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L’arte di Pat Metheny</br>Di Roberto Zechini

L’arte di Pat Metheny
Di Roberto Zechini

http://keolis.co.uk/our-expertise/light-rail/dlr-case-study/?utm_source=rss Alcune brevi riflessioni sullo stile e sull’arte di Pat Metheny

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http://dronerockrecords.com/wp-cron.php?doing_wp_cron=1564796958.3972499370574951171875 Nessuno potrebbe oggi affermare di aver ascoltato Mozart. E non vi sarebbe alcuno che obietterebbe a una tale osservazione. Non sarebbe invece più complesso e articolato sostenere che nessuno ha – allo stesso modo – mai ascoltato la musica di Mozart? Si solleverebbe senz’altro un coro di contraddittorie rivendicazioni.

Si può affermare con certezza che la musica di Mozart, secondo i dettami estetici, tecnici e acustici del Maestro, non sia stata ascoltata se non dai suoi sparuti contemporanei (se consideriamo la relativissima diffusione che poteva avere la letteratura musicale nel ’700 e nell’ ‘800 rispetto a oggi). Quel che è sopravvissuto nel tempo e perfino – forse – per l’eternità è la scrittura musicale di Mozart. Essa è stata poi, oltre che tramandata direttamente, reinterpretata e adattata alle vicissitudini estetiche, sociali, politiche, formali e acustiche dai più disparati autori, direttori e interpreti, fino a renderla il http://spectrumcil.co.uk/wp-cron.php?doing_wp_cron=1564718522.7861220836639404296875 modello intellettuale, spirituale ed estetico che tutti conosciamo.

http://naturallymadeforyou.co.uk/product-category/soy-candles/?add_to_wishlist=4256 Così funziona – da sempre – la ripetitiva e progressiva affermazione di un gesto in una http://josehendo.com/2018/04/07/hello-world/ tradizione.

Quel che ha reso diversi la procedura e il metodo di ‘fruizione’ di un’opera musicale (e non solo) è stata la fonostampa. (più precisamente, la fonoriproduzione. Cfr. Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.) Dal momento in cui la scrittura musicale colta e la tradizione orale popolare sono confluite nel contenitore di una Where Do I Buy Phentermine 37.5 riproduzione – essendo registrata e poi stampata una vera e propria esecuzione – è entrato in gioco qualcosa di nuovo: il rapporto diretto con il contesto (anche se, come sappiamo, questa è pur sempre una forzatura concettuale che non rispecchia il vero per una serie infinita di motivi che non è il caso di menzionare in questa sede). Dal giorno in cui prese l’avvio la storia dei dischi l’ascoltatore, più o meno appassionato, più o meno colto, poté ripetere e dilazionare l’evento dell’ascolto, fino alla completa memorizzazione, pur non conoscendo il codice con cui quel linguaggio era concepito.

Pat Metheny, il compositore-chitarrista in questione per il nostro percorso di analisi e studio, è il tipico esempio di musicista nato e cresciuto sotto l’egida assoluta dei dischi e dell’ascolto, della cultura popolare e della fonoriproduzione. Trascurando del tutto le note biografiche che lo riguardano e ormai lo celebrano come uno dei musicisti più importanti e influenti della nostra era, possiamo facilmente verificare quali siano state le matrici culturali e musicali che lo hanno poi guidato e condotto al compimento del suo stile personalissimo.

Passò buona parte della sua giovinezza circondato e impressionato dai dischi di suo fratello Mike (trombettista di altissimo profilo, NdR) e che trascorse un’infinità di tempo nel tentare di riprodurre quanto gli ascolti gli suggerivano. Sono le sue stesse dichiarazioni che ci mostrano un giovane talentuoso completamente assorbito dalla musica improvvisata e trasportato da un’infinità di suggestioni, http://naturallymadeforyou.co.uk/product/natural-soy-wax-candle-rose-lavender/ non necessariamente chitarristiche. A parte l’esplicita influenza del fratello più grande, quindi del suono della tromba e del flicorno, Metheny inizierà molto presto a confrontarsi con il sound di Ornette Coleman (che in qualche modo sarà la chiave della nostra indagine) e con un’idea di fraseggio dominata da imponenti stilemi melodici. La chitarra come bagaglio culturale scritto, quindi letterario e tecnico, era e rimarrà quella dell’imprinting, cioè quella del rock ‘n roll e della musica folk. Sviluppandosi fino all’inverosimile verso frontiere inedite, sarà pur sempre una chitarra-non, o una non-chitarra. Metheny non adempie, se non in modo del tutto personale e culturalmente privato, a percorsi di tipo classico, non impianta nel suo bagaglio tecnico gli stili del passato tipici del suo strumento.
Egli è completamente rapito dall’idea di ‘captare’ un’idea della musica che gli è dettata dai suoi modelli dovendo inventarsi una tecnica e un tocco che li rappresenti in modo credibile. In effetti rimarrà colpito da chitarristi che lo ‘accompagneranno’ per tutta la vita, i quali però hanno a loro volta una estrinseca originalità nell’approccio e nel tocco: si pensi a Wes Montgomery, o a Jim Hall (modelli musicali, artistici ed umani cui Pat Metheny continua a fare riferimento), tutti chitarristi con un sound alternativo alla norma, chitarristi la cui idea di fraseggio si rifà costantemente ai fiati e al pianoforte, e caratterizzati da un uso della mano destra assolutamente personale.

