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Le gioie della rete, parte quarta.
Giorgio Azzolini Big Band

Le gioie della rete, parte quarta.<br/>Giorgio Azzolini Big Band

C‘è tutta una generazione perduta nel jazz italiano.
“Perduta” non perché quei musicisti abbiano condotto vite dissolute, o siano morti giovani. Anzi: molti di loro hanno prodotto tanta musica e alcuni addirittura sono ancora attivi.
“Perduta” perché la maggior parte di ciò che è stato da loro inciso fra gli anni Quaranta e gli anni Settanta è oggi introvabile. Se qualcosa si può ascoltare, si devono ringraziare etichette come la Riviera Records di Adriano Mazzoletti, oppure blog come il benemerito Jazz from Italy. Ma, tanto per dirne una, la maggior parte del catalogo discografico di Enrico Intra è praticamente irreperibile (e stiamo parlando di Enrico Intra, ossia di uno dei musicisti seminali del nostro jazz).
Capita così che l’appassionato di jazz medio conosca benissimo, vivaddio, Rava, Pieranunzi, Gatto, Rea, Fresu e via dicendo, ma magari abbia solo una nebulosa idea di chi siano Glauco Masetti, Eraldo Volontè, Umberto Cesàri, Giancarlo Barigozzi, Giulio Libano, Nunzio Rotondo o Guido Manusardi.

Mi è capitato di imbattermi, su YouTube, in questa traccia datata 1971.
Si tratta di “Free Man”, tratta dal disco Giorgio Azzolini Big Band (Dire Records), con composizioni e arrangiamenti di Giancarlo Barigozzi.
La musica, oltre a suonare ancor oggi modernissima, ha un tiro micidiale e una sfilza di assoli da fare impressione. Quello di D’Andrea, da solo, varrebbe l’ascolto. Del resto, la formazione è da urlo: leggete qui di seguito per credere.

Emilio Soana, Giuliano Bernicchi, Oscar Valdambrini – trombe
Giancarlo Romani, Nicola Castriotta – tromboni
Eraldo Volonté, Gianni Basso – sax tenori
Giancarlo Barigozzi – sax alto, soprano e baritono, flauto
Glauco Masetti – sax alto e soprano
Sergio Rigon – sax baritono, flauto
Gianni Bedori – flauto
Franco D’Andrea – pianoforte
Giorgio Azzolini – contrabbasso
Pierre Favre – batteria

Gli assoli sono, nell’ordine, di Volonté, Barigozzi, D’Andrea, Azzolini e Favr­e.
Buon ascolto.

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