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Le gioie della rete – parte prima
Komeda Quintet, “Astigmatic”

Le gioie della rete – parte prima</br>Komeda Quintet, “Astigmatic”

Si può dire tutto il male possibile del web.
Si può dire che ha ucciso le vendite dei dischi, che ha mandato in miseria i musicisti, che ha trasformato la fruizione della musica in un frenetico mordi-e-fuggi, che LP e CD duravano mentre la musica digitale svanisce nell’etere. Eccetera eccetera.
Però, una cosa bisogna ammetterla: senza la rete, un capolavoro come “Astigmatic” di Krzysztof Komeda sarebbe stato disponibile solo ai pochi disposti a procurarselo. Su YouTube, invece, c’è tutto, e anche con una discreta qualità audio.
Tanto per dire: se io avessi dovuto procurarmi questo disco quando cominciai ad ascoltare jazz, nei preistorici anni Novanta, in un paesino della provincia pugliese, probabilmente ci avrei rinunciato in partenza. Oggi, un sedicenne ci arriva in un click. (Certo: bisogna che ne senta parlare, che abbia la sensibilità per andarselo a cercare e per capirlo. Ma questo è un altro problema. Il disco, intanto, c’è).

Solo due parole su Komeda: vero nome Krzysztof Trzciński, è noto ai più per aver composto le colonne sonore di molti capolavori di Roman Polanski (Il coltello nell’acqua, Rosemary’s Baby, Cul de sac, Per favore non mordermi sul collo), ma fu anche uno dei pionieri del jazz europeo.
Peccato sia scomparso, non ancora trentottenne, nel 1969. Morte assurda: durante una festa a Los Angeles, dov’era andato su invito di Polanski, cominciò a scazzottarsi per gioco con l’amico scrittore Marek Hłasko e finì spinto giù per una scarpata, procurandosi un trauma cranico che prima lo mandò in coma e poi lo portò alla morte.
In “Astygmatic” si sente chiarissimo l’assorbimento dei coevi gruppi davisiani e del free jazz, unito però a una sensibilità compositiva del tutto personale. I tre lunghi brani che lo compongono – il primo, la title-track, occupava da sola tutto il lato A dell’LP – non somigliano a nient’altro che io conosca.

Komeda Quintet, “Astigmatic” (Polskie Nagrania Muza, 1966)

Formazione:
Tomasz Stanko, tromba; Zbigniew Namysłowski, sax alto; Krzysztof Komeda, pianoforte; Gunter Lenz, contrabbasso; Rune Carlsson, batteria.

Brani:
Astigmatic (22’50”) / Kattorna (7’20”) / Svantetic (15’50”)

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