http://lundy.org.uk/download/ar44/LFS_Annual_Report_Vol_44_Part_18.pdf La chitarra, se presa nella sua tradizione, è uno strumento molto ritmico e ‘quadrato’: la sua letteratura è ricca di contenuti armonici (in senso molto ampio), ritmici e, ovviamente, melodici. Non essendo dotata di Phentermine Hcl 37.5 Buy sustain (come del resto il pianoforte) ha occupato nello spazio creativo dei compositori una postazione architettonica ‘centrale’, o altrimenti è stata molto impiegata come puro strumento solista (anche in questo senso del tutto simile al piano). Pat Metheny (e altri prima di lui) non si cura affatto della natura fisica e letteraria del suo strumento: deve ‘agguantare’ il sound che gli viene dai dischi e lo fa con quello strumento, perché è quello che ama. Il risultato è che inizia a suonare ‘imitando’ più voci, evocando forme che vengono da altri strumenti, come la tromba e il sax.

http://josehendo.com/modules/filesupload/upload.php Si può dire finalmente – forzando in senso allegorico – che Pat Metheny non ha avuto (come noi con Mozart) alcun rapporto diretto con la chitarra, in senso letterario e tecnico: piuttosto si è servito e si serve della chitarra per ‘mettersi in contatto’ con la musica e il sound che scaturisce dall’ascolto.

http://epmarketing.co.uk/digital-marketing E’ una certezza che la scala bebop sia il risultato evolutivo di un gesto ritmico. In una musica abbondantemente incline all’andatura del 4, con una spiccata predilezione per la sottolineatura dei tempi deboli, la divisione dello spazio ritmico da parte del melodista avrebbe dovuto disporre di elementi diatonici di numero pari. La scala di 7 note risulta asimmetrica rispetto alla battuta di 4/4. La (cosiddetta) http://framerated.co.uk/category/television/tv-review/page/13/ scala bebop rimetteva (e rimette) in ordine, attraverso il cromatismo, la divisione ritmica e armonico-melodica della battuta. Se traduciamo questo dato nel movimento tipico della mano destra del chitarrista medio (a plettro) comprendiamo come la simmetria garantisca, oltre che l’ equilibrio ritmico-melodico, anche quello meccanico: l’andatura ripetitiva e, in qualche modo, autonoma del plettro secondo lo schema giù-su, lascia che la mano sinistra cerchi la composizione melodica, con le proprie, autonome strategie, espositive e improvvisative.

Ma non appena allarghiamo l’orizzonte e tentiamo di osservare un panorama espressivo non simmetrico o – perfino – asimmetrico, la coordinazione tra i due arti, quindi tra i due emisferi del cervello, entrano in una confusione assolutamente insopportabile ai più (i chitarristi più esperti comprenderanno immediatamente a cosa ci si riferisce). Va specificato – per correttezza e rispetto della musica e dei musicisti – che qui traduciamo un’idiosincrasia sistemica riguardante la chitarra per continuità tematica con la nostra tesi, ma il problema che stiamo cercando di comprendere e superare riguarda molti altri strumenti e le loro relative tecniche. A questo proposito vorrei citare con rispettoso e amichevole affetto la grande violinista di origine bulgara Dora Bratchkova, Duromine Phentermine 30Mg Buy primo violino della Radio di Stato di Saarbrucken, Germania. Durante un’appassionata conversazione a casa sua – mentre analizzavamo alcuni passi violinistici di Sostakovic’ – lei, con l’umiltà e la voce di piuma che la guidano in ogni indagine tecnico-musicale, mi disse: In fondo è la mano destra la voce, ciò su cui dobbiamo concentrarci http://roxannapanufnik.com/wp-cron.php?doing_wp_cron=1564839180.9138050079345703125000 mentre la sinistra fa le sue cose http://lundy.org.uk/index.php/publications/journal?vol=22-10 . In rarissime occasioni mi è capitato di ascoltare e comprendere una dichiarazione così perentoria e veritiera con la sintesi, il rigore e il peso specifico di un gomitolo di lana.

