collaborazione?”.

Cosa contiene oggi il tuo lettore mp3?
Ascolto molto jazz moderno e classico e amo allo stesso modo la pop music.

 

Ho gusti molto vari e aperti. Ad esempio mi piace Emily King. La sua musica è ricca di sfaccettature ma allo stesso tempo possiede una grande semplicità. Amo anche Brad Mehldau, Pat Metheny…

… niente Pantera?
Adoro i Pantera! Dimebag Darrell era un chitarrista pazzesco! Per me non è questione di generi musicali ma di energia. Penso sempre “ma questi tipi sono bravi in quello che fanno?”. Marty Friedman, Dave Mustaine,… sono tutto grandiosi. Certo, magari non ascolto spesso la loro musica, ma quando mi capita li rispetto moltissimo.

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