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Italian World Beat</br> Intervista a Fabio Scopino

Italian World Beat
Intervista a Fabio Scopino

21 luglio 2017

L‘Italian World Beat rappresenta, promuove e sostiene lo sviluppo di un network italiano di Operatori Culturali e Produzioni Artistiche quale punto di riferimento per gli operatori musicali internazionali attraverso la partecipazione attiva ai più importanti appuntamenti Fieristici mondiali, Meeting ,Conference e Professionals Panel. Promuovere tutte le realtà imprenditoriali e artistiche presenti sul nostro territorio per creare, agevolare, stimolare gli scambi commerciali e culturali in ambito internazionale sono la mission principale del network. Ne abbiamo parlato con il suo fondatore, Fabio Scopino.

Di Luciano Vanni

Da dove nasce l’idea? Come e perché nasce Italian World Beat ?
Negli ultimi periodi la mia attività professionale è stata rivolta per lo più nell’ambito manageriale e promozionale, attività che mi ha permesso di confrontarmi con diverse realtà in contesti internazionali, nell’ambito della pura promozione commerciale (Fiere, Meeting, Showcase, Happening), la cosiddetta music industry, sebbene a malincuore devo ammettere che il confronto internazionale mi ha restituito un risultato davvero sconfortante, l’offerta e la promozione delle produzioni artistiche italiane è quasi inesistente se non fosse per quelle poche piccole realtà che, così come me, cercano in tutti i modi di farsi notare. Nonostante ciò, il dato davvero rassicurante e in controtendenza con la realtà, è la grande stima, l’attrazione e l’interesse che la stragrande maggioranza dei professionisti internazionali hanno verso la musica e verso gli artisti italiani. Da questa riflessione nasce l’idea; creare una struttura che rappresenti e promuova le realtà artistiche e imprenditoriali italiane in tutti gli ambiti di scambio e d’incontro della comunità musicale internazionale. Un punto di riferimento che sia sinonimo di qualità artistica e serietà professionale per gli operatori stranieri, un “ambasciata culturale” itinerante sempre presente ad ogni appuntamento programmato, che instauri pubbliche relazioni, promuova lo scambio commerciale e culturale, distribuisca materiale promozionale, fornisca supporto tecnico e logistico sia agli operatori che agli artisti.

Quali sono le novità e i fattori innovativi che esprime?
Non credo ci siano novità sostanziali o fattori innovativi rilevanti in questo progetto, se si vuole considerare che per un paese come l’Italia le parole “condividere” , “aggregarsi” e “collaborare” possono essere menzionate come fattori innovativi.

Cosa significa essere promoter e manager al giorno d’oggi ?
Domanda un po’ complessa perche potrebbe prevedere molteplici risposte: dipende infatti da quale punto di vista la si pone. Per non essere prolisso nella risposta mi riferirò all’aspetto puramente manageriale in termini promozionali di un progetto artistico. Prima di tutto bisogna fare una valutazione sugli artisti che si rappresentano, perché la difficoltà o meno di un lavoro di management artistico è direttamente proporzionale ad alcuni fattori che potremmo definire “fattori sociali”: l’età dell’artista, il grado di fama che ha raggiunto, la propensione personale alla collaborazione, il rapporto di fiducia che si riesce a instaurare, la capacità personale di fare squadra e la condivisa lungimiranza progettuale. Risolti questi aspetti ci si trova ad affrontare il mercato, le sue regole e le sue dinamiche. Se vogliamo escludere la disponibilità economica di investimento che resta un elemento totalmente determinante e discriminante, al giorno d’oggi la forza di un promoter o di un manager sta nella sua capacità comunicativa, di collaborazione e di condivisione con tutti i soggetti che fanno parte del mercato, saper stringere partnership e poter offrire possibilità di scambio commerciale, ampliare le vedute commerciali allargando il potenziale bacino di utenza non ponendosi limiti territoriali.

Quali obbiettivi culturali e artistici ti sei posto?
Un grande Network che supporti, sostenga e promuova tutti i suoi membri, dando vita ad una vera e propria “Ambasciata Culturale Italiana” quale punto di riferimento per la comunità artistica internazionale sono i nostri obbiettivi sin dall’inizio.

Come è cambiato il tuo mestiere nel corso degli anni?
Per oltre venti anni ho maturato esperienze nell’ambito dell’intrattenimento, dello sviluppo e dellapromozione culturale musicale, ho avuto la fortuna di rivestire diversi incarichi (live music club founder, art director, event manager, artist manager, road manager, booking agent), di conseguenza ho avuto la possibilità di trattare, comprendere ed approfondire diversi aspetti e diverse problematiche da fronti opposti e da vari punti di vista.
Ho incominciato il mio percorso lavorativo seguendo una grande passione: il jazz; lo spirito di questo linguaggio libero da schemi e preconcetti, la sua natura possibilista, la sua capacità esplorativa, hanno fatto da propulsore a tutta la mia attività professionale, incoraggiandomi anche ad esaminare tutte le possibilità di sviluppo di collaborazioni e commistioni tra il jazz ed altri stili e linguaggi musicali.
Da qui è scaturita una mia naturale attenzione ed uno spirito approfondimento verso tutte le forme di contaminazione musicale, in particolar modo mi sono avvicinato alla musica etnica, la cosiddetta musica dei popoli, tutta quella musica che continua ad essere tramandata da centinaia di anni e che persevera nel trasmettere e tramandare la storia, le origini e le tradizioni di ogni diverso popolo.

Moltissimi sono gli artisti che continuano a portare avanti in maniera egregia le tradizioni musicali e popolari in forma integra e altrettanti sono quelli che prendendo spunto dalla tradizione, hanno iniziato un percorso artistico di commistione e contaminazione con altri linguaggi musicali e strumenti moderni, dando vita a un fenomeno musicale che oggi viene propriamente definito ” World Music/World Jazz”. L’Italia ha un’immensa tradizione artistica, di grande valore, conosciuta, stimata e richiesta in tutto il mondo.
Ecco come è cambiato il mio mestiere: oggi gestisco una struttura che rappresenta e promuova le realtà artistiche italiane in tutti gli ambiti di scambio e le occasioni d’incontro della comunità musicale internazionale.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Non ho un vero e proprio sogno nel cassetto, in realtà credo che il progetto Italian World Beat sia così ambizioso che potrei considerarlo tranquillamente un sogno preso dal cassetto e messo in lavorazione.

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