JAZZIT 69
marzo-aprile 2012

Di formazione classica ma appassionato dei linguaggi musicali di matrice afroamericana fin da bambino, Enrico Pieranunzi si è sempre misurato con l’arte della composizione, elaborando una personale visione della musica dove il blues, la musica popolare romana, il mèlos mediterraneo e una sensibilità tardo-romantica trovano, grazie al jazz, una loro nuova identità. Perché Pieranunzi è un uomo visionario d’incontenibile curiosità. Oggi si presenta con un nuovo trio americano, formato da Scott Colley e Antonio Sanchez, con il quale incide “Permutation” (CAM Jazz, 2012).

 

CD ALLEGATO

Enrico Pieranunzi Originals

Il disco presenta tutte composizioni originali di Enrico Pieranunzi. I brani, scelti dal pianista stesso, sono sia in solo sia al fianco, tra gli altri, di Paul Motian, Charlie Haden, Mark Johnson, Joey Baron, Jim Hall, Kenny Wheeler, Chris Potter. Il brano "Strangest Consequences" è tratto dall'ultimo disco, "Permutation" (CAM Jazz, 2012) in trio con Scott Colley e Antonio Sanchez. In collaborazione con Kepach Music.

Acquista la tua copia
CON CD | SENZA CD

COVER STORY

Enrico Pieranunzi
Permutation o dell'eterna trasformazione

Enrico Pieranunzi si avvicina alla musica da bambino, grazie al padre Alvaro, musicista e appassionato di jazz. Sono gli anni dei primi ascolti su disco, degli studi di pianoforte classico, del debutto professionale al fianco del trombonista Marcello Rosa e dei jazzisti americani ascoltati al Blue Note e al Music Inn di Roma.

di Luciano Vanni, Ludovic Florin

STORIE

Sam Rivers
«Suono la storia del jazz»

«Suono la storia del jazz, perché l'ho attraversata tutta». Così diceva di sé Sam Rivers, il grande sassofonista scomparso nel dicembre scorso, a ottantotto anni. Jazzit ricorda un artista di grande rigore e originalità, che forse non ha mai ottenuto un riconoscimento pari al suo valore.

di Sergio Pasquandrea

INTERVISTA

Dino e Franco Piana Septet
L'arte melodica di un'orchestra tascabile

In occasione della recente pubblicazione di “Seven” (AlfaMusic, 2012) a firma del settetto guidato da Dino e Franco Piana, ripercorriamo, seppur brevemente, il percorso artistico dei due leader, maestri del jazz italiano, raccontando la genesi di un disco che abbiamo avuto la fortuna di vedere nascere in studio di registrazione e che abbiamo documentato con la Jazzit TV.

di Luciano Vanni

STORIE

Tingvall Trio
Il trio che viene dal Nord

Martin Tingvall, svedese, Jürgen Spiegel, tedesco, e Omar Rodriguez Calvo, cubano, sono i componenti del Tingvall Trio, un gruppo che si è affermato come una delle novità più interessanti della scena jazz tedesca. Il loro ultimo lavoro, intitolato “Vägen”, è uscito nel 2011 per l'etichetta Skip Records.

di Sergio Pasquandrea

STORIE

Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia
Girovagando attorno a Offenbach

“Frère Jacques - Round About Offenbach” è la terza prova targata ECM dell’affiatato duo Trovesi/Coscia, cui tocca aggiungere “Radici”, il brillante esordio per l’Egea. Sia in coppia, sia nei progetti individuali entrambi hanno puntato costantemente alla ricerca di un lessico universale, non scontatamente etichettabile.

di Enzo Pavoni

JAZZ ANATOMY

Ecaroh
Il canto del volo e dello specchio

Dell’album “The Jazz Messengers” (Columbia CL 897), registrato nel 1956 sotto la leadership di Art Blakey, si è già parlato in questa rubrica: in questa nuova occasione, il ritorno a quell’opera è dovuto all’attrazione che un altro brano-capolavoro esercita a distanza di oltre mezzo secolo su chi si occupa di jazz: Ecaroh. L’autore è ancora una volta Horace Silver, un protagonista assoluto della storia della musica afroamericana.

di Roberto Spadoni

FOCUS

Christian McBride
Conversation With Christian

È un periodo fortunato e creativo per Christian McBride: “Kind Of Brown” ha mostrato il suo talento nella direzione e scrittura per piccolo organico, “The Good Feeling” lo vede alla testa di una brillante big band. Ora “Conversations With Christian” lo raffigura in tredici duetti con musicisti assai diversi, dando spazio alla sua versatilità, unita a un virtuosismo che ha pochi pari e alla profonda conoscenza di tutti gli idiomi di matrice black. 

di Valerio Prigiotti

FOCUS

Tim Berne
Snakeoil

“Snakeoil” è il suo debutto da leader in casa ECM, preceduto da apparizioni come sideman in dischi di David Torn (“Prezens”, 2007) e Michael Formanek (“The Rub And Spare Change”, 2010). Il gruppo è un insolito quartetto senza contrabbasso, che vede come voci soliste il contralto del leader e il clarinetto di Oscar Noriega, accompagnati (ma la parola è limitante) dal pianoforte di Matt Mitchell e dalla batteria di Ches Smith.

di Sergio Pasquandrea

INTERVISTA

Fabrizio Bosso
L’incantesimo di Nino Rota

Con “Plays Enchantment - L’incantesimo di Nino Rota” (Schema Records, 2011) si celebra la musica del compositore italiano, le cui partiture sono state adattate per orchestra e quartetto jazz. Protagonista è la tromba di Fabrizio Bosso. Ne abbiamo parlato con il leader piemontese.

