Ultime News
jazzahead! Festival</br>Parla Ulrich Beckerhoff
Photo Credit To Gerhard Richter

jazzahead! Festival
Parla Ulrich Beckerhoff

Si rinnova a Brema dal 7 al 24 aprile l’annuale appuntamento con il jazzahead!, il festival divenuto punto di riferimento della scena jazz internazionale, per artisti, appassionati e operatori di settore.

di Roberto Paviglianiti

Un festival di successo
Dal 7 al 24 aprile si rinnova l’appuntamento a Brema, nel Nord della Germania, con il jazzahead! Festival, rassegna giunta all’undicesima edizione, che con il passare degli anni sta assumendo sempre maggiore rilievo in ambito internazionale, soprattutto grazie alla programmazione studiata per accogliere un pubblico eterogeneo, fatto di appassionati, ma anche di giovani spinti dalla curiosità per il mondo del jazz. Gli organizzatori del festival non basano la loro forza comunicativa solo sui concerti, ma coinvolgono jazzfan e addetti ai lavori anche con showcase, spazi espositivi per le aziende di settore, clubnight, eventi collaterali, premi e focus relativi a una determinata scena jazzistica, come, nel caso di quest’anno, quella Svizzera. A parlarcene è stato il direttore artistico del festival Ulrich “Uli” Beckerhoff, compositore, trombettista e didatta alla Folkwang University Of The Arts di Essen, al quale abbiamo chiesto qual è il segreto del successo raccolto in questi anni dal jazzahead!: «Curo la direzione artistica del festival dalla prima edizione, nel 2006. Siamo in continuo sviluppo, di anno in anno. Le componenti più importanti risiedono nelle domande che ci siano fatti all’inizio della nostra avventura e che continuiamo a porci: Quali sono i vantaggi di cui possono beneficiare i musicisti che partecipano alla nostra rassegna? Come si può migliorare la situazione per gli espositori? Come possiamo rendere jazzahead! più attraente per i professionisti della scena jazz tedesca e internazionale, oltre per il normale appassionato di jazz? Come possiamo rendere l’intero evento più interessante per i media, come radio, televisione, quotidiani e jazz magazine, di tutto il mondo? Rispondendo ogni volta a queste domande abbiamo trovato la strada per crescere ed evolverci, fino a rappresentare una delle realtà più importanti d’Europa». Il team diretto da Beckerhoff ha ottenuto in undici anni risposte concrete che vanno rintracciate nei numeri impressionanti, basti pensare che il festival coinvolge circa ventimila persone, di una manifestazione divenuta punto di riferimento per la scena jazzistica mondiale.

img

Motivi di distinzione
Spesso però l’impegno non basta per ottenere successo, visibilità e soprattutto credibilità. Beckerhoof conosce a fondo il problema, e nel corso del tempo ha introdotto delle novità all’interno della programmazione del festival, per renderlo un evento unico, moderno e non fossilizzato essenzialmente sul jazz. Tra queste c’è uno spazio riservato alle band europee emergenti (European Jazz Meeting), una parte del cartellone per il jazz tedesco (German Jazz Expo), premi e riconoscimenti sia per i giornalisti (German Jazz Journalist Award) sia per gli addetti ai lavori in genere (jazzahead! Award). La più importante iniziativa, e per certi aspetti coraggiosa, è stata l’introduzione nel 2011 della Partner Country, ovvero la possibilità data ogni anno a un Paese diverso di presentare a Brema, oltre ai musicisti, le proprie attrazioni culturali, come arti visive, teatro, danza, mostre e letteratura. Così Turchia, Spagna, Israele, Danimarca e Francia, che hanno preceduto la Svizzera protagonista dell’edizione 2016, hanno avuto modo di mostrare le proprie possibilità culturali e di incontrare, facendo rete globale, quelle di altre nazioni. Il festival offre visibilità a un alto numero di artisti, anche non strettamente legati al mondo del jazz, come nel caso del rapper turco Ceza, che dopo un’esibizione al jazzahead! fu raggiunto in camerino da Claude Nobs, fondatore del Montreux Jazz Festival, il quale, rimasto colpito dalla sua valenza artistica, lo ha invitato al suo festival. Beckerhoof ha dato molto spazio anche agli operatori di settore, creando annualmente una sorta di meeting internazionale, per molti divenuto immancabile: «Uno dei fattori che ci rende diversi dalla altre manifestazioni risiede nel fatto che in ogni edizione si danno appuntamento a Brema circa seicento tra promoter, giornalisti e produttori discografici. Siamo il più importante punto d’incontro d’Europa e del mondo. Stiamo crescendo, sotto diversi aspetti, e questo, in un momento in cui molti regrediscono, ci dice che siamo sulla giusta strada». I risultati ottenuti danno ragione a una strategia organizzativa capace di attrarre anche il pubblico più giovane, grazie a una politica di contenimento dei prezzi dei biglietti, proveniente da oltre settanta nazioni diverse.

Presente e speranze future
«Vorrei che ancora molte giovani band abbiano la possibilità di esibirsi sui nostri palchi di fronte a un ampio pubblico. Inoltre, vorrei che il festival diventi ancora più conosciuto nel mondo e che possa attrarre visitatori provenienti da Africa, Asia e Sud America». Ulrich Beckerhoff riassume così le speranze per il futuro prossimo del jazzahead!; ora però c’è da vivere l’edizione 2016, della quale, interpellato a riguardo, ci indica, tra i tanti, tre motivi di particolare interesse: «Il Gala Concert Of Svizzera, in programma il 22 aprile nella sala concerti Die Gloke di Brema, con protagonisti il quartetto Ronin capitanato da Nick Bärtsch a la band di Andreas Schaerers; la cantante britannica Ola Onabule, che salirà sul palco il 23 nell’ambito dello European Jazz Meeting; la cantante Simona Parrinello, la cui esibizione è prevista in 23 nel cartellone del clubnight». Per la consultazione completa del programma: www.jazzahead.de

Timeline jazzahead!
La storia del festival in cinque punti 
2006 nasce il jazzahead! Festival di Brema, grazie all’iniziativa del trombettista e didatta Ulrich Beckerhoff
2006 viene istituito il jazzahead! Award, riservato a una personalità che si è particolarmente distinta nell’ambito della promozione culturale del jazz internazionale. Il primo vincitore è Manfred Eicher, fondatore della ECM Records
2011 gli organizzatori del festival decidono di dedicare un particolare spazio in cartellone per una determinata scena jazzistica. Il primo Paese scelto è la Turchia.
2012 viene data maggiore visibilità alla scena jazz tedesca con l’istituzione della German Jazz Expo, tesa a valorizzare e favorire la conoscenza delle realtà locali. Inoltre è istituito il German Jazz Journalism Award dedicato ai giornalisti tedeschi.
2015 l’edizione del decennale si rivela un autentico successo, con la partecipazione di quasi mille aziende di settore, oltre cento concerti in cartellone e circa sedicimila visitatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *