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Michele Franzini
Vado dove vedo
Inside the Score

Michele Franzini<br/>Vado dove vedo<br/>Inside the Score

23 settembre 2019

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Buona lettura.

Di Michele Franzini; a cura di Eugenio Mirti

“Vado Dove Vedo” è un brano la cui creazione è abbastanza recente. Nato come composizione relativamente semplice, adatta per essere suonata da un quartetto senza necessità di troppe sedute di prova, si è rivelato efficace anche nell’esecuzione in duo, nella mia recente incisione in compagnia di Greg Osby (“Choices”).

 

Si tratta di un tipo di forma che mi piace chiamare scherzosamente “blues non blues”, perché parte dalla “gabbia” delle 12 misure e presenta una successione di eventi, cadenzali o meno, che richiama molto vagamente l’identità del blues, ma finisce per discostarsene in modo più o meno profondo nello spirito.

In questo specifico caso, ad ogni modo, il riferimento all’atmosfera del blues, oltre alla forma di 12 misure, è suggerito dall’uso di accordi di dominante in funzione non cadenzale, anche se l’impianto di base, grazie all’uso di movimenti cromatici del basso, rimane volutamente piuttosto sfuggente per chi volesse individuarne una “tonalità” o un singolo “modo” nell’ambito del quale riportare l’improvvisazione o la semplice percezione.

Di fatto si tratta di due temi che si susseguono sviluppandosi su due “chorus” di 12 misure armonicamente identici, indicati con “A” e “B”. Entrambe le linee melodiche possono essere suonate all’unisono dal contrabbasso e dallo strumento delegato alla melodia (sax, nella fattispecie…), creando un effetto “no chords” che si presta ad una interpretazione “free”: in molti casi, quando compongo mi piace partire da una successione di accordi, per poi scrivere una linea melodica relativamente libera a prescindere dal materiale armonico di base, tramite l’uso di molte note estranee all’armonia. Questa concezione potrebbe facilmente portare ad uno sviluppo improvvisato totalmente svincolato dalla successione di accordi, cosa che effettivamente lascio completamente a discrezione del solista. In questo, “Vado Dove Vedo”, può essere anche visto come un omaggio alla musica di uno dei miei compositori preferiti, Ornette Coleman, soprattutto quello del periodo delle prime incisioni in quartetto con Don Cherry. Credo che anche la decisione di inserire due corone nell’esposizione del primo tema, rispettivamente a misure 9 e 13, possa essere interpretata in questo senso, così come, sempre dal punto di vista ritmico, la quartina di semiminime a misura 8, che potrebbe richiamare gli illusori rallentamenti ed impennate tipici della musica del grande musicista statunitense.

Mentre la prima parte del tema (“A”) si presenta come una classica linea di lontana ascendenza “bop”, che si presterebbe anche, volendo, ad essere eseguita su un normale “walking” del contrabbasso, la seconda (“B”) è concepita più come una linea di basso dall’andamento piuttosto “groovy”, caratterizzata da una distribuzione di accenti un po’ particolare.

Caratteristica preponderante del brano è comunque il fatto che la parte “A” e la “B”, si prestano intenzionalmente anche ad essere eseguite contemporaneamente, con un effetto contrappuntistico. Per questo, nelle mie indicazioni originali per un ipotetico quartetto, l’esposizione del tema dovrebbe svilupparsi in questo modo:

1) “A” (unisono sax e contrabbasso, il pianoforte interviene solo sulle corone, in un breve collettivo “free”),

2) “B” (melodia al sax, contrabbasso e mano sinistra del pianoforte all’unisono, accordi facoltativi) e di nuovo

3) sax D.C. su “A”, senza corone, mentre pianoforte e contrabbasso insistono sul “groove” di “B”.

La linea di basso di “B” può anche comparire a tratti nell’accompagnamento durante l’improvvisazione, a discrezione della ritmica, ma, ripeto, il brano, soprattutto se ci si limita alla parte “A”, potrebbe benissimo essere anche eseguito come un qualsiasi “standard”, suonando la linea melodica su un accompagnamento in “walkin”!

Enjoy!

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