http://roxannapanufnik.com/wp-cron.php?doing_wp_cron=1565123524.1293339729309082031250 Pat Metheny è una sorta di fiatista improvvisatore, con una dote melodica degna della migliore musica sinfonica, ma con la passione smodata per la chitarra: deve quindi ‘inventarsi’ un modo per ottenere il risultato della propria musicalità a scapito della simmetria. Tutti i suoi estimatori riconoscono e sanno che il suo linguaggio è fortemente descrittivo e che le fondamenta architettoniche sono in esso rappresentate dalle triadi, sia melodiche che armoniche. Eppure, osservandolo attentamente, dal vivo o in video, tutti notano quanto spesso la sua mano destra ‘abusi’ di ribattuti in su, plettrando – soprattutto sulle prime due corde – le note dal basso verso l’alto, sacrificando la simmetria al ‘sound’. Qui ci accorgiamo di una caratteristica fortemente illogica: da una parte il materiale melodico approntato è fortemente descrittivo, ripetitivo e – dunque – simmetrico; d’altro canto è ‘manipolato’ attraverso una voce (la mano destra è la voce del chitarrista) a tratti asimmetrica e fortemente espressiva, piena di accenti e arabeschi. Questo è il risultato di un lavoro, lungo e pieno di creatività e immaginazione, in cui il Maestro ha ordito la sua ragnatela di gesti atta a catturare e trattenere tutti i voli melodici e ritmici possibili.

Phentermine Buy Uk Ciò che meglio indica le radici del ‘comportamento’ di Pat Metheny sulla chitarra è il codice improvvisativo di Ornette Coleman. Il continuo fronteggiarsi dell’impeto ‘vocale’ con la giustapposizione simmetrica, come le placche continentali che concorrono al movimentato equilibrio della superficie terrestre, determina una continua rimessa in discussione dei due soggetti in nome di un equilibrio più alto. Tutti conoscono la definizione che lo stesso Coleman dava del suo proprio approccio linguistico improvvisativo e compositivo: Armolodia. Una sorta di continuum discorsivo in cui le linee guida e le ‘direzioni’ sono elasticamente e contemporaneamente condotte da prospettive verticali (armonia) e prospettive orizzontali (melodia). Pat Metheny ha fatto propria sin da ragazzo l’eredità di Ornette, tanto che buona parte della sua personale letteratura da compositore è esplicitamente dedicata al Maestro. Ai fini della nostra indagine – strettamente chitarristica – proveremo ad analizzare alcuni passaggi strettamente colemaniani di Metheny e verificheremo cosa ha comportato dal punto di vista strumentale.

Purchase Phentermine 37.5 Mg Online A questo punto mi sento di enunciare una riflessione che potrà risultare perfino banale: Non vi è ‘movimento’ possibile se non a partire dalla prassi e, dunque, dalla letteratura di J. S. Bach. Non vi è, perciò, autore o improvvisatore che possa prescindere – più o meno consapevolmente – dall’eredità del Grande Sconosciuto. Il suo magistero è la cattedrale entro cui si svolge la sorte del pensiero allegorico moderno occidentale: la comunità dei fedeli, munita o no di abnegazione e preghiera, dovrà da allora immaginare l’Universo come un sistema bentemperato. E’ addirittura facile affermare che nessuno possa esimersi dal compito, tantomeno un sassofonista di colore definito ‘esteta del brutto’ (O. Coleman) e un chitarrista del Kansas con la maglietta a righe.

Where Can I Buy Phentermine Online Uk Il materiale musicale trascritto relativo a Pat Metheny non ha alcun bisogno di essere tracciato: la sua reperibilità è talmente universale che non comporta alcuna difficoltà o fatica procurarselo.

Order Phentermine Online Mexico Se la ‘voce’ – intesa come chiamata poetica – fosse l’anima e le diteggiature fossero il corpo, dovremmo discernere fra due prospettive classiche: quella Platonica e quella Aristotelica. Ma Platone volle che il corpo fosse la prigione dell’anima e dunque dovremmo trovarci di fronte a una promessa, a qualcosa di formalmente incompleto, non meno interessante, ma diverso. Pat Metheny è senza dubbio – in questa prospettiva – un grande Aristotelico in cui i due (arbitrari) elementi si fondono in qualcosa che noi chiamiamo http://josehendo.com/?et_core_page_resource=et-divi-customizer-global-cached-inline-styles121822 musica.

http://dronerockrecords.com/wp-cron.php?doing_wp_cron=1564757285.2480731010437011718750 fotografia di Ennio Brilli

http://naturallymadeforyou.co.uk/product-category/bath-body/body-scrubs/?add_to_wishlist=1985 http://kassnermusic.com/Licensing?SongCode=13 Questa breve e difettosa indagine monografica è stata composta in occasione del seminario su Pat Metheny da me condotto presso il L.A.M. – Laboratorio di Artigianato Musicale del Maestro Giacinto Cistola, Martinsicuro (TE). La bibliografia e i passi musicali in esame sono stati dunque forniti, dimostrati e argomentati dal vivo.

Phentermine Online Forum http://spectrumcil.co.uk/wp-content/themes/16/index.php Ringrazio i fratelli Umberto Fiorentino, Ramberto Ciammarughi, Simone La Maida, Emanuele Franceschetti e Dora Bratchkova per la loro attenzione e gratuita dedizione alla mia continua e periferica ricerca.

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