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Indovina chi viene a scuola?</br>Intervista a Enrico Strobino

Indovina chi viene a scuola?
Intervista a Enrico Strobino

Si terrà sabato 21 e domenica 22 gennaio presso l’Associazione Musicanto di Piossasco (TO), in via Garola 26, l’interessante workshop “Indovina chi viene a scuola?” a cura Enrico Strobino: incontri musicali con John Cage, Meredith Monk, Steve Reich, Arvo Pärt, ecc. rivolti a insegnanti di musica e docenti di scuola primaria e secondaria di I grado interessati alla didattica musicale. Abbiamo intervistato il prof Strobino.

Di Eugenio Mirti

Una tua breve presentazione per chi non ti conoscesse?
Mi sono laureato in Etnomusicologia con Roberto Leydi nel 1981. Sono un insegnante di musica nella scuola secondaria di primo grado e ho fatto varie esperienze anche nella primaria; da molti anni svolgo attività di ricerca e di formazione nei campi della pedagogia, della didattica e dell’animazione musicale. In questi settori ho pubblicato vari libri. Faccio parte del Centro Studi Maurizio Di Benedetto di Lecco e della redazione di www.musicheria.net.

Come si svolgerà il workshop?
Tutti i miei seminari sono costruiti intorno all’idea di laboratorio, inteso come un contesto in cui si incontrano il fare e il pensare. L’incontro sarà quindi basato sul far musica insieme attraverso attività di ascolto, di improvvisazione, composizione e esecuzione, usando la voce e gli strumenti. Intorno a queste esperienze di lavoro di gruppo potranno nascere momenti di riflessione, confronto, scambio di opinioni, prese di parola sulla musica e sull’educazione.
Trattando di alcune esperienze della musica colta del Novecento mi preme dire che le proposte di lavoro non si baseranno sull’esecuzione di alcune opere, ma sulla ricerca al loro interno di strutture, schemi, tattiche, modi di fare e costruire musiche. I protagonisti che si incontreranno e alcune delle loro opere saranno quindi ampiamente “manipolati”, trasformati, direi addirittura “usati” all’interno di percorsi creativi di rielaborazione a scopo didattico. L’accento è quindi sull’invenzione musicale, o se vuoi, sulla re-invenzione: insomma, ‘da cosa nasce cosa’.

Come hai scelto gli autori da trattare, tra John Cage, Meredith Monk, Steve Reich, Arvo Pärt, etc.?
Intanto sono alcuni dei miei amori, diciamo così. Quindi la scelta deriva innanzitutto dalle mie passioni. Dopodiché l’esperienza di sperimentazione e di lavoro quotidiano con bambini, bambine, ragazzi e ragazze nella scuola primaria e secondaria ha ulteriormente guidato la selezione degli autori. Sono nomi che hanno avuto uno sguardo molto particolare sulla musica, spesso molto vicino alla produzione sonora infantile, anche molto giocosi, se pure ognuno a modo suo. Sono anche esperienze che pongono domande, che invitano a mettere in discussione il proprio concetto di musica, che a volte ‘mettono in crisi’, spostano, fanno perdere l’orientamento. E quindi stimolano, danno da parlare e da pensare.

A chi si rivolge il corso e quali sono gli obiettivi?
Il seminario è rivolto a insegnanti di musica e docenti di scuola primaria e secondaria di I grado, ma credo che possa essere interessante anche per musicisti che vogliano sperimentare un utilizzo creativo di alcune esperienze della musica colta del Novecento. L’obiettivo principale è sperimentare tattiche per inventare musica: lo ritengo particolarmente importante visto che quella dell’invenzione musicale è una delle attività che purtroppo meno si pratica, credo a tutti i livelli. Un altro obiettivo è avvicinare a esperienze di ‘musica non familiare’: penso che questa sia una strada importante da percorrere in ambito educativo, proprio per attivare – anche tramite la musica – un’educazione alle differenze. In altre parole, ‘ascoltare le diversità’, a partire dalla musica.
Un altro obiettivo ancora è quello di sfatare un poco l’idea che la cosiddetta musica contemporanea sia sempre qualcosa di ostico è quasi incomprensibile:  è vero il contrario e infatti spesso la musica contemporanea è molto vicina ai linguaggi infantili.

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