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Piani Paralleli</br>Intervista a Giovanni Mazzarino

Piani Paralleli
Intervista a Giovanni Mazzarino

 13 ottobre 2017

Giovanni Mazzarino ha da poco pubblicato “Piani Paralleli”, un lavoro multimediale che celebra i suoi cinquant’anni e i trent’anni di attività artistica; si tratta di un album per orchestra arricchita da un gruppo eccezionale che vede Fabrizio Bosso, Adam Nussbaum e Steve Swallow, integrato da un DVD che documenta le registrazioni, presenta un concerto dell’ensemble e racconta la visione della musica dell’autore. Ne abbiamo parlato con il pianista e compositore siciliano.

Di Eugenio Mirti

Come hai scelto i musicisti e perché hai scritto una suite per orchestra?
L’idea era di proporre queste nuove musiche che avevo scritto, un po’ visionarie, quindi avevo proprio bisogno dell’orchestra; poi volevo completarla con dei jazzisti, e quindi ho chiamato le persone con cui lavoro spesso, Steve Swallow Adam Nussbaum, con cui suono abitualmente, e che sono i musicisti ideali. Swallow è una scelta particolare, suona il basso a cinque corde con il plettro al posto del contrabbasso, Nussbaum invece è meraviglioso perché come tutti i batteristi dovrebbero fare dà la possibilità di suonare, consente l’espressione e riesce a valorizzare qualunque cosa. Con Fabrizio suoniamo insieme da più di quindici anni, quindi ci conosciamo molto bene.

Come mai hai coinvolto Paolo Silvestri?
Ho deciso questa volta di non occuparmi direttamente dell’arrangiamento dei brani e ho quindi coinvolto Paolo Silvestri, ero sicuro che avrebbe fatto un buon lavoro; è un grande arrangiatore e compositore.

Hai scritto che per questo lavoro il tuo intento era unire le tante estetiche che ti contraddistinguono. Cosa intendi dire?
Il livello qualitativo dell’espressione musicale si basa sempre su delle regole certe, anche quando le estetiche cambiano; riunire insieme tutte le estetiche in realtà vuol dire riunire modi diversi di seguire le stesse regole, e realizzare quindi l’estetica delle estetiche. Proporlo non è così facile, forse rappresenta un po’ il mio essere fuori dalle righe.

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Abbinato al CD c’è un fil

m di Gianni Di Capua che racconta di te e la genesi del lavoro.

Racconta sostanzialmente la registrazione e il backstage, e raccoglie i momenti più importanti della realizzazione; c’è anche la registrazione di un concerto e la mia narrazione sulla musica, su cosa è per me, e la mia estetica. In sintesi troviamo il docufilm, il concerto e una parte spirituale e culturale sulla mia persona.

Cosa progetti per il futuro?
“Piani Paralleli” è un lavoro cui sono molto affezionato, ma sto lavorando a un nuovo progetto che registrerò in quartetto verso la fine dell’anno, un album che riguarda la natura e che non voglio anticipare per scaramanzia.