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Durch
Intervista a Mirko Pedrotti

Durch<br/> Intervista a Mirko Pedrotti

11 marzo 2019

Si intitola Durch il nuovo album di Mirko Pedrotti, pubblicato da Nusica.Org: l’abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

Durch vuol dire “attraverso”: ci spieghi il senso del titolo?
La preposizione tedesca “durch” significa in effetti “attraverso”, e come suffisso di parole composte può declinare il suo significato in molti modi; è in un certo senso una parola liquida e “in movimento” che muta a seconda di ciò che incontra. Essa esprime il concetto di superamento, l’uscita da qualcosa, il guardare in altre direzioni.
Durch è anche il titolo di uno dei brani più rappresentativi di questo nostro terzo lavoro discografico.

Il gruppo oltre a te vede Lorenzo Sighel al sax alto, Luca Olzer al pianoforte e Rhodes, Michele Bazzanella al basso e Matteo Giordani alla batteria. Come li hai scelti?
Quando nel 2013 è nato questo gruppo sentivo la necessità di sviluppare una progettualità proiettata sul lungo periodo, per cui era importante, al fine di garantire una certa continuità, appartenere alla stessa area geografica. Ci eravamo conosciuti alcuni anni prima in Conservatorio, frequentando gli stessi corsi e suonando insieme ogni settimana. Il tutto, si è quindi sviluppato ed evoluto naturalmente, dandoci la possibilità di mantenere una costanza, soprattutto nelle “prove”, per noi essenziali per ottenere il così detto “suono d’insieme”.

Cosa cerchi in chi suona con te?
Prediligo progetti che hanno un arco di sviluppo ampio e questo comporta stare a contatto con dei musicisti per diverso tempo. Personalmente quindi c’è bisogno, ancor più che musicalmente, di avere un buon rapporto di sinergia dal punto di vista umano con queste persone. Sono poi attratto dai musicisti che hanno sì creatività ma che allo stesso modo mantengono anche un certo rigore verso la musica, cibandosene costantemente.

Come hai lavorato a composizioni e arrangiamenti?
Ho fatto una cosa che è molto semplice, ma che a volte è un po’ faticosa per un musicista: condividere. Basti pensare che all’interno delle 9 tracce abbiamo 6 compositori diversi e che tutti i musicisti coinvolti hanno lavorato sugli arrangiamenti. Solitamente prima di incidere, vengono provate all’interno del gruppo diverse soluzioni sui brani, discutendole in seguito sia tra di noi ma anche confrontandosi con musicisti esterni di diversa estrazione musicale. Questo approccio permette di avere anche un feedback da chi non ha partecipato al processo creativo e quindi di testarne l’autenticità degli intenti.

Durch si caratterizza per una grande ecletticità; come hai sviluppato questo approccio stilistico?
In parte ho già risposto nella domanda precedente. Posso aggiungere che particolarmente in questo disco, siamo riusciti a far confluire le nostre esperienze personali fatte in altri contesti musicali fondendole in un suono comune e rappresentativo delle nostre sensibilità e gusto musicale.

Cosa è il jazz oggi secondo te?
Una meravigliosa ed equilibrata commistione di istinto, architettura e coraggio.

© Jazzit 2019

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