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Intervista a Marianna Fasone

Intervista a Marianna Fasone

http://spectrumcil.co.uk/services/advocacy/ 13 novembre 2018

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http://thebeachatbude.co.uk/menu-items/fish-french-fries-peas/ Il 15 ottobre è uscito il brano Tresi song, singolo scritto e interpretato dalla cantante, autrice e produttrice siciliana Marianna Fasone, che in questa intervista ci racconta la sua storia, la sua idea di musica e il suo modo di viverla in maniera estremamente unica e personale.

Buy Phentermine 37.5 With Prescription Parliamo un po’ di te per farti conoscere meglio al nostro pubblico, in particolare di come ti sei avvicinata alla musica e nello specifico alla musica jazz.
Mi sono avvicinata alla musica sin dall’età di sei anni. Un giorno i miei genitori entrarono in un negozio di strumenti musicali. Io impazzii letteralmente alla vista di un pianoforte. Iniziai a suonarlo, senza sapere cosa stessi facendo, ma il venditore disse ai miei che avevo una musicalità eccezionale, e che ciò che suonavo non era fatto a caso ma aveva un senso musicale. Mio padre, che era un amante della buona musica, decise così di comprare un pianoforte e di farmi studiare privatamente. Da lì in poi è stata una continua crescita artistica, concretizzata con gli studi di pianoforte in Conservatorio, la passione e lo studio per la composizione, le prime musiche scritte, i primi arrangiamenti e lo studio del canto moderno. Durante le registrazioni del primo disco pop/rock “Welcome To Siren’s Blog” nel 2009, feci la conoscenza di alcuni musicisti jazz, e questo genere a me sconosciuto mi incuriosì parecchio. Decisi di iniziare ad approcciarmi al jazz tramite lo studio del canto, al Brass Group di Palermo, ma non ero molto convinta delle mie doti jazzistiche, e pensai subito di lasciar perdere. Poi accadde qualcosa che mi fece cambiare idea, e mi mostrò che forse la strada percorsa fino a quel momento verso il jazz non fosse del tutto sbagliata. Nel 2011 la cantante Diane Schuur venne a tenere un concerto organizzato dal Brass Group presso lo Spasimo. A fine concerto rimasi a gironzolare dentro le mura del complesso monumentale, mentre canticchiavo una sua canzone. Beh! Lei era lì, seduta sulla sua sedia a rotelle, dietro di me. Aveva ascoltato e mi chiese di avvicinarmi. Iniziai a spingerle la carrozzina, forse in modo un po’ sfrontato, ma lei era divertita. Mi disse, in inglese ovviamente, che dovevo continuare a studiare il jazz, e che avevo le potenzialità e la personalità per fare carriera. Che avevo un timbro molto bello, una voce particolare. Questo mi ha dato la spinta per continuare sul cammino del jazz. Da quel momento in poi si sono avvicendati gli studi in Conservatorio nel canto jazz e la laurea, e poi finalmente mi sono sentita pronta per scrivere e arrangiare musica jazz e creare un disco.

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Phentermine Dr Online Phentermine Best Place To Buy Online Tu sei una cantante, ma scrivi, arrangi, orchestri e produci anche i tuoi album: illustraci come vivi questo trasversale processo artistico.
Scrivere, arrangiare, orchestrare non li vivo come un fatto trasversale, ma come un qualcosa che mi appartiene, che ho dentro. Un qualcosa di unito e unico, nel senso che per me non sono delle competenze distinte, ma unite in un tutt’uno. È un istinto, come dettato da qualcosa di misterioso, uno di quei talenti innati che ti viene naturale, spontaneo, ma che ho acquisito e perfezionato con il tempo, la pazienza, lo studio, il sacrificio, a volte il pianto e la rabbia. Non riesco a ricordare quante volte io abbia scritto e strappato pentagrammi, o scritto e cancellato, per poi rifare tutto daccapo. Ma quando senti il tuo lavoro finito, completo, è come un’esplosione di gioia, e pensi di essere riuscita a creare qualcosa di tuo, per comunicare al pubblico, con la speranza che si possa immedesimare in ciò che racconti, nei tuoi vissuti. Ovviamente le strade, le esperienze di ogni essere umano sono diverse, ma ci si può anche ritrovare in qualche pezzetto di vita comune.

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http://keolis.co.uk/plus/img/df_dedetitle.gif http://dronerockrecords.com/wp-content/plugins/crelly-slider/readme.txt Cosa vuole comunicare la tua musica?
La mia musica vuole comunicare a largo spettro. Non scrivo soltanto di me e della mia vita privata, ma narro di vicende, persone a me vicine e lontane, oppure di gente vista di passaggio che mi ha ispirato qualcosa, o lasciato un’emozione, una sensazione, che sia positiva o negativa. A volte è uno sfogo di rabbia contro la vita, contro la società, la superficialità, la mancanza di empatia, l’indifferenza. Altre volte voglio comunicare l’amore per la natura, l’amore tra gli esseri umani. Altre volte ancora comunico il mio sarcasmo verso altre persone o situazioni e fatti della vita, il “male di vivere”. È il mio modo migliore per comunicare con gli altri. Mi si recepisce meglio quando sto sul palco e canto le mie canzoni. Scesa dal palco, la magia comunicativa finisce e inizia la fase dell’incomunicabilità con il prossimo… ahahah!

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Phentermine Buy Cheap Online Come definiresti in generale il jazz oggi?
Ho voluto sperimentare e creare un jazz alquanto rivoluzionario rispetto al jazz tradizionale, appunto perché credo che al giorno d’oggi questo genere vada svecchiato un po’. Si tende sempre a rimanere legati al passato, un passato importante, su questo non c’è dubbio, che sta alla base del jazz, ma che ormai andrebbe collocato nella vetrina di un museo, come si fa con i reperti archeologici, trovati durante degli scavi… ahahah! So già che i jazzisti doc e dop mi contesteranno quest’ultima affermazione, ma ognuno è libero di pensare ciò che vuole. La musica jazz è troppo uguale, sempre la stessa solfa, sempre le stesse cover riarrangiate in tutte le salse, ma alla fine il modello jazzistico rimane sempre quello vecchio stampo, che spesso è di nicchia e fa storcere il naso e annoiare tutto il resto del pubblico. Creando il “classjazzpo” ho voluto rivolgermi ad un pubblico più ampio. Ho cercato il modo di avvicinare anche le persone che non amano il jazz al genere. L’ho reso meno pesante e più “digeribile”: una sorta di jazz per gli intolleranti al lattosio… ahahah! E penso che si debba dare spazio anche alle novità come il “classjazzpo” per dare nuova linfa vitale al jazz.

Raccontaci Tresi song, il singolo che anticipa l’uscita del tuo nuovo album “Experimental Jazz – The New Classjazzpo”, che sarà disponibile al pubblico a partire da marzo/aprile 2019.
Tresi song è una canzone che nasce da una storia realmente accaduta. Tresi rappresenta una delle tante donne, che consapevoli della loro avvenenza, utilizzano quest’ultima per sedurre, manipolare e arrivare agli scopi prefissati, non curandosi dei sentimenti degli altri e dei loro cuori spezzati. Racconto questa storia calandomi nei panni di uno di questi uomini innamorati di lei, e le dedico una canzone d’amore, che in realtà è alquanto sarcastica, poiché la smaschera dalla sua condizione di brava ragazza, dandole della poco di buono. Nel video ufficiale, invece, ho indossato i panni di Tresi, circondata da tutti questi uomini invaghiti che la amano e la odiano allo stesso tempo.

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