di Luciano Vanni, Eugenio Mirti

INTERVISTA

Greg Burk
Il mio sentiero

Il nuovo disco di Greg Burk, “The Path Here” (482 Music), dimostra con evidenza l’eclettismo che da sempre caratterizza il pianista americano. Cogliamo l’occasione per dialogare insieme a lui delle origini e degli obiettivi della sua ricerca musicale.

di Eugenio Mirti

FOCUS

Kit Downes Trio
Quiet Tiger

Le belle immagini di Lesley Barnes, che adornano sia la copertina sia il booklet dell’album “Quiet Tiger” (Basho), introducono in maniera appropriata i mondi sonori, originali e personali, di Kit Downes. Il sound è quello classico del trio pianistico, arricchito inoltre dal sax e dal clarinetto basso di James Allsopp e dal violoncello di Adrien Dennefeld.

di Eugenio Mirti

FOCUS

Marsalis & Calderazzo
Songs Of Mirth And Melancholy

«...solo la Melodia permette a un'opera di sopravvivere». Così Milhaud, citato nelle note di copertina dell'ultimo disco di Branford Marsalis, il primo in duo con Joey Calderazzo, pianista stabile del suo quartetto, che per la Marsalis Music ha inciso in solitudine i pregevoli “Haiku” (2004) e “Amanecer” (2007). “Songs Of Mirth And Melancholy”, gioia e melanconia, stati d'animo che nella sonorità del duo trovano il punto d'incontro scivolando l’uno nell'altro, come in una pellicola cinematografica scritta e interpretata senza cali di tensione.

di Valerio Prigiotti

FOCUS

Ibrahim Maalouf
Diagnostic

Ibrahim Maalouf, libanese d'origine ma francese d'adozione, classe 1980, è una delle voci più interessanti del panorama jazzistico contemporaneo. Con il recente “Diagnostic” il trombettista chiude una trilogia inaugurata da “Diasporas” del 2007 e portata avanti da “Diachronism” del 2009 e destinata a lasciare il segno, testimonianza di un aggiornamento in chiave jazzistica della musica tradizionale araba.

di Luciano Vanni

FOCUS

Tyshawn Sorey
Oblique - I

Gli estimatori delle punte avanzate del jazz moderno sono senz’altro al corrente delle oculate produzioni di Seth Rosner, fondatore della newyorchese PI. Per decifrare le intenzioni estetiche di Rosner è sufficiente ricordare i nomi di alcuni artisti del catalogo PI: Henry Threadgill, Steve Coleman, Anthony Braxton, Roscoe Mitchell, Muhal Richard Abrams, Steve Lehman. L’ultimo arrivato è Tyshawn Sorey, il quale – considerata la statura e la filosofia dei compagni di etichetta – andrebbe già accettato sulla fiducia. Gli eventuali dubbi si dipanano immediatamente all’ascolto di “Oblique - I”, che – sbilanciamoci subito – è splendido.

di Enzo Pavoni

FOCUS

Nils Landgren
The Moon, The Stars And You

Quest’ultima produzione è il sorprendente seguito di “Funk For Life”, pubblicato sempre per l’etichetta ACT nel 2010. Sorprendente perché, mentre il lavoro precedente era intriso di funk energico e vigoroso, degno della black music più classica, il nuovo disco si caratterizza per la varietà delle formazioni coinvolte e per la molteplicità delle intenzioni sonore. Intenzioni sonore che sono tutte riconducibili al minimo comune denominatore dei toni morbidi, delicati e sospesi tra pop e old time jazz.

di Eugenio Mirti

FOCUS

Lisa Manosperti
Where The West Begins - Voicing Ornette Coleman

Unire il passato nobile del jazz alla ricerca per coniare qualcosa di inedito si confà senz’altro al colto universo di Lisa Manosperti che con il precedente “La foule” (Dodicilune, 2007), libera trasposizione del songbook di Edith Piaf, aveva già evidenziato la capacità di manipolare/rifondare un repertorio dallo stile addirittura non jazz. In “Where The West Begins - Voicing Ornette Coleman” (Dodicilune, 2011) l’artista pugliese azzarda una rilettura per voce e quartetto – con testi scritti di suo pugno – di alcune perle del sassofonista texano. 

di Enzo Pavoni

FOCUS

EuropArt Quartet
Part Of The Art

Verso la metà dello scorso decennio Mauro Negri ha militato per due anni, dal 2005 al 2007, come primo sax nella gloriosa Vienna Art Orchestra, una delle formazioni storiche del jazz europeo. Lì ha conosciuto il trombonista bulgaro Gueorgui Kornazov e i viennesi George Breinschmid (contrabbasso) e Mario Gonzi (batteria), con i quali nel 2011 ha formato questo gruppo che un po' riecheggia nel nome quello dell'orchestra. “Part Of The Art”, appena uscito per la TRJ, è il primo lavoro discografico realizzato insieme.

 

di Sergio Pasquandrea

FOCUS

Andrea Pozza European Quintet
Gull’s Flight

Il nome “European Quintet” vuole porre l’accento sul fatto che i membri della band guidata da Andrea Pozza sono di origine diversa: italiana, olandese e inglese. Questo amalgama di nazionalità non rimane una mera nota biografica ma è avvertibile nitidamente nella musica: “Gull’s Flight” (Abeat, 2011) propone, infatti, un sound dal taglio fortemente europeo e contemporaneo, con una ritmica aggressiva e formidabile e solisti di altissimo livello.

di Eugenio Mirti
www.vannieditore.com

© Vanni Editore Srl
p.iva 01400230551

Privacy Policy
Informativa


Credits: GreenConsulting

Jazzit

Jazzit Card

Directory

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter

LA TUA EMAIL:

Social