Ultime News
Jazz Supremacy<br/>Intervista a Paolo Pellegatti
Photo Credit To Luca Vantusso

Jazz Supremacy
Intervista a Paolo Pellegatti

 

12 dicembre 2018

Paolo Pellegatti è uno dei più conosciuti batteristi italiani; l’abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti; fotografie di Luca Vantusso.

Come hai scelto di diventare musicista? Perché la batteria?
Da bambino ho ascoltato tantissima musica, a partire da
Per voi giovani e Bandiera Gialla e scoprendo così grazie a Renzo Arbore il mondo del rock; le paghette andavano tutte in vinili, dai Cream – il mio gruppo preferito – a Hendrix, dai Led Zeppelin ai Traffic, Black Sabbath, Taste, fino ad arrivare a Hot Rats di Frank Zappa. Poi la folgorazione: vidi il concerto di Santana al Palalido di Milano, ero alle spalle della band, e le movenze di Mike Shrieve mi fecero impazzire, volevo suonare quell’incredibile strumento che è la batteria. Intanto mio fratello maggiore portava a casa dischi di Sergio Mendes, Wes Montgomery, e anche molta musica easy listening raffinata.

Come è cambiato il mestiere di musicista da quando hai iniziato la tua carriera?
Molto: l’uso della tecnologia, l’essere sempre più precisi ed essenziali sono indubbiamente passi avanti, anche se gli artisti più rappresentativi mantengono una componente artigianale e l’indispensabile riguardo verso il contatto strumentale ed espressivo.  

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole diventare professionista?
Di affidarsi, nel percorso di apprendimento ed esperienza, ai migliori artisti italiani (la scelta è ricca), ma anche di fare esperienze all’estero e di misurarsi con i coetanei di tutto il mondo, allo scopo di sprovincializzarsi e verificare che qualità e impegno ci sono ovunque.

Hai accompagnato grandissimi nomi, da Gaslini a Cerri: quali sono le qualità di una buona sezione ritmica ? Cosa vuol dire per te accompagnare un solista?
Sono stato quasi costretto fin da subito ad apprendere che l’arte dell’ascolto e l’arte del suonare per la musica sono gli elementi fondamentali, trovando il giusto mix tra personalità e ricerca delle emozioni.

Tra i tuoi mille progetti ci puoi raccontare qualcosa dell’ultima avventura con “Jazz Supremacy”?
Un incontro di personalità forti, con grande dedizione e amore per il jazz; troviamo un’alta preparazione e una grande motivazione, e l’obiettivo è quello di evitare di essere noiosi e ripetitivi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Proseguire con Jazz Supremacy, collaborare con grandi artisti, e continuare a fare tutto ciò che mi stimola, mi mette alla prova e mi permette di vivere la musica con lo stesso entusiasmo e desiderio di ricerca personale e collettiva. 

img

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *